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Piazza Centrale

MessaggioInviato: 20/08/2014, 10:21
da paruz
Attorno a quest'area ruota tutta l'attività cittadina.
Architettonicamente ben progettata, con diverse sculture verso l'esterno ed una fontana circolare al centro che getta acqua durante tutto il giorno e da cui molti paesani la raccolgono per il proprio sostentamento.
Piastrelle gialle a terra e qualche panchina in marmo per consentire il riposo ai passanti.


Luogo d'incontro per i giocatori, dover poter ruolare.
Ricordatevi che dovete fare almeno quattro righe di post.

Non è permesso combattere in questa discussione, per farlo dovrete aprire un nuovo topic in questa sezione, come da regolamento.



Territorio di combattimento: Artificiale

Re: Piazza Centrale

MessaggioInviato: 28/08/2015, 18:31
da DeathBeat
Continua da qui

L’uomo misterioso accompagnò così N in direzione del luogo da lui menzionato, che si trovava all’interno della città, in una zona periferica e poco frequentata, fatta di stretti vicoletti e case strettamente addossate le une alle altre, come le si vede nei borghi di paesi molto vecchi.

In realtà il viaggio fu tutt’altro che diretto e veloce, dato che di tanto in tanto l’uomo si sentiva in dovere di fermarsi per una pausa, e la motivazione era sempre quella di prestare aiuto a qualcuno che però non gliel’aveva chiesto e ne avrebbe fatto volentieri a meno. Così si bloccò per aiutare un vecchietto ad attraversare la strada, o una signora stanca a portare una pesante busta della spesa, o mettendosi a dare indicazioni stradali a un uomo che si era perso. Se fosse stato solo questo non ci sarebbe nulla di strano, il vero problema era che ogni volta che così faceva, o il suo aiuto si rivelava inutile e superfluo, o finiva col causare più danni di quelli che in teoria avrebbe dovuto evitare. Per cui, ad esempio, quando aiutò l’anziano ad attraversare la strada in realtà si trattava di una strada completamente deserta e strettissima nella quale non era possibile passare in altro modo se non a piedi, per cui il vecchio non avrebbe rischiato nulla nemmeno da solo; quando tentò di portare la busta della spesa per la signora volle provarci a tutti i costi nonostante fosse troppo pesante anche per lui, con la conseguenza che questa gli cadde a terra, causando la pressoché completa distruzione del suo contenuto, ovvero mezza dozzina di uova, un grosso cocomero, una bottiglia di vino e altre cose assai fragili(fatto in seguito al quale l’uomo e N se la diedero a gambe per non incorrer nelle ire della donna), e quando diede indicazioni stradali al tizio che si era perso in realtà non aveva la minima idea di dove si trovasse il luogo in cui questo era diretto, e di conseguenza si inventò di sana pianta tutte le indicazioni, dandogli un percorso che portava chissà dove. E in ognuna delle occasioni la motivazione che diede per i suoi disastrosi aiuti fu: “E' sempre scortese non dare una mano, anche quando non si è in grado di darla.”

Ad ogni modo, dopo un po’ i due giunsero infine a entrare in un edificio di colore bianco e dall’aria anonima che si trovava nascosto proprio in uno dei vicoletti. Solo una volta dentro N si rese conto che si trattava in realtà di un bar, sebbene fuori non vi fossero insegne che lo indicassero. All’interno vi era una sala abbastanza carina con diversi posti a sedere e un tavolo da biliardo, oltre che ovviamente un bancone dietro il quale svettava un fornito scaffale pieno di liquori d’ogni sorta.

Il luogo era deserto, se si escludeva il barista, che se ne stava in piedi e immobile come una statua proprio dietro il bancone: si trattava di un uomo di mezza età, curato e ben vestito con uno smoking dalla giacca rossa, con dei capelli neri pettinati all’indietro, a leccata di mucca.

???: “Salve Lloyd, c’è poca gente oggi.”

