N fece la sua ordinazione, alla quale Lloyd rispose con la solita calma.
Lloyd: “Certo, una cena degna d’un drago. Lasci fare a me, signore.”
Azrael: “Per me dell’acqua, grazie.”Disse invece il lumacofono.
Lloyd: “Bene. Per lei invece…”Aggiunse, rivolgendosi a Fidelio.
Lloyd: “Bourbon gran riserva invecchiato dodici anni.”Tirò fuori da una manica una bottiglia piena di whiskey, con un trucco degno del migliore degli illusionisti.
Fidelio: “Perdinci, tu sì che mi conosci, Lloyd!”Replicò Fidelio, accettando di buon grado la preziosa bottiglia, che il barman gli stappò immediatamente, prima di lasciare la stanza. A quel punto il musicista rispose a N.
Fidelio: “Scusami se non ti ho informato prima di ciò che ti avrebbe aspettato. E’ solo che… non so, non sarebbe servito poi a molto raccontare tutto subito, anzi, probabilmente sarebbe stato anche peggio. Avresti davvero creduto a un vecchio ubriacone che parla di cose come un lumacofono capace di controllare la mente delle persone? E poi non è solo quello… insomma, scoprendolo poco a poco e vivendo in prima persona il tutto è stato meglio, credimi. L’unico modo per comprendere veramente le cose è viverle. E poi è andata bene, no? Mettiamoci una pieta sopra, ahah!”Cominciò a bere anche quella nuova bottiglia.
Fidelio: “Tra l’altro nemmeno io ero a conoscenza del quadro generale. Certo, sapevo che c’era di mezzo Azrael, ma come ti ho detto in precedenza sono venuto qui perché mi è stato chiesto da qualcun altro, per la precisione dall’unico altro allievo che io abbia mai avuto: Remisol. A quanto pare lui sapeva cosa stava per accadere. Non chiedetemi come sia possibile, ma lo sapeva.”Guardò Azrael, il quale però non disse niente. Tornò quindi a rivolgersi a N.
Fidelio: “Quindi vuoi conoscere tutta la storia. Va bene, dopo tutto quello che hai passato immagino che meriti di sentirla.”Disse con franchezza l’uomo.
Fidelio: “Per grandi linee sai già molto, hai di certo ascoltato la registrazione contenuta nel tone dial; oggettino interessante, vero? Comunque accontenterò la tua giusta curiosità, colmando i vuoti nella storia.”Bevve dalla nuova bottiglia di liquore.
Fidelio: “Ti ho parlato della mia carriera, del mio grande sogno, dei miei viaggi per mare. In passato ero raramente solo, venivo sempre accompagnato da qualcuno in ogni tratto del mio peregrinare, amici cari, persone a cui devo tantissimo. Molti di loro non ci sono più, se ne sono andati via anzitempo, strappati alla vita nel fiore degli anni. E’ proprio vero, i migliori di noi sono sempre i primi ad andarsene. Sarà pure una frase fatta, ma è così. Quelli che stanno sempre in prima linea e non hanno paura di lottare per ciò in cui credono vanno via, e i codardi menefreghisti che preferiscono starsene a bere in un bar restano a ingrassare e a invecchiare.”Sentenziò amaramente, rigirando nella mano la bottiglia di Bourbon e fissando il liquido contenuto al suo interno ondeggiare.
