[Quest] La Voce del Silenzio

Area PvP (Player VS Player), qui la lotta è inevitabile.

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[Quest] La Voce del Silenzio

Messaggio #0 della Pagina da DeathBeat » 06/06/2015, 15:27

La Voce del Silenzio

Gli esseri umani sono schiavi delle parole. Il destino di ogni persona dipende da esse, da come le si usa, da come si riesce a farsi capire dagli altri, o da come le si utilizza per piegarli al proprio volere. Si potrebbe dire che l’essere umano è nato per parlare. Questo è il mio pensiero, questa è la mia conclusione. Una combinazione particolare di vibrazioni dell’aria fabbricate dalle corde vocali di una persona viaggiano fino all’orecchio di un’altra, che le percepisce in un certo modo, che può essere più o meno distorto rispetto a quella che era la forma iniziale. Questa catena di suoni percepiti formano poi parole e frasi, nelle quali può essere poi riconosciuto un senso, secondo quelli che sono gli schemi della lingua in cui si parla. Già, le lingue. Ce ne sono tante quante sono gli esseri umani. A lungo ho vissuto nell’illusione che potesse esistere una lingua comune a tutti noi, che fosse adatta a trasmettere davvero qualcosa di puro e inalterato agli altri, una lingua in grado di dare un senso alle pulsioni della mia anima, permettendomi di condividerle con il mondo intero. Eppure si trattava solo di un’illusione. Da fin troppo tempo provo e riprovo ad esteriorizzare il mio essere con la mia lingua, ma ogni volta che finalmente riesco a far uscire qualcosa da me finisco col sentirmi nient'altro che un guscio vuoto, e vedo tutti quei pensieri e quei sentimenti che mi si agitavano dentro svuotarsi della purezza che avevano in origine, farsi sciatte parole, in una guisa che mi pare priva d’ogni significato, d’ogni emozione. E’ inutile, per quanto ci provi sento che non riuscirò mai a liberarmi dalla solitudine, essa è mia sorella e la mia compagna inseparabile, essa mi segue sempre, e più io mi sforzo di scacciarla, più mi sforzo di avvicinarmi agli altri, e più essa mi stringe nella sua fredda morsa e mi avvinghia. Desiderio assurdo e infantile mi sembra ora quello che avevo, di sentirmi una cosa con gli altri, di poter un giorno lasciarmi abbracciare dal canto dell’universo mentre il mio corpo si scioglie nel turbine delle sensazioni che agitano le mie membra, anzi, le nostre membra finalmente libere dal vincolo dell’individualità. Perché ostinarsi? A qual fine? Tanto vale desistere, e salvare almeno la mia dignità d’essere dotato di una qualche forma d’intelligenza. Perché ad aver davvero ragione è solo chi tace. Per questo motivo io, infine, scelgo il silenzio. Addio.

Amare parole riportate s’un solitario foglio di carta in balìa del vento marino, che si allontana dalla riva volteggiando, e poi tocca l’acqua, affondando nelle profondità dell’oceano, dove si perde per sempre.

---

Isola di Toroa. Era una calda serata, con una bella luna in cielo che illuminava le strade della città e le sue piazze, dalle quali si poteva scorgere, visibile un po’ da tutta l’isola, la sagoma di un’imponente costruzione, la quale però si sarebbe potuta ammirare nella sua interezza solo avvicinandosi al porto. Lì infatti, ci si sarebbe ritrovati davanti a una nave di dimensioni a dir poco colossali: trecentotrentatré metri di lunghezza, settanta di larghezza massima, quarantesette d’altezza nel suo punto più elevato. PANDA MELODY, questo il nome riportato a caratteri cubitali sulla carena bianconera del vascello, sul cui albero maestro sventolava una vistosa bandierona raffigurante un panciuto urside mangia-bambù, simbolo della più famosa marca di vestiario del mondo.

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Una grande folla era accalcata in prossimità della nave e non solo, anche sopra e dentro di essa. Una folla di gente di ogni estrazione sociale, giunta lì per un evento senza precedenti. In cima all’imbarcazione si sarebbe quella sera tenuto un enorme concerto nel quale si sarebbero esibiti una miriade di cantanti, gruppi, e musicisti provenienti da tutti i mari. Ovunque si vedevano lumacofoni altoparlanti, nonché lumacamere che avrebbero trasmesso l’evento in numerose isole dei quattro mari e della rotta maggiore, nelle cui piazze altre persone si sarebbero riunite per festeggiare e assistere all’evento sponsorizzato Doskoi Panda. Si era ancora al preludio dell’evento principale, e sotto la coperta della nave, in un enorme e decoratissimo salone dalle pareti dorate e rosse si stava tenendo un sontuoso ricevimento aperto a tutti, nel quale erano stati offerti cibi e bevande d’ogni tipo.

Nella sala era presente anche un palco con un lumanmicrofono, al quale ad un certo punto si avvicinò un uomo barbuto, panciuto e ben vestito.

Uomo: “Aherm… Sa! Sa! Prova! Ssssa! Prova!”

I versi risuonarono chiari e nitidi nella stanza, perfettamente udibili da tutti. Ricevuta conferma del perfetto funzionamento dell’impianto acustico, l’uomo si voltò alla propria sinistra, facendo segno di OK col pollice a qualcuno che si trovava dietro le quinte, persona alla quale lasciò posto al lumanmicrofono.

A quel punto si fece avanti un individuo che definire particolare sarebbe riduttivo: vestito con uno smoking fucsia ricoperto di paillettes dalla cui giacca faceva capolino una camicia color giallo banana, adornato da un papillon dalla foggia e livrea di una vera farfalla, l’individuo portava alle mani dei guanti di colori opposti, bianco il destro, nero il sinistro, e ai piedi delle scarpe di cuoio tinte dei colori dell'arcobaleno; i suoi capelli erano lunghi e rosa e sparati un po’ di qua e un po’ di là, il viso era pallido e ornato da dei sobri occhialetti da sole arancioni a completare il quadro.
L’uomo fu accolto con uno scrosciante applauso.

???: “La ringrazio mister Kowalski, il lavoro che svolge è indispensabile per il successo della nostra azienda.”

Sentenziò con la sua vocetta effemminata(un po’ alla Austin Powers), rivolto all’uomo che aveva appena fatto il soundcheck, mentre applaudiva a sua volta.

???: “Signore, Signori, e anche a tutti gli altri, buonasera. Molti di voi mi conosceranno già, ma per coloro i cui occhi prima di stasera non ho mai avuto l’onore di abbagliare con la mia sgargiante figura, mi presento: il mio nome è Parnassius Apollo, vice presidente della gloriosa famiglia nota come Doskoi Panda®.”

Un nuovo applauso scoppiò nella sala.

Apollo: “Grazie, grazie. Come ben sapete, oltre ad essere da molti anni leader indiscussa del campo della moda, la Doskoi Panda® si è da qualche tempo cimentata con successo anche nel campo della musica, finanziando artisti di talento facendoli esibire su palcoscenici di tutto il mondo, favorendone in tal modo il successo col proprio supporto e permettendo a voi, usufruenti dei nostri servizi, che siete anche i membri più importanti della nostra grande famiglia, di godere del piacere della buona musica. Tuttavia tutto questo non era abbastanza per noi, sentivamo di dover fare qualcosa di più per i nostri fratelli e sorelle, e per questo abbiamo deciso di portare il nostro impegno a un livello superiore.”