Lo salutò l’uomo misterioso, il barista rispose con tono composto.

Lloyd: “Poca ma buona, signore. Stanza Lyndon?”

???: “Stanza Lyndon.”


Ripeté l’uomo annuendo. Il barista consegnò una chiave al tizio il quale, dopo essere salito al piano superiore dell’edificio, la usò per aprire la porta di una stanza, nella quale entrò in compagnia di N. La camera era piccola ma accogliente, con una finestrella luminosa che dava sul mare, due divanetti e un tavolino da caffè in vetro, oltre che qualche mobile in legno a completare il tutto. L’uomo si sedette e invitò N a fare lo stesso nella poltrona posta dal lato opposto del tavolino.

Una volta lì l’uomo chiese al pirata.

???: “Allora, come ti chiami ragazzo?”

Ma lo bloccò subito.

???: “Oh, dimenticavo le buone maniere…”

Si mise in piedi, togliendosi il cappuccio che gli cingeva la testa e scoprendo finalmente il proprio viso. Si trattava di un uomo non più giovanissimo, coi capelli mediamente lunghi e mossi, che arrivavano a coprirgli le orecchie, in gran parte neri ma macchiati da un ciuffo grigiastro sul lato sinistro del capo, e dei bei baffi neri rivolti all’insù, oltre che una lunghissima barba nastriforme che gli partiva dal mento per poi attorcigliarsi in avanti, la cui lunghezza doveva avvicinarsi al metro. In seguito l’uomo dismise anche l’ampia mantella che gli copriva il corpo, mostrando un elegante frac con giacca e pantaloni verdi e camicia azzurra, con un enorme papillon rosso, largo quanto le sue stesse spalle, a completare il tutto. Non sembrava avere strumenti musicali con sé, almeno che si vedessero.

???: “Il mio nome è Fidelio.”

Si presentò con un nuovo inchino fatto portandosi la mano destra al petto.

Fidelio: “A dire il vero avrei preferito tenere segreta la mia identità, ma non sarebbe buona educazione chiedere qualcun altro di presentarsi senza farlo prima io stesso. Ti pregherei comunque di non fare parola con nessuno di chi sono e del fatto che mi trovo su quest’isola. Mi auguro di potermi fidare.”

Attese che N si presentasse, poi tornò a sedersi.

Il barista li raggiunse nella stanza portando una bottiglia di Bourbon e due bicchieri pieni fino all’orlo di cubetti di ghiaccio. L’uomo stappò immediatamente la bottiglia e se la portò alla bocca, ignorando i bicchieri e prendendone un’avida e prolungata sorsata a garganella. Nel farlo teneva alzato il mignolo della mano che reggeva la bottiglia, come lo si vedrebbe fare a un lord del regno di Goa durante il più raffinato dei ricevimenti nobiliari(sebbene alcuni lo considerino segno di maleducazione); la differenza è che i nobili di solito sorseggiano tazzine di tè, non si scolano intere bottiglie di liquore.

Fidelio: “Haa! Ci voleva.”

Afferrò un tovagliolo e si pulì delicatamente le labbra. Poi infilò le mani in entrambi i bicchieri, prendendo una manciata di cubetti di ghiaccio da ognuno di essi per poi strofinarseli sulla fronte e sulle tempie con entrambe le mani contemporaneamente.

Fidelio: “Fa un caldo oggi.”

Disse al suo dirimpettaio.

Lloyd: “E il signore invece cosa desidera?”

Chiese il barista a N.

Fidelio: “Prendi quello che vuoi, offro io. Ma ora veniamo a noi. Avrei una specie di favore da chiederti, in teoria è una cosa assai semplice e veloce. Si tratta di consegnare una certa cosa a una certa persona, tutto qui. Ovviamente non chiedo niente per niente, pensi di essere interessato?”

Si lisciò la barba.