Fidelio: “Una di queste persone, peregrina come me, una volta mi disse di essere partita perché il mare una mattina la chiamò e le disse di levare l’ancora. A me era accaduto qualcosa di molto simile. Un giorno sentii una voce venire dall’oceano, una voce che non si esprimeva a parole, ma con una musica, un bellissimo canto di sirena che mi attirava a sé, invitandomi verso l’irraggiungibile limitare dell’orizzonte. Dopo di allora mi accadde di sentire altre volte la natura parlarmi attraverso una qualche melodia, ma nonostante ciò non udii più quella specifica voce per tanti anni – o in generale altre voci dalla parvenza umana - tuttavia la sua arcana grazia rimase impressa nella mia mente come un marchio indelebile. Potrai immaginare il fremito che mi salì lungo il petto quando finalmente l’ascoltai di nuovo, anni dopo, stavolta però provenire dalla bocca di una persona in carne ed ossa. Non ne dubitai nemmeno per un secondo, era la stessa voce, era la stessa canzone. Sembrava che il destino volesse portarmi proprio a quell’incontro. Quella medesima persona mi raccontò poi una storia, la storia della voce del silenzio…”A quel punto cominciò a narrare a N la leggenda dei due gemelli, di cui il pirata aveva già letto nei fogli che aveva trovato sparpagliati sulla torre. Sembrava che Fidelio non fosse a conoscenza del fatto che N già sapeva gran parte di quella storia. Comunque il vecchio musicista vi aggiunse anche il triste finale, che il pirata non aveva ancora scoperto.
Fidelio: “Fu proprio in seguito a quell’evento che capii cosa volevo davvero fare, e quale sarebbe stato l’obbiettivo al quale avrei dedicato la mia vita. Il nome di quella persona era… Lorenza Da Monte. Proprio come me era una persona che in passato calcò i palcoscenici più importanti del mondo, ma come cantante. A quel primo incontro ne seguirono altri, su altre isole, nonostante l’alta frequenza con cui avvenivano del tutto casuali, o almeno a me sembrava così, dato che raramente informavo gli altri dei miei spostamenti. Qualcuno potrebbe vederla come un’altra spinta del destino, che voleva farci incontrare a tutti i costi. Io non avevo nulla di cui lamentarmi, tra tutte le persone era comunque quella che mi faceva più piacere incontrare. Tra di noi finì col nascere un forte legame, suggellato dal sodalizio artistico che ne seguì: lei divenne la librettista e cantante per le mie opere liriche, io il suo compositore. Seguì un periodo per me pieno di ispirazione e di soddisfazioni, di certo il più produttivo della mia carriera, incredibile a cosa possa portare per un’artista l’incontro con un’anima affine. Poi le cose cambiarono di nuovo quando, durante un viaggio sull’isola di Little Garden, trovai due lumacofoni dalle capacità uniche. Erano Azrael e Remisol, e io e Lorenza divenimmo i loro maestri.”Continuò quindi nel raccontare ciò che accadde durante il periodo che seguì, gli insegnamenti, la crescita dei due lumacofoni, i suoi viaggi, le sue opere, fino a giungere alla terribile tragedia avvenuta sull’isola di Emerald Cross, con la separazione del gruppo, e la perdita della donna a loro tanto cara.
OFF: Praticamente il tuo pg viene a conoscenza di tutto ciò che accade nel flashback che ho narrato durante lo scontro con Azrael
N probabilmente aveva già sentito parlare della guerra di Emerald Cross, che per molti anni aveva fatto il giro di tutti i giornali del mondo. Per quanto ne sapeva il pirata, il conflitto si era poi concluso con l'annientamento di tutte le fazioni in gioco, e con la distruzione totale dell'isola.
La rievocazione di quel brutto ricordo fece cadere Azrael e Fidelio in un certo sconforto.
Fidelio: “Quello fu un brutto colpo per tutti noi… di certo per me fu più che una tragedia. Lei era una persona che dava tutta sé stessa per gli altri, che si era battuta così tanto per rendere questo mondo un posto migliore. Aveva rinunciato a grandi opportunità pur di fare ciò che la rendeva felice, e di stare con quelli che la amavano.”Azrael pareva molto triste nel sentire quelle parole.
Fidelio: “Di persone così non se ne incontrano facilmente. Per me era un appiglio, un sostegno, una fonte di motivazione.”
Azrael: “Ahaha…”Ridacchiò il lumacofono, ma non con malizia, bensì con amarezza e una certa malinconia, gesto che sorprese il suo maestro.
Azrael: “E’ strano, ma una volta le ho sentito dire queste esatte parole, ma riferite a te, maestro.”Fidelio lo guardò con uno sguardo indescrivibile.