L’uomo aveva una parlantina niente male, e di certo sapeva come farsi piacere dalle masse.

Apollo: “Solo per voi abbiamo allestito questo gioiello che sposa l’arte navale a quella musicale, la prima nave del suo genere al mondo, un vascello che viaggerà per i mari, ospitando non solo passeggeri in cerca di una bella crociera, ma anche tutti gli appassionati di musica, i quali potranno godere di concerti dei loro artisti preferiti, i quali si esibiranno sia nello splendido scenario del mare aperto, sia nelle varie isole sulle quali la nave farà scalo, in modo da offrire uno spettacolo speciale anche a coloro che vogliono solo passare una bella serata in compagnia per poi tornarsene a casa. Signore, signori, e anche a tutti gli altri, benvenuti sulla Panda Melody!”

Un nuovo, grande applauso invase il salone.

Apollo: “Stasera, in occasione del varo della nave, vi è offerto, oltre a questo sontuoso ricevimento, un gran concerto che inizierà a breve, e nel quale si esibiranno tutti gli artisti della fiera famiglia Doskoi Panda®, come il vostro amato Sash, virtuoso della chitarra, o Mischievous Joey, detto L’usignolo rauco, o i Tropical Freeze, per non dimenticare il mitico T-Dog, nonché colei che tutti aspettate più di chiunque altro, di ritorno dopo un anno di assenza dalle scene, Looooophelia!”

Urla di acclamazione si sollevarono in sala non appena quel nome fu pronunciato.

Apollo: “E le sorprese non sono ancora finite, oh, no! Presto avrete modo di ammirare le strabilianti capacità di questa nave, la quale, come vedrete, non è esattamente ciò che sembra… ma non voglio rovinarvi la sorpresa, eheh.”

A quel punto alcuni giornalisti cominciarono a porgli un serie di domande, e il discorso si trasformò in una specie di conferenza stampa, alla quale Parnassius Apollo partecipò senza nascondere la propria baldanza.

Apollo: “Il presidente? Come lei ben sa è un uomo molto occupato, che dedica anima e corpo al bene della nostra azienda, e purtroppo non sempre trova il tempo di presenziare a eventi mondani come questo” - “Le mie scarpe? Sono un nuovo modello che sarà in vendita da luglio, le piacciono? Mister Mearl, un buono sconto del cinquanta per mille al signore simpatico!” – “Lophelia? Al momento è in camerino, ma se vuole un autografo con bacio potrà ritirarlo all’entrata in cambio di un piccolo contributo.”

Ad un certo punto quella serie di botte e risposte fu interrotta dall’arrivo di un uomo che si avvicinò ad Apollo sussurrandogli qualcosa all’orecchio, con quest’ultimo che per un attimo assunse un’espressione decisamente preoccupata. A quel punto lo sgargiante vice presidente decise di congedarsi dai suoi interlocutori.

Apollo: “Mi spiace signori, ma vi sono alcune mansioni organizzative che richiedono la mia presenza. Continuate a divertirvi, ci vediamo al concerto.”

A quel punto lasciò la sala.

---

Più tardi, in una stanza privata, dopo che il suo sottoposto gli aveva dato una notizia tutt’altro che buona:

Apollo: “Capisco, è una bella gatta da pelare, tuttavia non disperiamo.”

???: “Ma signore, se quella persona è davvero entrata in possesso di quell’oggetto…”

Apollo: “Lo so bene, non sarebbe problematico solo per noi, ma ci sarebbero ripercussioni molto più ampie, immense. Bisogna agire, e anche subito, questa deve essere una serata perfetta, tutto deve andare liscio.”

???: “Tuttavia, i nostri uomini…”

Apollo: “Se ne procuri altri, chiunque sia adatto su questa nave. Di persone ce ne sono per tutti i gusti, non tema. Usi questo, e aspetti l’arrivo di qualcuno.”


Qualche minuto dopo, si poteva udire una particolare melodia provenire da un anfratto deserto e stranamente buio dell’immensa e festosa nave.

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Ben presto qualcuno, che per qualche ragione era riuscito ad udire quella musica anche nel bel mezzo del frastuono della folla, ne sarebbe stato stranamente attratto, e cercandone la fonte sarebbe giunto nel vicolo buio, dove sarebbe stato accolto dall’uomo seminascosto nella penombra.

???: “Salve, ti va di guadagnare un bel gruzzolo?”



- Quest per massimo 4 partecipanti, di qualsiasi schieramento, stile e mestiere.
- Livello 3: Quest Leggermente più difficili e dalla durata più lunga, in queste quest possono esserci combattimenti vari, non si può tuttavia morire.
- 72 ore per postare
- Basta dire che il vostro pg ha sentito la strana melodia e che si presenta dall'uomo, per il resto totale libertà.
- Per qualsiasi delucidazione sono disponibile via pm.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #1 della Pagina da Edzard » 08/07/2015, 14:00

Ora che avevo finalmente una nuova Katana potevo procedere con il mio secondo obbiettivo, ovvero quello di trovare dei compagni di viaggio. Ero stato nel mare settentrionale, ma non avevo trovato niente che faceva a caso mio. Mentre stavo decidendo la mia successiva destinazione, sentii due passanti che parlavano di una barca che era ormeggiata a Toroa, un isola del mare Occidentale, e nella presunta nave si sarebbe tenuto un evento che avrebbe richiamato diverse persone. Sebbene non sapessi bene di cosa si trattava, decisi che la mia meta sarebbe stata proprio Toroa. In un posto molto affollato avrei avuto maggiori possibilità a trovare quello che cercavo. Così dopo una mezz'oretta dopo essermi imbarcato, raggiunsi la famosa Toroa.

Nel frattempo era calata la notte. Il cielo era limpido e la luna era là, alta e splendete. La sua luce illuminava la via. Ancora prima di sbarcare potei notare un'imbarcazione dalle dimensioni eccentriche. Sembrava un vero e proprio colosso. Più mi avvicinavo e più diventava grande.

"Penso proprio che sia quella la nave di cui parlavano i due signori. E a quanto stanno le cose sembra proprio che ci saranno tante, ma tante persone. Non ho fatto in tempo a sentire di che tipo di evento parlavano i due passanti, ma per richiamare così tante persone deve essere qualcosa di veramente importante. Vediamo di cosa si tratta, e nel frattempo vedo se riesco a trovare qualcuno di cui possa fidarmi almeno un po."

Una volta sbarcato mi diressi verso la nave. Per avvicinarmi alla nave fui costretto a fare slalom tra la folla. C'erano veramente tante, forse troppe persone per i miei gusti, comunque continuai a farmi largo tra la gente. Guardando la carena della nave riuscii a vedere un nome che era scritto a caratteri cubitali: PANDA MELODY. Continuai ad avanzare imperterrito.