Fidelio: “Te lo chiedo perché mi sembri un tipo in gamba. In verità era qualcosa che avrei dovuto fare io, ma preferirei evitare di andare troppo in giro, non amo molto lo stare in mezzo alle folle e in questo caso di folla ce ne sarà parecchia. Purtroppo non ho saputo dire no alla richiesta di un amico, sarebbe stato scortese, per questo ora mi trovo in questa situazione.”

Bevve di nuovo dalla bottiglia, arrivando quasi a finirla.

Fidelio: “Dimmi un po’, pensi che ci sia qualche motivazione particolare per cui quell’uomo di prima ti ha attaccato, oppure non hai la minima idea del perché lo abbia fatto?”

Sembrava aver capito che N non aveva mai visto quel tizio in vita sua.

Fidelio: “Ho paura che succederà qualcosa di brutto su quest’isola, anzi, che stia già succedendo. Io sono dell’idea che ogni isola abbia un suo suono, o meglio una sua musica, che è possibile ascoltare nelle voci delle persone, nel soffiare del vento, nello scrosciare dell’acqua, una musica che dice della storia dell’isola e della sua situazione attuale più di quanto lo facciano altre cose alle quali però gran parte delle persone dedica tutta la sua attenzione, ignorando ciò che invece è più evanescente, sottile, lieve. La musica che c’è adesso qui a Toroa non mi piace per niente.”

Il suo tono era tremendamente serio.

Fidelio: “Beh, mi auguro che il mio sia solo un presentimento.”

Tornò a poggiare la bottiglia sul tavolino e a parlare con rilassatezza.

Fidelio: “Allora, dimmi qualcosa di te… ah, ma forse prima dovrei dirti io prima qualcosa di più su di me. Vediamo un po’…”

Ci rifletté un attimo, poi attaccò a parlare a manetta.

Fidelio: “Come ho detto mi chiamo Fidelio, di professione faccio il musicista e compositore, ho cinquantaquattro anni e sono del segno della bilancia, ascendente leone, il mio gruppo sanguigno è AB e sono allergico al polline di Cipresso , amo molto andarmene in giro per i mari e visitare luoghi nuovi e interessanti e suonare per chi abbia voglia di ascoltarmi. Sono nato a Rogue Town nel Mare Orientale il 24 Settembre, mia madre si chiama Rosalina e mio padre Carl, ho una sorella minore e un fratello maggiore che si chiamano Nina e Yann. Fin da piccolo sono stato appassionato di musica e la mia vita cambiò quando i miei genitori mi regalarono un mini-pianoforte per bambini per il miei cinque anni, cosa che mi invogliò a coltivare la mia passione e mi portò a imparare a dar vita alle mie prime melodie. Da ragazzo mi piaceva anche giocare a tennis ma un giorno mi ruppi un piede sbattendo contro un tronco d’albero caduto e abbandonai l’aspirazione a una carriera sportiva, adoravo anche cucinare ma a quanto pare ogni volta che preparavo un buon pranzetto i miei amici e familiari erano sempre stranamente pieni di impegni e quindi alla fine ho smesso di farlo, evidentemente non era destino. Continuando con la mia carriera musicale ho studiato sotto i maestri Jacques Poulain, Samir Bregovic, Marisa Tose e Leòn Kamin al conservatorio di Rogue Town, a sedici anni ero in grado di suonare sette strumenti diversi e già da tempo mi esibivo negli auditoria di tutti i mari, in seguito sono stato direttore d’orchestra e ho avuto l’onore di dirigere diverse prestigiose orchestre tra le quali la Reale Orchestra di Alabasta e la Filarmonica di Vira, ho inoltre composto sinfonie, ballate, sonate, requiem oltre che opere liriche instaurando una lunga e fruttuosa collaborazione con la librettista Lorenza Da Monte, ma infine ho deciso per ragioni personali di ritirarmi dalle scene. Una volta mi sono anche cimentato nel canto tenendo un concerto di beneficienza nel carcere di Sing Sing ma a quanto pare i detenuti preferirono farsi manganellare le orecchie dai loro carcerieri allo starmi ad ascoltare, perciò da allora ho accantonato per sempre il canto per riprendere in mano i miei strumenti. Sono stato anche insegnate di musica sebbene non abbia avuto con me molti allievi. le mie cose preferite sono: tra i cibi il Roastbeef, tra le bevande il Bourbon, tra le note il Sol, tra i colori il verde, tra le stagioni l’inverno, come giorno della settimana il venerdì, per quanto riguarda le opere musicali la Suite in Sol Maggiore di Ferenc Csardasz, e tra i mari l'orientale. Le cose che non sopporto sono: l’estate, l’odore dell’incenso, le alici marinate, gli strumenti scordati, le persone che mi parlano mentre suono, le porte cigolanti e i rubinetti gocciolanti. Penso che possa bastare, del resto non ho voglia di parlare.”