Azrael: “Disse di quanto si sentisse debole e inadeguata, e quanto la tua vicinanza l’aiutasse ad andare avanti. In fondo anche coloro che sembrano più forti e determinati, in verità dentro sono morsi dal dubbio e dall’insicurezza. Eppure lei sapeva che, in quanto essere umano, la sua forza risiedeva non nel negare le sue debolezze, ma nell’accettazione dei suoi molti limiti, che era in grado di trasformare nella sua stessa forza. Pertanto non si affliggeva e non si arrendeva mai, ma continuava a dare del suo meglio agli altri, e a cercare quanto di meglio gli altri potessero concederle.”
Fidelio: “Azrael…”
Azrael: “Noi la rendavamo felice, eravamo tutti molto importanti per lei, per quanto vedessimo solo quanto lei lo fosse per noi.”Era davvero strano per N sentirli parlare tra di loro, considerando che il loro timbro vocale era identico. Se non li avesse guardati direttamente sarebbe stato impossibile per lui capire chi diceva cosa, e chi dei due stava prendendo quale parte nella discussione. Situazione strana, dietro la quale qualche filosofo avrebbe di certo scovato un qualche contorto significato allegorico.
Fidelio: “Credo che tu abbia ragione. Probabilmente è proprio questo l’esempio più importante che ci ha dato. Non lasciarci ingoiare dal baratro dello sconforto, di fronte ai nostri limiti.”
Azrael: “No, non sono io che ho ragione… chi predica bene ma poi razzola male non ha mai ragione nel parlare, nemmeno quando dice cose obbiettivamente giuste. Per quanto io comprenda ciò che lei voleva, non riesco proprio ad agire in tal senso… è così difficile…”Evidentemente le remore e i dubbi nell’animo del combattuto Azrael erano ancora più vivi che mai. Tuttavia il lumacofono, a differenza di quanto aveva fatto precedentemente in quella serata, si stava mostrando ragionevole e aperto al dialogo.
Quel momento fu interrotto dal ritorno del barista, il quale recava con sé un enorme vassoio coperchiato, che poggiò celermente sul tavolo. Quando lo ebbe di fronte, N si rese conto che il coperchio era in realtà l’elmo di un’armatura medievale, al cui interno sembrava trovarsi della carne cruda.
Lloyd: “Et voilà, signore, una cena degna d’un drago. Stando al De Natura Bestiarum di Apollonio Sanzio in passato il cibo preferito dai draghi era la carne dei cavalieri che andavano ad affrontarli in cerca di gloria, i quali finivano in genere abbrustoliti vivi dal soffio di fuoco del mostro, il quale poi ne consumava le carni ben cotte all’interno dell’armatura che agiva da marmitta su misura. Non potendo servire carne umana – per quanto mi risulti è ancora fuorilegge su quest’isola – ho optato per dieci succulente bistecche di re del mare, mi auguro che non le dispiaccia come surrogato. Per il resto ho cercato di riprodurre nel modo più fedele possibile l’esperienza reale. Vede, il grasso di questa specie di re del mare ha la particolarità di essere estremamente infiammabile, nonché omogeneamente distribuito all’interno del muscolo; pertanto, se lo si espone a una fiamma diretta, esso brucia intensamente per cinque secondi, cuocendo al punto giusto e uniformemente la carne in men che non si dica, ammesso che questa sia tagliata nel modo corretto e che arrivi la giusta quantità di fuoco, che è proprio quella che passa attraverso le feritoie della visiera di questo elmo modificato ad hoc. Tutto quello che devo fare è bere un po’ di brandy da cucina e poi…”Sorseggiò del liquore da un calice, poi accese un fiammifero, se lo pose davanti alla bocca, e sputò fuori tutto il liquido, che immediatamente prese fuoco, andando a finire proprio nei buchi dell’elmo. In effetti sembrava un po’ di essere davanti a un drago che sputa fuoco contro la testa di un cavaliere. Passarono pochi secondi, e di colpo la visiera dell’elmo si aprì da sola (probabilmente per via di qualche effetto di dilatazione e alterazione del metallo dovuta all’alta temperatura) e da esso scivolarono fuori le dieci bistecche cotte a puntino, che si distribuirono in maniera ordinata sul piattone.