"Wow. Devo dire che hanno fatto le cose in grande stile. Devo fare attenzione, non posso parlare col primo che mi capita a tiro, devo riuscire a mantenere un basso profilo e inoltre devo scegliere la persona giusta, e mi sa che ci metterò molto a trovarla con tutta questa gente."

La nave era piena di lumacofoni altoparlanti e lumacamere e non sapendo dove fosse diretta tutta quella gente decisi di seguire la folla. Scendemmo sotto coperta. Mi ritrovai in un enorme e decoratissimo salone e in questa stanza stavano dando un ricevimento, dove veniva offerto cibo e bevande. Decisi di comportarmi come una persona qualunque, dunque presi anch'io qualcosa da mangiare e da bere. Nel frattempo che mi prendevo qualcosa come aperitivo, c'era una persona che parlava e il pubblico gli applaudiva e urlava. Allora prestai attenzione a quello che diceva, ma a quanto potevo ascoltare in quel momento dei giornalisti gli stavano facendo delle domande e lui stava semplicemente rispondendo, per poi congedarsi.

Iniziai la mia ricerca all'interno di quel salone. Mentre mi guardavo attorno continuavo a camminare. La mia ricerca fu disturbata da una particolare melodia. Cercai di capire da dove proveniva, seguii la fonte. In base a quanto era alto il tono della melodia sapevo se mi avvicinavo o allontanavo. Dopo un paio di minuti di ricerca, mi ritrovai in un vicolo cieco.

"Eh? Tutto qui? Un vicolo cieco? Forse mi ero sbagliato e quella melodia me la sono immaginata? Nah, non credo che sia così. Sono certo di averla sentita"

Di li a poco sentii qualcuno che mi parlò. Allora guardai meglio nell'ombra e vidi un signore che si stava nascondendo.

Scusi, non l'avevo vista.

"E così si parla di soldi. Uhm, vediamo dove va a parare."

Devo dire che m'interessa, anche perchè ultimamente sono rimasto quasi al verde. Di cosa si tratta? Cosa devo fare in particolare?
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #2 della Pagina da DeathBeat » 11/07/2015, 9:01

La strana melodia cessò.

???: “Bene, seguimi allora, e non fiatare.”

Disse il losco individuo al giovane pirata, dopo aver riposto nella tasca un non ben identificato oggetto dal quale sembrava provenire proprio la musica udita da Edzard.

L’uomo lo condusse attraverso un oscuro corridoio, per poi fermarsi davanti a una porta, alla quale diede una bussata cifrata. Edzard poté in quel momento carpire qualche particolare delle sue fattezze fisiche: era un individuo non più giovanissimo, forse sulla quarantina, con una barbetta incolta sul volto, non molto alto e un po’ curvo sulla schiena. In testa portava un qualche tipo di copricapo da cui spuntavano delle orecchie decorative da animale. Solo dopo che dall’interno provenne un chiaro “Avanti!”, il tipo spalancò l’anta, facendo entrare il giovane pirata all’interno, ma senza entrare egli stesso.

Si ritrovò in una stanza accogliente, dalle pareti lignee e arredata con mobili pregiati, tra i quali vi erano un grosso armadio in mogano, un comò con specchio, un mappamondo dall’aspetto antico che probabilmente celava una riserva di liquori, nonché un bel tavolinetto da caffè in rovere sul quale era posto un giradischi acceso dal quale si propagava una canzone in una lingua incomprensibile al pirata, il quale però ebbe subito la sensazione di averla già sentita da qualche parte.

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Sullo stesso tavolinetto poggiava i suoi piedi un individuo coperto da un cappotto di piume di pavone, e con al viso una maschera di quelle che si vedono di solito al carnevale di San Faldo, che ne nascondeva l’identità. Dietro il figuro, che se ne stava accovacciato su un divanetto sorseggiando un cocktail di colore verde, svettavano due persone in piedi, in giacca e cravatta e mascherate anch’esse. Uno dei due era alto e muscoloso, chiaramente un uomo, dal vestito verde pistacchio, l’altra dalle curve dava l’idea di essere una donna, più bassa e snella del compagno e vestita di viola. A prima vista i due avevano la postura e il vestiario tipico delle guardie del corpo.

???: “Salve buon uomo, è un piacere averla qui fra noi.”

Disse il tipo che se ne stava seduto. La sua voce suonò subito familiare alle orecchie del pirata.

???: “Il mio nome è… ehm… “ ci rifletté un po’, per poi uscirsene con un: “…Tizio Incognito!”

Seguì qualche secondo d’imbarazzante silenzio, poi l’uomo riprese.

Tizio Incognito: “La prego si sieda” disse indicando una poltrona “non voglio affaticare le gambe di un possibile socio in affari. Vuole qualcosa da bere?”

Dopo averlo ascoltato per un po’ parlare, il pirata non ebbe più dubbi: la sua voce era identica a quella di Parnassius Apollo, il vice presidente della Doskoi Panda! Vi era solo qualche piccola differenza nel tono, un po’ più profondo, e nello strano e inaudito accento che suonava però decisamente artificioso.

Tizio Incognito: “Come penso che le abbia già anticipato il mio collaboratore, ho intenzione di offrirle un lavoro.”

Prese un altro sorsetto dal suo flute.

Tizio Incognito: “Diciamo semplicemente che una persona è entrata in possesso di una cosa che mi appartiene, e della quale gradirei davvero molto rientrare in possesso. Come può immaginare voglio che sia lei a riprendere tale oggetto per me, sottraendolo a chi lo ha a sua volta sottratto al legittimo proprietario, ovvero il sottoscritto.”

Poi aggiunse a mezza bocca, in modo tutt'altro che serio:

Tizio Incognito: “Magari è un individuo al soldo della malvagia azienda Cyber Panda, davvero dei tipacci da cui non si dovrebbe mai comprare nemmeno una maglietta quelli. Non che io lavori nel settore, comunque.”

Poi, riprendendo un tono vagamente più serio.

Tizio Incognito: “Ad ogni modo non dovrebbe trattarsi di una persona particolarmente pericolosa, diciamo che c’è più da lavorare d’astuzia che di muscoli, ma non si sa mai cosa può accadere, per questo preferisco che se ne occupi qualcuno che sappia cavarsela anche nel caso in cui si venga alle mani, e qualcosa mi dice che lei è la persona che cerco. Il compenso che le offro è di 100.000 berry, che riceverà a lavoro completato. E chissà, in caso di un lavoro particolarmente ben fatto e pulito potrebbe anche scapparci un premio extra. Sono uno che sa essere molto generoso con chi è meritevole.”

Si zittì per un po’, poi allargò le braccia in un gesto di chi si aspetta una risposta dal suo interlocutore.

Tizio Incognito: “Allora, pensa che sia un lavoro che fa al caso suo? Nel caso accetti le darò informazioni più approfondite su cosa sta cercando e su chi dovrà fronteggiare. Se ha dubbi o domande chieda pure.”

Prese un ultimo sorso dal suo bicchiere, trangugiando tutto il liquido verdastro rimanente, poi cadde dalle nuvole.