Riprese fiato.

Fidelio: “Ora parlami un po’ di te, cosa fai nella vita e perché ti trovi qui?”

Chiese infine a N, lasciandogli la parola.

Re: Piazza Centrale

MessaggioInviato: 01/09/2015, 0:51
da Near_10
Accompagnai il vecchio all'interno della cittá, in un luogo specifico da lui menzionato in precedenza. Durante il viaggio, ci fermammo per qualche sosta e per dare una mano ad alcune persone, o almeno l'intenzione fu quella di aiutarle. Viaggiare in compagnia di un vecchietto incappucciato non era il massimo, quest'ultimo si sentiva in dovere di aiutare le persone nonostante non fosse in grado di farlo. Ogni volta che cercó di dare una mano, fallí sistematicamente nel suo intento. Prima con un vecchietto, poi con una signora stanca, e infine con un ragazzo che si era perso. Fece cadere la busta della spesa della signora stanca, benché si fosse proposto al fine di portargliela fino a casa. Dopo quest'evento, scappammo via a gambe levate prima di incombere nella furia della signora, la quale dovette ridirigersi a fare la spesa. Le nostre avventure non terminarono lí.

<< Quante volte dovremmo ancora fermarci vecchio? Il mio stomaco brontola, il posto é ancora lontano, e tu non riesci ad aiutare una persona come si deve. Vedo altri guai in vista... >>

Alla fine giungemmo nel luogo prestabilito tutti interi. Entrammo in un edificio bianco all'interno di un vicoletto in centro cittá, il posto in cui ci trovammo era in realtá un bar, lo capii dall'arredamento.

Dietro il bancone era presente un uomo vestito in maniera elegante con una giacca rossa, il vecchietto gli rivolse la parola, e dopo aver ottenuto la chiave di una stanza chiamata "Lyndon" dai due, ci dirigemmo al primo piano.
Il vecchio si accomodó in una delle due poltrone presenti nella stanza, io mi sedetti per terra, ero più a mio agio.
Prima che potessi presentarmi, il vecchietto inizió a parlare alzandosi in piedi.

Finalmente abbandonó il cappuccio e la larga mantella, sotto il suo travestimento si nascondeva un uomo anziano con i capelli neri, dei baffi all'insú molto ordinati, ed una lunga barba. Indossava una giacca e pantaloni verdi, una camicia azzurra e per finire un enorme papillon rosso. Aveva un aspetto molto elegante.
Il vecchio disse di chiamarsi Fidelio, si portó la mano destra al petto dopo un inchino, come un cavaliere con il suo padrone. Successivamente dovetti presentarmi anche io.