Lloyd: “Bon appétit.”Fidelio non poté trattenersi dall’applaudire.
Fidelio: “Fantastico, gli anni passano ma tu sei sempre il migliore, Lloyd!”
Lloyd: “Lei mi lusinga, signore.”Rispose l’uomo inchinandosi per poi defilarsi, non prima di aver riposto sul tavolo una bottiglia d’acqua per Azrael, una bottiglia di succo di mirtillo rosso per N, e due bicchieri. Dopodiché permase ancora per un po’ sul balcone, nel caso qualcuno avesse avuto bisogno di lui.
N aveva davanti un bel piattone di carne da divorare. Le bistecche erano ben cotte, e ricoperte da un sottile strato di grasso residuo disciolto, il quale evitava che risultassero troppo secche e conferiva loro un aspetto ancora più succulento.
OFF: Mangiando recuperi tutti i PV e i PT.
Mentre N cenava, l’allievo e il maestro ricominciarono a discutere, parlando di ciò che era loro accaduto dopo l’infausto evento che li aveva separati, nel tempo in cui ognuno di loro aveva vissuto per conto suo. Quello era ovviamente l’argomento che stuzzicava di più la curiosità di ognuno dei due, argomento che fu affrontato però con una certa reticenza, specialmente da parte di Azrael. Fidelio intuiva benissimo che per il suo allievo non doveva essere bello parlare di quei lunghi giorni passati avvelenato dal dolore e dall’odio, pianificando la sua vendetta sull’umanità, pertanto non fece troppe domande, assumendo un comprensivo atteggiamento paternale. Da parte sua, il maestro si profuse in una più ampia descrizione degli eventi che avevano caratterizzato la porzione più recente della sua, tuttavia anche il suo racconto appariva alquanto lacunoso e frammentato, come se non avesse voglia di raccontare proprio tutto.
A quanto pare Azrael era riuscito a sopravvivere all’incidente sull’isola di Emerald Cross per pura fortuna, risvegliandosi tra le macerie della capitale, mentre la guerra aveva ricominciato ad impazzare tutt’intorno. Dopo aver passato diverso tempo su quella terra maledetta, in mezzo agli uomini che si scannavano tra di loro con violenza sempre maggiore, era riuscito infine a imbarcarsi fortunosamente su di una nave in partenza da lì, per poi soggiornare su diverse isole del rotta maggiore per periodi più o meno lunghi, prima di arrivare a Toroa. Evitò però di scendere nei dettagli di ciò che aveva visto o fatto in tale periodo, limitandosi a una semplice elencazione delle sue tappe.
Anche Fidelio fu alquanto omertoso riguardo al periodo immediatamente successivo alla tragedia di Emerald Cross, ma per contro si profuse molto nella narrazione di eventi e aneddoti riguardanti la successiva parte della sua vita, caratterizzata dalla ripresa dei suoi viaggi per mare, volti a visitare nuove isole mai viste prima. Raccontò molti eventi esilaranti riguardanti personaggi bizzarri che aveva incontrato e descrisse coloritamente i luoghi particolari che aveva visto, oltre che le situazioni assurde nelle quali si era cacciato a causa della sua sbadataggine, a volte anche rischiando di rimetterci le penne. Quel vecchio musicista era sicuramente un tipo interessante da frequentare e avrebbe rappresentato un ottimo compagno di viaggio per chiunque, nonostante ciò nei suoi racconti non accennò mai a qualcuno che lo seguisse nel suo peregrinare nei mari. A quanto pare viaggiava da solo. Inoltre non parlò mai di visite a familiari, amici o a persone o luoghi già conosciuti, ma solo di visite a isole e persone nuove o mai viste prima. Sembrava quasi che dopo la tragedia avesse deciso di continuare la sua vita in incognito, che desiderasse che il mondo si dimenticasse della sua esistenza, proprio di lui che un tempo era stato un musicista di enorme fama, e che di certo non avrebbe trovato problemi nel riacquistarla, se solo avesse voluto.