Tizio Incognito: “Oh, dimenticavo, qual è il suo nome buon uomo?”

- A te ^^
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #3 della Pagina da Edzard » 13/07/2015, 10:45

La melodia che avevo sentito fino ad un secondo prima, cessò improvvisamente. Il signore che era nascosto nell'ombra mi disse di seguirlo senza fiatare. Gli avevo posto delle domande, ma a quanto sembrava non avrei ricevuto una risposta da quell'individuo. Vidi che si mise in tasca uno strano oggetto, forse era proprio da quella cosa che proveniva la musica. Camminammo per un oscuro corridoio per poi fermarci davanti a una porta...

"Fine della corsa. Chissà cosa ci sarà dietro quella porta. Forse la risposta alle mie domande, alle quali non ho ricevuto risposta."

... Bussò in una maniera precisa. Molto probabilmente per farsi riconoscere e per poter entrare bisognava sapere come bussare. Interessante. Ora che ci trovavamo difronte a quella porta potei notare qualche particolare di quella persona. Un ragazzo che poteva essere sulla quarantina con la barba incolta e non molto alto e leggermente curvo. In testa aveva un copricapo e dal quale spuntavano delle orecchie decorative da animale.

"Che strano individuo."

Dall'interno della stanza ci venne dato l'ordine di entrare. Il signore aprì la porta e mi fece entrare, ma lui restò fuori da essa. Un portinaio? Oppure stavano aspettando qualcun'altro oltre me? Fatto sta che ora mi trovavo dentro quella stanza e non sapevo niente delle persone al loro interno, ne il motivo della mia presenza, se non il fatto che mi era stato chiesto se volevo guadagnare un po di grana.

Mi ritrovai in una stanza accogliente, come mi era successo in precedenza quando entrai nel grande salone e come il luogo dove si stava tenendo un ricevimento, quel posto era ben arredato e c'erano oggetti di valore. La mia attenzione cadde su un tavolino da caffè in rovere, sopra il quale c'era un giradischi dal quale proveniva una canzone.

"Un'altra melodia. Sebbene non riesca a capire cosa dice, non so il perchè ma mi sembra di averla già sentita. Ma dove? Quando?"

Nello stesso tavolino c'era un tipo che ci appoggiava i piedi. Questo individuo indossava una maschera, e grazie ad essa non poteva essere riconosciuto. Dietro di lui c'erano altre due persone. Questi due erano vestiti entrambi con giacca e cravatta, però uno doveva essere un maschio e uno una femmina, e anch'essi avevano una maschera. Dovevano trattarsi delle guardie del corpo.

Il silenzio venne spezzato. Il signore che era seduto mi diede il benvenuto, si presentò e poco dopo mi disse di sedermi, offrendomi da bere.

"Con permesso. Un bicchiere di Rum o di Whisky, grazie."

Dopodichè riprese a parlare. La sua voce era come la melodia che avevo sentito provenire dal giradischi, ovvero l'avevo già sentita, ma dove? Non era una voce molto famigliare, ma ero certo di averla già sentita, ma quando? Prestai attenzione sia a ciò che diceva, che nel modo di farlo. Poco dopo capii dove avevo sentito quella voce. Esattamente nel salotto dove si stava tenendo il ricevimento. La persona che avevo davanti era la stessa che parlava dal palco. Unica differenza? Il tono della voce era più profondo e aveva uno stano accento, di sicuro gli serviva come copertura per non farsi riconoscere.

Ora stavo ricevendo la risposta alle mie domande. Dovevo recuperare un oggetto che gli era stato sottratto, al quale il "Tizio Incognito" teneva molto. Poi accennò qualcosa riguardo un azienda malvagia di nome Cyber Panda. Comunque mi disse che dovevo lavorare più d'astuzia che di muscoli, però non era certo, poteva scapparci un combattimento. Se sarei riuscito nell'impresa avrei ricevuto 100.000 Berry e un Extra se avrei fatto il tutto in modo particolarmente ben fatto. Nel caso avessi accettato, avrei ricevuto maggiori informazioni sia riguardo l'oggetto che la persona.

Uhm. Interessante. E così dovrei recuperare un oggetto al quale lei tiene particolarmente. Ha attirato la mia attenzione. E la ricompensa non mi sembra niente male. Accetto il lavoro. Ora veniamo ai particolari. Che cosa devo cercare? E a chi devo dare la caccia? Da quanto mi sembra di aver capito sapete già chi è stato, o comunque che organizzazione è stata. Prima parlavate di una certa azienda di nome Cyber Panda, vorrei avere più informazioni al riguardo.

Il tizio incognito mi fece notare che non mi ero ancora presentato, così rimediai al problema.

"Dovrei dirgli il mio vero nome? Oppure dovrei usare un alter-ego? E se invece sapessero già chi sono? Nel caso usassi un alter-ego mi scoprirebbero subito che sto mentendo. Meglio essere onesti, dopotutto so chi ho davanti, anche se sta cercando di nascondere la sua vera identità."

Mi scusi se non l'ho fatto prima. Mi chiamo Edzard, al suo servizio.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #4 della Pagina da DeathBeat » 15/07/2015, 23:15

Tizio Incognito: "Edzard, eh?"

L'uomo si voltò verso l'altro individuo maschile alle sue spalle, il quale rispose facendo di sì con la testa. Nessuno dei due però disse niente.

Tizio Incognito: "Bene, è un piacere conoscerla, mister Edzard."

Disse, tornando a guardare il pirata.

Tizio Incognito: “Riguardo alla Cyber Panda, sappia che c'è sicuramente la zampaccia di quei cattivoni dietro tutto questo!”

Sentenziò con astio Incognito. Chi si trovava dietro di lui non sembrava però d’accordo.

Bodyguard ♀: “Ehm, signore…”

Tizio Incognito: “Sì!?”


Si voltò di nuovo, stavolta verso la donna.

Bodyguard ♀: “Si ricorda che disse la stessa cosa riguardo ai Boombikini esplosi, e per quella pubblicità diffamatoria sulle salopette glitterate, o sul fallimento della campagna Tailleur da bettola, e che in nessuno di quei casi alla fine ci entrava la Cyber?”

Tizio sbuffò, tornando a guardare Edzard

Tizio Incognito: “E va bene, diciamo che non siamo certi che ci sia la Cyber Panda dietro tutto questo… ma andiamo, è quasi sicuramente così!”

Bodyguard ♀: “Signore!”

Sbottò con tono di rimprovero la donna mascherata al suo capo, come si fa a un bambino che dice una bugia.

Tizio Incognito: “Ok, ok…” alzò le mani “Non abbiamo il benché minimo indizio che c’entrino quelli della Cyber. Ma rimane il fatto che sono dei grandi antipaticoni.”

Insomma, non sembrava esserci dietro una qualche rivalità tra aziende. Incognito riprese a parlare, stavolta in modo decisamente più serio.

Tizio Incognito: “Comunque, per rispondere alla sua altra domanda, sì, che agisca per conto proprio o per qualcun altro, conosco bene il diretto colpevole del misfatto. In realtà è possibile che lo conosca anche lei, almeno di fama.”