<< In realtá io non ho un nome, nessuno me ne ha mai dato uno, l'unica cosa che ricordo del mio passato é una lettera N. Quindi suppongo tu possa chiamarmi cosí.... N. >>

Dopo aver audito la mia presentazione, Fidelio si sedette, e poco dopo entró il barista portando una bottiglia di liquore e due bicchieri pieni di cubetti di ghiaccio. Il vecchio davanti a me ignoró i bicchieri e si portó la bottiglia alla bocca, ne bevve quasi metà. Il vecchio sembró rinato dopo aver bevuto, a causa del caldo si strofinó sulla fronte i molteplici cubetti di ghiaccio presenti nei bicchieri. Non avevo mai visto un simile gesto.
Il barista mi chiese che cosa volessi, Fidelio disse che avrebbe pagato tutto lui, quindi non feci complimenti.

<< Se non hai della buona carne da portarmi, prendo volentieri un succo di frutta. >>

Dopo aver ordinato, il vecchio iniziò il suo discorso, mostrando i suoi veri intenti. Disse di aver bisogno di un favore che consisteva nel consegnare un oggetto ad una persona, per qualche motivo non potè svolgere lui stesso il compito. La sua giustificazione fu quella di non amare il movimento e di non trovarsi a proprio agio con la folla, pensai si trattasse di una scusa banale, il mio amichetto non voleva rischiare la vita.

Si rivolse a me per portare a termine la richiesta di un amico. Mi domandó se avessi una vaga idea del perchè quello strano uomo incontrato sulla sponda del fiume avesse intenzione di uccidermi. Scossi la testa in segno di negazione. Fidelio continuava a mormorare qualcosa riguardo il futuro di Toroa, la musica che riusciva a percepire dall'isola non era di suo gradimento. In parole povere, la quiete qui a Toroa sará presto disturbata da alcuni eventi di cui il vecchio non descrisse molto bene, nonostante sembró esserne a piena conoscenza.

La bottiglia di liquore sul tavolino era praticamente finita, Fidelio ancora una volta con tono pacato ed elegante, comició a parlare di se stesso e delle avventure da lui condotte. Concordai sull'idea di conoscerci a vicenda, avremmo dovuto lavorare insieme, non vedevo altre alternative.
La presentazione di Fidelio fu molto lunga e noiosa, raccontó per filo e per segno tutti i suoi precedenti, stentai a credere a tutte le sue avventure passate. Non fece una pausa, narró tutto ad un fiato, sembrava essersi scritto tutto su un foglietto. Ovviamente non prestai attenzione al suo discorso, non riuscivo a concentrarmi e sinceramente non ne avevo voglia. Il vecchietto mi passó la parola.

<< Bene vecchio, sembra che tu abbia avuto una vita entusiasmente, peccato che sia quasi finita... Io non ho molto da dire, sono giunto qui a Toroa dal Mare Meridionale, sono un pirata in cerca di tesori e compagni. Venni abbandonato dai miei genitori, crescei insieme a mio nonno, che sará da qualche parte nella Rotta Maggiore. Sono stato attaccato improvvisamente da un uomo subito dopo il mio arrivo nel Mare Occidentale, ho conosciuto un simpatico vecchietto, e adesso eccomi qui. Questo è tutto ciò che ho da raccontare. Comunque, per il fatto del favore, sappi che hai trovato la persona giusta. Hihihihihihi non vedo l'ora di cominciare! >>

Re: Piazza Centrale

MessaggioInviato: 02/09/2015, 1:29
da DeathBeat
Fidelio: “La mia vita è quasi finita, dici? Beh, potresti aver hai ragione, ahahah! Ma in fondo ciò non vale forse per tutti noi? La vita è breve, molto breve, e purtroppo la maggior parte delle persone se ne rende conto troppo tardi. Vivi sempre appieno la tua vita, insegui i tuoi sogni e lanciati in tutte le avventure che ti si parano davanti senza esitare. Questo è il consiglio più grande che un vecchio come me possa darti.”

Uno strano riflesso corse lungo i suoi occhi, mentre questi fissavano la bottiglia di liquore ormai quasi vuota.

Fidelio: “Non lasciare che il rimpianto ti divori alla soglia dell’autunno della vita.”

