Per un momento lo squalo si era distratto, assorto nei suoi pensieri aveva perso la concentrazione. Scosse la test velocemente, erano arrivati al porto. Sbattendo le palpebre un paio di volte riacquisì la cognizione di ciò che lo circondava, i muscoli però gli dolevano, come se fossero anchilosati, come se fosse stato costretto in una stessa posizione per mesi, senza possibilità di muoversi.
In breve questa fastidiosa sensazione sparì e poté nuovamente concentrarsi sul suo obiettivo: trovare Wonder il Magnifico.
Il porto era il posto più logico dove cercare un'azienda che si occupava di trasporti ma, purtroppo per il duo, non solo il porto era continuamente pattugliato da squadre su squadre di marine, ma era anche affollatissimo, cercare un qualunque indizio: insegne, navi, volantini, edifici, sembrava impossibile. I ritratti dei due erano stati affissi per tutto il regno, così mentre camminavano Shark e Eden dovevano anche preoccuparsi che qualche civile non notasse le loro grottesche facce da sotto i cappucci, anche una cosa banale e stupida come una volata di vento poteva essergli fatale se questa avesse sollevato l'indumento che gli copriva il volto.
Questa sarebbe stata la loro vita da quel momento in poi? Avrebbero dovuto trovarsi una ciurma o qualcosa di simile se, alla fine di tutto il duo fosse stato ancora vivo.
Non è il momento di pensare a queste cose, ora devo concentrarmi su quello che sto facendo se non voglio rimetterci la pelle. Il camminare nella folla si stava facendo sempre più ostico, il medico era un bestione di oltre un metro e trenta e viaggiava tutto incappucciato insieme a un altro tipo incappucciato alto più di due metri, già di loro sembravano sospetti, se poi si mettevano anche a spingere gente per passare, la marina li avrebbe fermati per un controllo subito.
Infine, dopo non poche fatiche, Shark e Andrew riuscirono ad arrivare in fondo al porto. Lì davanti agli occhi dei due si presentò una scena piuttosto grottesca, un obeso marine sorseggiava un thè con indosso una pelliccia di ermellino.
Starà per collassare...Un parere abbastanza affrettato quello del medico, ma non molto lontano dalla verità probabilmente, poi quel marine fece qualcosa di strano, iniziò a parlare con un altro marine, il discorso fra i due e implicitamente il rapporto che legava quei due marine ricordò allo squalo il rapporto che aveva stretto col cyborg, un rapporto costruito su sangue lacrime e sudore che aveva formato un'amicizia indissolubile.
nel loro discorso, ci fu una frase che catturò particolarmente l'attenzione dello squalo:
"Ho cambiato idea, sconterai dopo la tua punizione, per adesso è sospesa fino a nuovo ordine. Manda il resto delle truppe e i soldati a palazzo, non possiamo rischiare che il primo squadrone fallisca; questa situazione deve essere risolta in fretta! Ma prima dai l'ordine di far sgomberare il porto!"Gli occhi dello squalo si illuminarono pensando alla diminuzione della sorveglianza. Però qualcosa lo iniziò a tormentare...
Che cos'è il palazzo, che diavolo sta succedendo in questa città? Possibile che il nostro finto attentato abbia causato tanto scalpore?...No, deve esserci qualcosa di più grosso in pentola... Per ora però dobbiamo prima trovare Wonder, è l'unica cosa importane, tutto il resto verrà dopo, devo restare concentrato!!I marine iniziarono a far sgomberare la gente, e grazie alla benedizione di un qualche dio (visto il karma dei due probabilmente Cthulhu), non furono riconosciuti. Ora il porto era vuoto, la folla non poteva più coprire i loro spostamenti...
Una brezza leggere toccò la pelle dello squalo, subito si portò la mano al cappuccio, spaventato all'idea che il vento glielo potesse strappare da testa, un attimo dopo la mano che stava ghermendo la stoffa, allentò la sua presa. Ora che le gente era andata via il vento fresco del mare gli stava accarezzando di nuovo la pelle, come tutte le infinite volte che era stato su una nave. Il puzzo di sudore, che fino ad un momento prima aveva infestato l'aria, stava sparendo, e finalmente il familiare odore di salsedine faceva capolino. Shark inspirò a pieni polmoni godendosi quella sensazione. Gli uomini pesce non erano fatti per il deserto, l'umidità lo stava rinvigorendo.
Ora erano soli, e senza la calca di gente, la raccolta informazioni divenne più facile, infatti pochi metri davanti a loro, si stagliava l'immagine di una maestosa nave, lo squalo ne venne colpito. Sul fianco recava la scritta :"Magnifique IV". Ma non era stata quella scritta a far meravigliare lo squalo, la scritta gli aveva portato un vento di speranza nel cuore era la scritta che c'era sule vele: "Wonder il Magnifico Spedizioni".
La loro ricerca era terminata, ora restava un solo ostacolo, riuscire a salire su quella maledetta nave... Quei due marine erano ancora lì, come se stessero facendo la guardia, ma a giudicare da quello che aveva detto la palla di lardo ora non dovevano esserci più molti marine al porto, anzi non ce ne doveva essere più nessuno, e due obiettivi soli e ignari potevano essere due ottime prede per degli assassini esperti come i King slayers.
I due ora si trovavano chinati dietro i due lati di un muretto alto circa due metri, coperti dal muretto non potevano parlare senza essere uditi dai due, così comunicarono con qualche gesto.
Lo squalo si portò indice e medio vicino agli occhi, i polpastrelli rivolti verso il suo viso, mosse la mano avanti e indietro un paio di volte prima di girarla e puntare le due dita verso gli occhi dell'amico. I due indici iniziarono a puntare verso l'alto, mentre le mani strette a pugno si trovavano parallele vicino al copro del karateca, una più vicino a lui, e l'altra più vicino all'amico. Mosse prima la mano rivolta all'amico, muovendola prima in avanti a poi a sinistra, poi mosse quella rivolta a lui muovendola prima in dietro e poi a sinistra, per concludere fece collidere le mani. Dopodiché portò l'indice vicino al naso, segno universale di silenzio. Dopo un veloce cenno del capo, diretto verso le loro prede lo squalo aspettò una risposta affermativa da parte dell'amico per poi muoversi.
Shark inizia il turno in I2, si sposta diagonalmente in H1 e poi sacrifica la fase offensiva per muoversi di altre due caselle finendo il movimento in F1
Il piano era semplice aggirare il muretto a colpire le prede da ambo i lati per poi finire lo scontro nel minore tempo possibile e facendo meno rumore possibile.
Non dovevano farsi scoprire per non compromettere l'effetto sorpresa, dovevano essere cauti e silenziosi. Dovevano essere letali.