Tizio passò una foto al pirata, facendola scivolare sul tavolinetto col medio e l’indice. Essa rappresentava un giovane uomo dai capelli arancioni, la barba incolta e lo sguardo penetrante.

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Tizio Incognito: “Il suo nome è Floyd Steen, è un musicista, per la precisione un chitarrista… o meglio, lo era. Si trattava di un nome assai noto fino a non molto tempo fa. La sua abilità con la chitarra e il suo atteggiamento ribelle lo avevano reso in breve tempo un idolo delle folle, tuttavia l’immagine che di lui appariva al pubblico era solo la punta dell’iceberg di una vita fatta di eccessi, scelleratezza, violenza, e serie turbe mentali che portarono infine la sua carriera e la sua vita privata al collasso.”

Durante il discorso si alzò, tirando fuori alcune bevande dal mappamondo, che miscelò abilmente in una manciata di secondi, ricavandone un altro cocktail.

Tizio Incognito: “E così un giorno sparì dalla circolazione, ripudiato da tutti coloro che gli stavano vicino, e ormai totalmente incapace di far musica come una volta. Ma a quanto pare ora è tornato a farsi vivo, e sembra che la sua malizia non sia svanita. So per certo che sia stato lui l’artefice del furto della mia proprietà, ho diversi testimoni. Probabilmente uno dei moventi che lo hanno spinto a compiere un tale gesto è il risentimento che prova nei miei confronti: senza entrare nei dettagli, diciamo semplicemente che sono io che ho decretato la sua uscita ufficiale dal mondo della musica. Ma non potevo fare altro, la situazione si era fatta insostenibile.”

Mentre raccontava quella storia la canzone che stava ascoltando si concluse, e il grammofono, continuando a far girare lo stesso disco, passò al brano successivo.

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Tizio iniziò a canticchiare quella canzone, facendo nel contempo dei gesti con le mani che mimavano quelli di un direttore d’orchestra.

Tizio Incognito: “♪Hmhmhm ♫, ♪nanana na na ♫”

Poi sorseggiò il cocktail da poco preparato.

Tizio Incognito: “So da fonti attendibili che non più di mezz’ora fa si trovava in città, in un bar che si affaccia sulla piazza principale di Toroa chiamato L'Incudine, e che teneva con sé l’oggetto che mi ha sottratto. Potrebbe iniziare a cercarlo da lì. L’artefatto in questione ha una forma sferica, ed è abbastanza piccolo da poterlo tenere in una mano senza troppi problemi. Ha grossomodo il diametro di una grande arancia. La sua superficie è formata da uno strato smaltato multicolore e irregolare sul quale si staglia il disegno in rilievo di una farfalla. Tutto qui, una sfera colorata con sopra una farfalla, non dovrebbe essere difficile da riconoscere. E’ un oggetto che ha per me un forte valore affettivo, qualcosa che la mia famiglia si tramanda da generazioni, Steen lo sa bene, e lo ha preso ben sapendo di causarmi grande dolore.”

Finita la spiegazione, tirò fuori da una tasca un lumacofono, che come il suo proprietario era addobbato in modo alquanto singolare, con delle piume iridescenti in dosso e una maschera bianca sul volto.

Tizio Incognito: “Tenga, voglio che lo porti con sé, così potremo rimanere in contatto. Sarò io a chiamarla quando lo riterrò opportuno.”

Consegnò il gasteropode a Edzard.

Tizio Incognito: “Se non ha altri dubbi o domande può anche andare. Prima si inizia, prima si finisce. E mi raccomando, faccia attenzione a Steen, non sarà forte ma è molto furbo. In particolare non si fidi di niente di ciò che lui farà o dirà, è molto bravo con quella sua lingua quando c’è da ingannare gli altri.”

- Ultima occasione per chiarimenti col committente, dal prossimo turno finirà il preambolo e si comincerà sul serio.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #5 della Pagina da Edzard » 30/07/2015, 14:43

Mi presentai, ed con essa finì anche la mia parte, ora stava al tizio incognito proferire parola. Per prima cosa ridisse il mio nome e mentre lo faceva guardava il bodyguard maschio che gli fece un cenno affermativo con la testa. Che sapessero già chi fossi? Se le cose stavano così avevo fatto bene a presentarmi col mio vero nome. Come primo argomento decise di partire dalla Cyber panda, però dall'intervento dell'altro bodyguard mi venne il "dubbio" che il mio datore di lavoro ce l'aveva con loro, e per qualsiasi cosa succedesse, la colpa veniva affidata a loro.

"Strano. Mi piacerebbe sapere di più al riguardo. Vediamo come vanno le cose. Ho l'idea che se anche chiedo di parlarne in maniera più specifica non otterrei notizie veritiere, o almeno non sarebbero del tutto vere. Forse è meglio non perdere altro tempo, potrei sempre chiedere qualcosa al ladro. Mah."

Dopo aver dilagato un po sulla Cyber Panda, si passò alla portata principale dell'argomento: Il ladro! Bingo! Avevo ragione. E potrei addirittura conoscerlo, a motivo della sua fama? Uhm... interessante! Una foto? Non potevo chiedere di meglio, vediamo chi è. L'uomo nella foto aveva i capelli arancioni, barba incolta e uno sguardo penetrante. Di certo non poteva passare in osservato un tipo del genere, e con quello sguardo difficilmente avrei potuto scambiarlo con qualcun'altro. Il suo nome? Floyd Steen. Ricevetti altre informazioni sul suo conto. Mi venne detto anche il possibile motivo per il quale avrebbe rubato quell'oggetto.

"Possibile che prima lavorasse per questo tizio? Potrebbe essere, anche perchè prima ha affermato lui stesso che lo conosce bene. Speriamo che ora mi parli dell'oggetto da recuperare"

Poco dopo ricominciò a parlare. Degli informatori l'avevano informato che era stato visto in un bar che si trova nei pressi della piazza , dal nome L'INCUDINE. Dopodichè passò alla descrizione dell'oggetto che dovevo trovare. Una sfera colorata con sopra una farfalla. Non doveva essere difficile da trovare.

"Un oggetto che tramandano da generazioni. Che sia tutto qui? Mi sembra strano. Però non ho nessuna prova a confermare la mia tesi."

Il tizio strano tirò fuori un'altro oggetto dalla tasca. Si trattava di un lumacofano e anch'esso come il suo proprietario era strano. Lo presi e lo misi in tasca. Poi mi fece una raccomandazione, ovvero non dovevo fidarmi di Steen. Ma come facevo a fidarmi anche di uno che sembrava nascondere diverse cose.

Va bene. Presterò molta attenzione a Steen. La situazione mi è molto chiara e andrò a visionare questo bar come prima cosa, ma prima di andare avrei una domanda. Hai detto che non è molto forte, però se fosse possibile, vorrei sapere che stile di combattimento ha. Così posso preparami mentalmente.

Una volta ottenuta la risposta alla mia domanda, potevo pure iniziare la mia missione.