La sua voce si fece più lieve e languida mentre pronunciava quell’ultima frase.

Fidelio: “Se ho ben capito hai avuto un’infanzia non facile. Non dev’essere bello crescere senza la memoria dei propri genitori, o del proprio nome… Ma in fondo a dar corpo a una sinfonia sono le note, il titolo è una cosa che si sceglie solo alla fine. L’importante è sapere chi siamo e cosa vogliamo dalla vita, è partendo da queste basi che possiamo crearci nuove memorie e farci un nome, in tutti i sensi. Se sono compagni e avventure che cerchi, sono certo che ne troverai presto. Chi cerca trova.”

Fece l’occhiolino al pirata.

Fidelio: “Quindi accetti. Ne sono contento, N.”

Sorrise socchiudendo gli occhi.

Fidelio: “Sarà il caso che ti dia qualche informazione in più allora. Stasera ci sarà un concerto qui a Toroa, dalle premesse dovrebbe trattarsi qualcosa di colossale, di mai visto prima. In esso si esibiranno una miriade di artisti assai famosi appartenenti a generi musicali diversi. O almeno si dice in giro che siano famosi, io però non ne conosco nemmeno uno, ma in fondo è da un po' che sono fuori dal giro. Probabilmente sai già qualcosa a riguardo, e sicuramente hai visto l’enorme nave ancorata al porto. Ebbene il concerto si terrà proprio lì sopra. Si tratta di una nave da crociera che salperà subito dopo l’evento, portando con sé gli artisti e coloro che hanno sganciato abbastanza berry per poter prenotare una delle sue stanze per il viaggio.”

Sospirò e accavallò una gamba sull’altra.

Fidelio: “La persona alla quale dovrai effettuare la consegna si troverà proprio sulla nave durante il concerto. Tu però dovrai recarti da lei un po’ prima che l’evento inizi, intorno alle 20, in una precisa stanza della nave, nella quale la troverai.”

Tirò fuori dalla giacca un foglietto di appunti, consultandolo.

Fidelio: “Cabina B-135, Ponte Rapsodia. La persona in questione è una donna giovane dalla pelle chiara e dai lunghi capelli arancioni. All’appuntamento indosserà un vestito completamente bianco e una forcina per i capelli a forma di spada.”

Consegnò quello stesso foglio a N, in modo che potesse consultarlo a piacimento. La calligrafia dell’uomo era assai elegante ed esageratamente arzigogolata, tuttavia facilmente leggibile.

Fidelio: “Mi spiace di non poterti dare informazioni più dettagliate, ma nemmeno io so chi sia questa persona, dato che non l’ho mai vista in vita mia. Come ho già detto sono qui per conto di qualcun altro. Comunque non penso che sarà difficile riconoscerla.”

A quel punto il barista, che aveva lasciato la stanza in seguito all’ordinazione di N, rientrò con in mano un vassoio sul quale erano poggiati due bicchieri, uno nettamente più grande dell’altro.

Lloyd: “Ecco la sua ordinazione, signore. Succo di frutti di mare e cocktail di costolette di cinghiale in salsa barbecue.”

Poggiò sul tavolinetto un’enorme coppa dalla quale spuntavano fuori un gran numero di costolette abbrustolite disposte circolarmente, come i petali di un fiore, con un’estremità che usciva fuori dall’orlo del contenitore, e l’altra affondata nella salsa barbecue. L’altro bicchiere era invece un flute contenente un liquido bianco-giallastro dall’odore acre che ricordava vagamente quello dell’acqua salata.

Lloyd: “E’ spremuta di medusa, eunice, calamaro e cetriolo di mare, tutti frutti di mare freschi. Era quello che intendeva con succo di frutta, vero?”

Fidelio: “Ovvio che intendeva quello Lloyd, il nostro amico ha gusti raffinati. Tornando a noi…”

Il musicista riprese la parola, continuando la sua spiegazione riguardo al lavoro che N avrebbe dovuto compiere.

