Bradavack, Le Porte della Nebbia

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Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #0 della Pagina da Huck » 22/09/2015, 23:38

Tutto era bianco. Non c'era altro colore su quella via, se non una semplice macchietta rossa vicino alla mia bocca. Sì, la sigaretta, come sempre. Se non altro un po' di calore. faceva freddo lassù... veramente freddo...

Che finisca prima o poi?!

Camminavamo, lenti, non potevamo fare altrimenti. Ci si poteva perdere senza troppe difficoltà in quella tormenta. Il medico ci porse una corda. Semplice, ma efficace...
La strinsi, un modo per orientarsi. Qualcos'altro ci fece capire cosa c'era più avanti... Ululati... Lupi... Forse un problema, ma in fondo... io adoro i lupi.

Avery: Proseguiamo dritti. Ignoriamo i lupi


Però... Consiglio illuminante...

Fumavo, come sempre.
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Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #1 della Pagina da Geko_M » 02/10/2015, 9:44

L'avanzata silenziosa dei pirati di Avery presto li portò a perdere qualsiasi tipo di orientamento spazio-temporale: non avevano idea di quanti metri, o forse chilometri, avessero percorso né del tempo impiegato per giungere dovunque fossero giunti. Gli ululati non li avevano mai abbandonati. E in tutto quel candore, il capitano notò una piccola scia di impronte davanti a loro.

Impronte di animali, indubbiamente.

Se si fossero avvicinati, anche il più stupido di loro le avrebbe riconosciute come impronte di zoccoli. Cavalli o qualche animale da soma molto grande, a giudicare dalla dimensione dell'orma. Appartenevano sicuramente ad una coppia di animali e viaggiavano in parallelo. Potevano seguirle, in fondo proseguivano dritto come avevano sempre fatto loro.

Oppure potevano fregarsene e continuare a proseguire verso chissà dove!

Fatto sta che avrebbero dovuto seguire quelle impronte se avessero deciso di vedere dove portavano e seguire le impronte non era una cosa che tutti potevano fare. C'era tra loro qualche cacciatore o qualcuno di abile che sapeva il fatto suo? E se si fosse alzato un vento improvviso che avesse coperto poi quelle impronte? Dovevano fare in fretta ed esser accurati allo stesso tempo.

Gli ululati sembravano stranamente molto più vicini...

/OT: di nuovo un tiro di 1d20 ciascuno. Se il tiro avrà buon esito, arriverete in un piccolo villaggio dai caratteri natalizi, altrimenti... beh credo lo immaginerete. Vediamo se la fortuna vi abbandonerà proprio ora, come al solito PM a giro ultimato, grazie!/
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Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #2 della Pagina da Avery » 07/10/2015, 9:50

Fredda la mano, le ossa e il cuore, freddo è il corpo del viaggiatore.

Avery come la morte.
Avery a guisa d’un fantasma.

Un vecchio proverbio delle terre di Selimpia dice che quando nasce un niño en cruz la morte tira una moneta al cielo. Può essere speranza oppure dannazione. Allora, tutto il mondo trattiene il fiato.

Ad Avery piaceva pensare che la sua moneta si fosse fermata in verticale e che tutto il mondo fosse rimasto così, di stucco. Che tutti stessero ancora tenendo il fiato in attesa di un refolo di vento che potesse cambiare le sorti del destino o dell’ultimo spasmo di una vita passata a aspettare la fine di una storia rimasta incompiuta.

Vogliamo davvero che la nostra storia resti incompiuta? Dovremmo forse arrenderci perché il male ed il potere hanno un aspetto così tetro? Dovrei forse gettare via la mia spada?

No. Una moneta, un dado, non fa nessuna differenza. Numeri che salgono, numeri che scendono, numeri che oscillano, cosa importa? A nessuno importa.

Un giorno Avery si era presentato nella tenda di un’indovina e questa nel leggergli la mano gli disse che non aveva nessuna linea della fortuna. Allora Avery tirò fuori un coltellaccio, si sgarrò il palmo e con la mano tutta sanguinante e gli occhi da pazzo furioso esaltato le rispose adesso leggi, vecchia. Leggi nel sangue.

La moneta verrà spazzata via. Come tutto il resto. Come chiunque oserà opporsi alla mia fame.

Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
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Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #3 della Pagina da -WC- » 09/10/2015, 0:25

Non c'era un attimo di tregua.
Non c'era nemmeno un attimo a dire la verità.
Il tempo era un concetto troppo astratto in quel bianco glaciale e sterile che ci avvolgeva.
La fatica non si contava, il freddo aveva intorpidito troppe dita per essere contata.
Arti, pelle, ossa. Tutto si sarebbe conservato per millenni sepolto sotto metri di neve se ci fossimo fermati.
Un ululato mi ricordò che niente invero sarebbe rimasto dei pirati di Avery se avessero smesso di proseguire in avanti verso una destinazione ignota.
L'importante era continuare un passo dopo l'altro nell'unica direzione possibile.
Troppe ne avevano passate per arrendersi, troppe ne dovevano combinare per desistere.
Allucinazioni in quel bianco mi palesavano un bordello ed un liquore caldo come le cosce di una rossa femmina dalla pelle color neve.
Avanti.
Passo dopo passo mi accorsi di alcune orme, forse i segni di zoccoli, forse un cavallo.
Non avevo fumato troppo, quelle impronte c'erano davvero.
Chi le aveva lasciate era passato da poco tempo, dovevamo affrettarci, avere un cavallo in questo momento poteva essere il modo più veloce per abbandonare quella desolazione.

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