"Una volta al bar lo perlustrerò da cima a fondo e magari farò qualche domanda, però evitando di attirare troppo l'attenzione. Preferisco restare nell'anonimato."
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #6 della Pagina da DeathBeat » 04/08/2015, 15:33

- Ho dimenticato di dirti che devi aggiungerti il lumacofono agli oggetti, quindi inserisci in uno slot:
Lumacofono Incognito: Un particolare lumacofono dal volto celato da una maschera e ricoperto di piume iridescenti. Non può essere utilizzato per lumacofonare ma solo per ricevere chiamate da una certa specifica persona. Occupa 1 slot oggetto.


Tizio Incognito: “Stile di combattimento? L’ho visto diverse volte spaccare chitarre in testa alla gente o abbandonarsi a scazzottate furiose sia nei locali più malfamati che in quelli più trendy dei quattro mari, ma non so se questo suo modo grezzo di combattere si possa definire “stile”. Certo è che si tratta di uno che quando si passa alle mani sa farsi rispettare. Non l’ho mai visto con un arma in mano comunque, se è questo che vuol sapere. In fondo non si tratta di un guerriero, il suo mestiere era ben altro, la sua “arma” era la sua chitarra, con la quale riusciva incantare folle di fans in tutto il mondo. E’ davvero un peccato che un talento così straordinario sia finito proprio nelle mani di uno psicopatico del genere.”

Sorseggiò il suo cocktail, dopo averlo osservato controluce agitandolo garbatamente.

Tizio Incognito: “Fortunatamente altri giovani talenti si sono dimostrati in grado di raccoglierne il testimone, per portare avanti l’attuale generazione di musicisti e cantanti.”

Prese un nuovo, lungo sorso.

Tizio Incognito: “La musica è qualcosa di fantastico, qualcosa che ci tocca dentro, nel profondo dell’anima, qualcosa che trascende la logica, il senso, la razionalità: perché amiamo così tanto ascoltarla, comporla, suonarla? Per quale motivo quando sentiamo un brano che amiamo ci sentiamo ribollire dentro e trascinare anima e corpo dal suo ritmo, tanto che a stento riusciamo a resistere alla tentazione di muoverci, cantare, ballare? Nessuno saprebbe spiegare qualcosa del genere con le parole, perché si tratta di qualcosa di istintivo, ancestrale, insito nel nostro animo fin da quando siamo su questo mondo. E’ innegabile, la musica ha un potere unico, inimitabile, immenso. Eppure l’uomo ha solo sfiorato la parte più superficiale delle sue potenzialità; non immaginiamo nemmeno quali strade possano aprirsi per coloro che si addentrino nei suoi meandri più segreti!”

Il suo tono si era fatto sempre più infervorato man mano che procedeva nel suo monologo, tanto che alla fine si era rizzato dal suo posto, alzando le mani in aria e quasi urlando. Seguì qualche secondo di silenzio.

Bodyguard ♀: “Signore…”

La sua assistente lo riportò sulla terra.

Tizio Incognito: “…Sì… certo…”

Abbassò le braccia e si avvicinò al grammofono, togliendo la testina dal disco che ormai girava a vuoto, per poi spegnere l’apparecchio.

Tizio Incognito: “Direi che è il caso di salutarci per il momento, entrambi abbiamo faccende importanti a cui attendere, mister Edzard.”

Il suo tono era tornato normale. Prese il disco e lo rimise nella sua custodia. Su di essa Edzard poté leggere, scritto a caratteri grandi, un nome: Lophelia.

Tizio Incognito: “Le auguro di portare a termine il lavoro in modo pulito e senza troppi intoppi. E spero che faccia anche presto, così potrà assistere al concertone di stasera. Sarà qualcosa di spettacolare, glielo assicuro.”

Fu così che Tizio accompagnò Edzard fuori dalla porta. Il pirata poteva finalmente cominciare la sua missione. Aveva una pista, il bar “L’Incudine”, avrebbe potuto cominciare da lì la ricerca del misterioso Floyd Steen. In quel momento non aveva la minima idea che presto, molto presto, sarebbe stato lo stesso Steen a rivelarsi a lui, e non solo… ma fermiamoci qui, ogni cosa a suo tempo.

Una volta fuori dalla stanza, Edzard si mise in cammino per raggiungere il porto. Non appena uscito, la sua attenzione fu catturata da uno degli schermi più o meno grandi che addobbavano ogni angolo della nave e sui quali veniva trasmesso in diretta ciò che accadeva nel salone principale dell’enorme imbarcazione: su di esso compariva l’immagine di un uomo su un palco, davanti a una folla immensa: era Parnassius Apollo, alias Tizio Incognito, vice presidente della Doskoi Panda. Ma come diavolo faceva a trovarsi già lì, per giunta già cambiato di abito, se fino a pochi secondi prima era nella stanza privata a parlare con Edzard? Forse non era il caso di crucciarsi con tali interrogativi, e di pensare piuttosto alla missione.

La strada per il più vicino ponte verso la terra ferma era piuttosto lunga, e il tragitto accidentato per via dell’imponente presenza di gente che occludeva il cammino, e al pirata ci sarebbe voluto quindi qualche minuto per raggiungere la città. Perciò, durante tale tragitto, egli ebbe modo di ascoltare il discorso di Apollo, e di ammirarlo dai maxischermi della nave. Come è stato detto, l’uomo si trovava su di un palco, lo stesso sul quale aveva precedentemente dato il benvenuto al pubblico, affiancato da un ragazzo biondo armato di chitarra elettrica.

Apollo: “Signore, signori, ormai non manca molto all’inizio del grande concerto offerto a voi dalla umilissima Doskoi Panda®. Presto potrete crogiolarvi al suono di splendide melodie ed eteree voci, ma prima permettetemi di mostrarvi qualcosa di molto interessante riguardo alle straordinarie capacità di questa nave speciale, la Panda Melody, la quale, come ho anticipato, è molto più di quello che sembra. Ho qui Mister Sash che mi darà una mano nella mia piccola dimostrazione.”

Indicò il giovane chitarrista di fianco a lui, che venne accolto con un applauso.

Apollo: “Ebbene, dietro la sua copertura esterna realizzata coi più pregiati legni provenienti direttamente dal nuovo mondo, la Panda Melody possiede come scheletro un leggerissimo ma resistentissimo telaio costituito da un materiale di nuova concezione, realizzato in laboratorio ad opera dei migliori scienziati del nostro centro ricerche dell’isola di Mirrorball.”

Si infilò una mano in tasca, tirandone fuori un oggetto dalla forma allungata, che mostrò al pubblico.

Apollo: “Questo è un diapason, come tutti voi saprete si tratta di un oggetto che se sollecitato meccanicamente vibra, producendo delle onde sonore di una data lunghezza e intensità, nelle quali è possibile riconoscere una nota musicale ben precisa, ed è per questo che spesso viene usato come riferimento per accordare vari strumenti. Ma un diapason non è solo questo, esso possiede anche un’incredibile capacità di captare le vibrazioni dell’aria, a patto che queste siano della giusta frequenza, come le vibrazioni prodotte da un altro diapason perfettamente identico, entrando quindi in risonanza con esso e mettendosi a vibrare a sua volta, trasformando in tal modo l’energia contenuta nel suono in energia meccanica che lo stesso strumento acquisisce.”