Fidelio: “Questo è ciò che dovrai consegnarle.”

Tirò fuori un piccolo scrigno finemente decorato, sul quale era impressa la lettera S.

Fidelio: “Non so dirti cosa ci sia dentro, e sinceramente non è importante. L’importante è che arrivi a destinazione, a qualsiasi costo, qualsiasi cosa accada. Ripeto: qualsiasi cosa accada.”

Accentuò molto quell’intimazione.

Fidelio: “Per quanto riguarda il tuo compenso, sarà la nostra donna misteriosa a consegnartelo. Una che può permettersi di prenotare una cabina nella nave da crociera più grande e lussuosa del mondo proprio nel giorno del suo varo non avrà problemi a ricompensarti adeguatamente. Sarai ben pagato, non temere.”

Prese la bottiglia nella quale era rimasto ormai ben poco liquore, e la rivolse a N.

Fidelio: “Un brindisi al nostro accordo?”


- Ok, abbiamo praticamente concluso, fai un ultimo post qui e dal prossimo ti aggiungo alla quest, a meno che tu non abbia qualcosa di particolare da chiedere o fare qui prima.

Re: Piazza Centrale

MessaggioInviato: 03/09/2015, 20:51
da Near_10
Fidelio ascoltó la mia storiella con molta attenzione, e in un secondo momento riprese a parlare. Il discorso prese una strana piega, dopo aver sentito il mio racconto qualcosa in lui cambió, sembrava compatire le mia infanzia. Le sue parole erano diverse, il discorso fu un completo susseguirsi di consigli su come affrontare la vita, mi trattó come dovrebbe fare un padre con il proprio figlio. Sono cresciuto senza genitori, questo é vero, ma non ho mai dato tanta importanza all'accaduto, probabilmente fu a causa del mio carattere, proprio per questo non riuscii a capire dove il vecchio volesse andare a parare. Ogni tanto, durante il discorso, Fidelio utilizzó qualche metafora sulla musica, sembrava proprio che essa gli avesse caratterizzato completamente la vita.

Comunque, fu il momento di tornare all'argomento precedente, se avessi voluto compiere la missione avrei dovuto avere qualche informazione in piú. Il vecchio non perse tempo e mi schiarì le idee.
Questa notte si svolgerá un grande concerto al porto, dove si esibiranno molti musicisti famosi, e il loro palcoscenico sará all'interno della nave colossale ancorata proprio lí, questo é quello che riuscii a memorizzare.
Ovviamente si trattava dell'enorme costruzione che vidi non molto tempo fa al porto, se non sbaglio in quel momento ci fu un telone a coprirne la bellezza.

"Bingo. Lo sapevo, lo sapevo che la nave e il concerto erano collegati in qualche modo. Speriamo che il mio campo di battaglia si trovi lì dentro, finalmente potró vedere con i miei occhi l'interno di una nave mostruosamente grande."

Successivamente tiró fuori un foglietto dalla giacca, su di esso vi erano riportate le informazioni riguardo la persona a cui avrei dovuto consegnare l'oggetto e il luogo in cui avrei potuto trovarla. A quanto pare si trattava di una ragazza dai lunghi capelli arancioni. Fortunatamente mi consegnó il foglietto, cosí da poter consultare le informazione in ogni momento, senza gli appunti, non so se sarei riuscito a memorizzare tutto.
Fidelio disse infine che mi sarei dovuto presentare nella stanza della ragazza prima del concerto, e che la nave sarebbe salpata subito dopo lo spettacolo. Tutto molto chiaro, sperando di riuscire a fuggire prima che la nave abbandoni l'isola.