Azrael: “E Remisol… cosa ne è stato di lui di preciso?”Chiese d’un tratto il lumacofono, riuscendo infine a porre una domanda che probabilmente si stava sforzando di fare da un po’.
Fidelio: “Tuo fratello? Oh, lui sta bene. Nonostante tutto è riuscito a rialzarsi e a ricominciare a inseguire il suo sogno con più fervore che mai. Lo rincontrai non troppo tempo fa su una certa isola, puoi immaginare con quale sorpresa. Mi è apparso cambiato, più maturo, più consapevole di come gira il mondo, tuttavia conservava ancora quella scintilla di passione che ha sempre avuto. Da allora non l’ho più visto di persona, lui è partito per un lungo viaggio. Pensa un po’, si è unito a una ciurma di filibustieri come musicista, ci credi? E’ diventato un pirata!”
Azrael: “lui un pirata?”
Fidelio: “Proprio così! Non ci credevo nemmeno io quando l’ho saputo. Chissà cosa gli passa per la testa. Dovresti vedere i suoi compagni, dei tipi decisamente fuori dall’ordinario, non so se sono più strambi o più sciroccati, ahah! Dico in senso buono, si capisce… comunque Remisol sembra trovarsi molto bene con loro.”Azrael sorrise.
Azrael “Sono felice per lui.”Fidelio fissò l’orizzonte.
Fidelio: “Tuttavia si è fatto anche altri amici, semplicemente grazie alla forza della sua musica. Tu sapevi che quei musicisti che stavi controllando erano entrati in contatto con lui, vero?”Azrael abbassò lo sguardo.
Azrael: “Sì, lo sapevo. E’ proprio per quello che li ho scelti. Probabilmente dentro di me ero invidioso… no, sono invidioso di loro, di lui, invidioso della loro amicizia che supera le barriere spaziali. Ai miei occhi erano tutte persone che come me avevano affrontato il baratro, ma che ne erano uscite più forti di prima, anche grazie al supporto dell’arte di Remisol. Per me era l’esame migliore che potesse esservi per i miei poteri: Se la mia voce fosse riuscita a piegare persino loro, così forti e determinati, allora sarebbe riuscita a piegare chiunque. Ma non solo. Sarebbe anche stata una prova della superiorità dei miei metodi e dei miei principi su quelli di mio fratello, colui che a differenza di me ha sempre creduto nella possibilità di instaurare un dialogo con gli esseri umani.”
Fidelio: “Capisco. Però non sei riuscito ad oscurare completamente la loro ragione. O forse non hai voluto…”Azrael non rispose.
Fidelio: “Nonostante Remisol non sia mai stato qui di persona, per tutto il tempo che ho passato a Toroa ho sentito la sua presenza aleggiare nell’aria, e la sento anche adesso. Tu hai avuto la stessa sensazione, vero? Ne sono certo. La sua enorme influenza sugli eventi di questa notte è innegabile, e penso proprio che le cose siano andate come sperava lui. Lui voleva salvarti, ha fatto tutto per te.”
Azrael: “Già. Spero di poterlo incontrare di nuovo un giorno…”Concluse a riguardo.
Fidelio: “Bè, chi è libero può fare ogni cosa.”Azrael rispose guardando prima il suo maestro, poi N, con uno sguardo assai combattuto.
Azrael: “Al momento il mio futuro è ancora avvolto nella nebbia. N, maestro, sarò franco con voi… l’invidia e l’odio che mi portavo dentro sono ancora vive e presenti in me. Cose covate per così tanto tempo non possono svanire in una serata. Di certo tornerò a riflettere sulle mie scelte, arricchito dall’esperienza di quest'oggi, ma non so quale sarà la mia conclusione né le azioni che ne conseguiranno. Potrei tornare a fare cose che voi non condividerete. Pensate davvero che io meriti una seconda possibilità?”
Chiese, rivolto sia a N che a Fidelio.
- A te.