Mentre così spiegava sbatté il diapason che portava in mano contro una ringhiera metallica, facendolo vibrare, dopodiché ne tirò fuori dalla manica un altro, con un abile gesto da prestigiatore, affiancandolo in parallelo a quello che stava vibrando. Dopo qualche secondo dal maxischermo fu chiaramente visibile che entrambi i diapason stavano vibrando, anche quello che non aveva toccato altro che aria, e si udirono chiaramente due suoni dello stesso timbro ma separati tra loro.

Apollo: “Immaginate ora un diapason gigantesco, in grado di muoversi quando viene colpito da vibrazioni della giusta frequenza e intensità, acquisendo in tal modo energia cinetica dal suono. E immaginate poi che questa energia non venga dissipata attraverso una disordinata vibrazione, ma che invece venga incanalata in un certo modo prestabilito, attraverso una sapiente progettazione riguardante la forma e la composizione dello strumento, in modo da ricavarne un movimento ordinato e ben preciso. E immaginate infine di mettere insieme una numerosa serie di diapason di questo stesso tipo, incastrati in modo da ottenerne una complessa serie di movimenti sincronizzati, tutti alimentati dall’energia scaturita dalle vibrazioni dell’aria. Ne otterreste in pratica una macchina che si muove grazie al suono!”

Fece una pausa. Tra il pubblico regnava un fervente silenzio.

Apollo: “Ora, signore e signori, vi chiedo un ultimo sforzo di immaginazione: raffigurate nella vostra mente uno macchinario-diapason, in grado di eseguire una vasta gamma di movimenti, tutti grazie alle indicazioni e all’energia ricavata dal suono, ma che reagisca non a semplici suoni monotoni e sempre uguali, piuttosto invece a una precisa combinazione di diversi suoni in sequenza, come quelli delle note che si susseguono in una melodia. In questo caso ne avreste un macchinario che si muove grazie alla musica!”

A quel punto si voltò verso il chitarrista Sash e gli rivolse un gesto di assenso col capo.

Apollo: “Ebbene signori, ora potete smettere di immaginare, in quanto la finzione ha già preso corpo tutt’intorno a voi, diventando realtà. Una macchina che balla con la musica esiste, e il suo nome è Panda Melodyyyy!!!”

Non appena urlò il nome della nave, il musicista di fianco a lui suonò una potente serie di accordi con la sua chiassosa chitarra elettrica. Il pubblicò lì presente, nonché Edzard che guardava dagli schermi, poterono assistere a uno spettacolo molto interessante. Lungo tutto il perimetro della stanza si aprirono nel pavimento una serie di fori circolari, dai quali spuntarono una lunga serie di grossi diapason, alti almeno quanto una persona, sebbene ognuno possedesse un’altezza e larghezza leggermente diversa. Si poteva vedere chiaramente che ogni volta che il chitarrista toccava il suo strumento, alcuni dei diapason cominciavano a vibrare, ognuno con intensità diversa, e ognuno in modo diverso in base alle note che il musicista suonava.

Apollo: “Bellissimo, stupendo, fantastico!”

Esclamò Apollo. Tuttavia quella non era la sola cosa strana ad accadere. Ad un certo punto si aprirono anche le pareti del salone, mostrando una complicatissima serie di leve e ingranaggi, collegati ai vari diapason, dalle vibrazioni dei quali ricavavano l’energia per muoversi essi stessi, proprio come anticipato da Apollo, ma non solo. Ad ogni serie di note, e ad ogni vibrazione di diapason, e ad ogni movimento di leve e di ingranaggi, si accompagnò un cambiamento di struttura di qualche punto della nave: Prima si aprì il soffitto della stanza, che poi era anche il ponte della nave, mostrando il cielo stellato della sera; poi si cominciò ad alzare l’intero pavimento della stanza, portando il palco e tutte le persone presenti nel salone fino all’altezza del ponte appena scoperchiatosi; poi dall’alto fu calata un’immensa palla di cristallo; infine dal pavimento vennero fuori una serie di lunghe canne dalle quale vennero sparati fuochi d’artificio, oltre che fari stroboscopici, e ogni tipo di addobbo esagerato volto a rendere ancora più spettacolare quella scena. Il pubblico, dapprima stupitissimo, andò in visibilio.

Apollo: “Eccelso, sublime, brillante! Ancora un altro e assolo e poi fermiamoci, grazie.”

Disse l’uomo applaudendo. Sash si abbandonò a un breve assolo, che causò dei rapidi cambiamenti di colore nelle luci, oltre che il lancio di nuovi fuochi d’artificio.

Apollo: “Favoloso, strepitoso, portentoso. Può bastare, grazie.”

Nonostante l’intimazione dell’uomo, seguì comunque un nuovo assolo di chitarra, che fece sollevare una nuova piattaforma alle spalle del palco, più alta di quest’ultimo, una specie di secondo palco.

Apollo: “Pulcherrimo, superrimo, straordinerrrimo. Basta ora, grazie."

Tuttavia le note non si fermarono, e su tutta la nave si poterono udire delle vibrazioni agitare il pavimento del ponte, ma nessun nuovo evento coinvolse visibilmente la struttura dell’imbarcazione. Apollo cominciava ad essere a corto di pazienza, oltre che di sinonimi.

Apollo: “Bravo, bravo, ora può fermarsi, grazie.”

Seguì un ennesimo assolo. Si poté notare un’arteria gonfiarsi sulla fronte del vice presidente della Doskoi, mentre il sopracciglio sinistro s’inarcava.

Apollo: “Mister Sash, ho detto che può fermarsi. GRAZIE.”

Sash: “Ehm…”


Continuava e sentirsi una chitarra suonare.

Apollo: “Mister Sash?”

Sash: “Ecco io… veramente ho smesso già da un pezzo, non sono io che suono!”


Apollo si voltò verso di lui. Il musicista aveva difatti alzato le mani dal suo strumento, eppure continuavano a sentirsi delle rombanti note di chitarra elettrica sferzare l’aria. Cominciarono a vedersi di qua e di là strane protuberanze e leve venir fuori dalla pavimentazione del ponte, mettendosi a girare e ballonzolare avanti e dietro.
In quello stesso momento, Edzard, che ormai era giunto vicino al ponte di sbarco della nave, guardando verso il porto si rese conto che le case della città di Toroa si facevano sempre più piccole: la nave si stava muovendo! Non ci fu nulla da fare, nel giro di una manciata di secondi la mastodontica imbarcazione si era già distanziata di diverse decine di metri dalla riva. Perché era salpata? E ad opera di chi? I presenti fecero appena in tempo a porsi tali domande che qualcosa di ancora più inaspettato accadde. La musica, che non accennava proprio a fermarsi, anzi, si faceva sempre più incalzante e frenetica, accompagnò una radicale e prodigiosa trasformazione che interessò non solo il ponte, ma l’intera struttura della nave.