Di punto in bianco, la porta si spalancó ed il barista Lloyd entrò con un vassoio in mano, su di esso erano presenti due bicchieri. Non appena appoggió il vassoio sul tavolino a me adiacente, i miei occhi si spalancarono di gioia. Lloyd aveva tenuto in considerazione il mio ordine. Un bicchiere era nettamente più grosso dell'altro, questo conteneva 9/10 costolette di cinghiale disposte circolarmente, sul fondo del bicchiere si poteva notare una salsa rossa. L'odore emanato dalla carne era sublime, non vidi l'ora di affondare i miei denti nelle costolette. Il bicchiere più piccolo conteneva una bevanda dall'odore marino, probabilmente si trattava del succo di frutta ordinato prima. Mi trovai in contraddizione con Lloyd, non era proprio quello che intendevo, ma non dissi niente, mi trattarono come un ragazzo dai gusti raffinati. Lloyd proseguí con la descrizione delle portate.
Iniziai a spazzolare tutto mentre Fidelio continuava la spiegazione della missione, fui pervaso completamente dal gusto e dall'odore della carne, non mi sarei mai aspettato un trattamento del genere.

Dopo che ebbi finito di mangiare, Fidelio mi fece vedere l'oggetto che avrei dovuto consegnare al destinatario, lo osservai bene. Avevo davanti un piccolo cofanetto, decorato in maniera particolare, sul quale era incisa in grandi caratteri una lettera S. Dopo avermi consegnato l'oggetto, il vecchio mi intimó un'ultima volta di portare a termine il compito a qualunque costo.

"Deve trattarsi di qualcosa di davvero importante per lui, devo scoprire alcune cose riguardo il vecchio, ad esempio chi sia il suo mandante..."

Il compenso fu l'ultimo dei miei problemi, non avevo bisogno di niente in quel momento. Fidelio disse che la misteriosa donna mi avrebbe ripagato a dovere, magari in Berry, i soldi non sono il mio interesse.

"Però... Se voglio davvero solcare i quattro mari, ho bisogno di una nave che sappia il fatto suo, e per esserne in possesso, il denaro é l'unico mezzo."

Fidelio mi rivolse la sua bottiglia di liquore quasi vuota, dovevamo brindare al nostro accordo.
Senza esitare portai il mio bicchiere vicino alla bottiglia, da quel momento in poi non potei più tirarmi indietro, oramai i nostri intenti combaciarono. Dopo aver finito la mia bevanda, mi alzai e mi diressi verso la porta.

<< Ehi vecchio, è stato un piacere. Non preoccuparti, porteró a termine la missione, promesso. Lloyd, i miei complimenti, é stato un pasto eccellente. Alla prossima! >>

Rivolsi un sorriso ai due prima di varcare la soglia. Ero diretto al porto.

Re: Piazza Centrale

MessaggioInviato: 04/09/2015, 8:51
da DeathBeat
Fidelio:"Alla salute!"

Il musicista e il pirata brindarono al loro accordo. N era pronto a dirigersi verso il porto, ben informato e rifocillato dal pasto appena fatto.

Recuperi tutti i PV e i PT


Fidelio:"Bè, mi auguro che vada tutto liscio sulla nave. Mi raccomando, tieni gli occhi aperti... e le orecchie ritte ! Non vacillare davanti al dubbio e mantieni sempre ben chiare nella mente le tue convinzioni. Non permettere che la triste nenia che inquina quest'isola corroda anche il tuo animo."

Le sue parole erano senz'altro strane. L'uomo si alzò dal suo posto.

Fidelio:"Non so se avremo modo di rivederci ancora, in ogni caso in bocca al lupo per tutto e buon viaggio!"

Salutò il giovane con un nuovo inchino.

Lloyd:"Torni a trovarci signore"

Aggiunse il barista.

A N non restava che mettersi al lavoro, portandosi dietro il prezioso forziere, il cui contenuto gli era del tutto ignoto.

-Aggiungi all'inventario:
Scrignetto: Un piccolo e robustissimo forziere dal contenuto sconosciuto. Vi è impresso sopra un simbolo simile a una S. Occupa 1 slot oggetto.


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