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Una numerosissima serie di ingranaggi, leve, canne, diapason giganti e quant’altro sbucò fuori un po’ da tutte le parti, cominciando a muoversi in modo forsennato, mentre di qua e di là c’era gente fuggiva non si sa dove – intorno non c’era che il mare, il quale si stava facendo stranamente agitato – in preda al panico, mentre altri se ne stavano immobili non si sa se per paura o per altro. Intanto le sagome di cinque persone erano apparse sul palco più alto, quello da poco formatosi dietro la piattaforma su cui si trovava Apollo, il quale le guardò stupito ma sprezzante, per poi rivolgere loro delle parole che però nessuno riuscì a udire. Un attimo dopo quello stesso palco schizzò verso il cielo, innalzato da una colonna che spuntò fuori dal ponte della nave come un enorme canna di bambù dal terreno, mentre il resto della nave si abbassava e si allargava. La musica continuava, e la colonna, ormai altissima, ricevette apporti da nuove strutture che si sollevarono da terra per poi agganciarsi ad essa, rendendola più larga alla base, e sempre meno tozza man mano che si saliva, fino a tornare ad allargarsi all’apice, dove formava una specie di disco-piattaforma. Il resto della nave invece, come detto si stava abbassando verso la superficie del mare e allargando sempre più, e arrivò in breve tempo a formare una piattaforma circolare intorno alla struttura innalzatasi al centro. Tutto il pubblico si trovava su questa piattaforma. Quella che prima era una nave, ora somigliava più a un’isola tondeggiante dalla quale spuntava una torre elevatissima.

OFF: Qualcosa del genere:
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Quando la situazione si fece relativamente stabile – "relativamente" perché rimanevano sempre un po’ ovunque parti della nave che continuavano a muoversi - una torre immensa si ergeva ormai davanti ai presenti, ritta e altissima come il collo d’un serpente marino che s’affaccia dall’oceano per impietrire una nave di sventurati marinai prima di divorarli, in tal modo davanti alla folla di invitati si elevava dalla superficie del mare quella costruzione, svettando più in alto del più alto faro che chiunque avesse mai visto nella sua vita, mentre proiettava di qua e di là luci d’ogni colore sparando a mille la musica che la muoveva. Infatti, nonostante l’edificio avesse ormai raggiunto la sua elevazione massima e la sua forma in apparenza definitiva, il suo moto non s’arrestò, e tutti gli anelli e i segmenti di cui esso era composto continuarono a ruotare, ad aprire e a chiudersi, a rizzarsi e ad ammainarsi, ognuno a modo proprio come un corpo a parte, ognuno a velocità diversa, come le membra che non trovano pace d’un lombrico esposto al sole torrido dell’estate. In questo caso l’anellide era però pantagruelico.

Poco più in alto della base della torre si poteva leggere, formata da una serie di enormi lampade al neon accuratamente disposte, la scritta:

PANDAMONIUM TOWER

Chiunque dei presenti fosse stato in possesso di una vista talmente aguzza di riuscire a vedere cosa vi era sulla sommità della titanica torre, si sarebbe reso conto che su di essa svettavano le figure di cinque persone, le stesse che poco prima erano appare vicino ad Apollo. Non che ci fosse bisogno di una tale capacità visiva, dato che i cinque in questione apparvero anche sui maxischermi sui quali proiettavano le loro immagini i lumaproiettori.

Si trattava di due donne e tre uomini. Il primo era un ragazzone enorme, sicuramente più alto di due metri e bello massiccio, che vestiva con una specie di uniforme militare portata però alla maniera scialla del più trasandato dei civili, e recava in testa un elmetto da soldato. Vicino a lui vi era una ragazza molto giovane, dai lunghi capelli biondi e lo sguardo da innocentina. Non lontano si trovava un'altra donna, questa dai corti capelli argentati e con un’espressione e un portamento decisamente più sfacciati, la quale indossava infatti un vestito aderente aperto in più parti a mostrare stralci del suo corpo nudo. La quarta persona era un uomo alto e snello, completamente vestito di nero e con in testa un cappello che ne copriva gli occhi ma non la bionda e lunghissima treccia che correva lungo le spalle dell’individuo fino a raggiungere le gambe. A completare il quadro al centro dei quattro, sfoggiando un atteggiamento da leader, si trovava un uomo dalle fattezze tremendamente familiari sia per Edzard che per molti dei presenti: altezza media, espressione sfacciata, capelli arancioni mossi, barba appena accennata… Era Floyd Steen!

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Sotto ognuno di essi venne proiettato anche il rispettivo nome in sovraimpressione, sebbene quello di Steen non fosse esattamente corrispondente all’originale, forse si trattava di uno pseudonimo. Dietro di essi lampeggiava la scritta “IN CONCERTO”. Edzard notò subito un oggetto sferico multicolore che si trovava poggiato a terra, proprio ai piedi di Steen, sul quale era impressa un farfalla. Era proprio l’oggetto che doveva recuperare per Tizio Incognito! Ad ogni modo nessuno di loro disse niente, ma se ne stettero semplicemente lì fermi per qualche secondo, in posa, per poi prendere mano ognuno a un diverso strumento musicale.

La ragazza dai capelli argentati, indicata col nome di Iron Mercury, tirò fuori uno strumento a corda, costituito da un’asse di sostegno da una parte dritto come un bastone, e alla base arrotolato in modo simile alla conchiglia di una chiocciola, o meglio, a quella di un nautilo, dalla quale sembrava infatti essere stato ricavato, e grande grossomodo quanto un violoncello; da quell’asse si dipartivano una serie di corde di lunghezze diverse, disposte in modo spiraleggiante: la maniera migliore per descriverlo sarebbe dire che appariva come un’arpa arrotolata a spirale, il quale però non si suonava come un’arpa, ma come un violino, tenendone la parte lunga in mano e quella bombata tra spalla e mento, e producendo il suono attraverso la frizione di un arco, anch’esso dalla foggia singolare, dato che presentava numerose corde separate invece che un solo fascio di crini. Il suono dello strumento ricordava quello di molti di strumenti ad arco che suonavano all’unisono.

Il ragazzo robusto, ovvero Noyport, recava invece in mano due lunghe bacchette, con le quali suonava una singolare batteria di strumenti a percussione, formata da una serie di oggetti non ben identificabili e dalla forma particolare: una sfera che fluttuava appesa a un palloncino, una stella pendente da un filo, un’elica in equilibrio su un paletto con due quadrati alle estremità, un piatto metallico di colore verde, un gallo segnavento in cima a un’asta, un triangolo, un gong, un candelabro, un grappolo di sonagli, ognuno di questi oggetti rispondeva con un suono diverso ogni volta che veniva percosso dal musicista, formando un insieme di rumori, alcuni tipici di una normale batteria e altri più inconsueti.

Velvet, la ragazza bionda, utilizzava invece uno strumento a fiato, la cui forma ricordava quella d’una lunghissima e snella pipa, puntellata da una fitta serie di fori, e che si concludeva con una serie di bocche di grandezze diverse, alcune grandi e che si allargavano all’esterno, altre strette e ritte; tale strumento ella suonava posizionandolo di lato tra mani e bocca alla maniera d’un flauto traverso, soffiando nel bocchino posto a una delle estremità e ponendo le dita in vario modo a occludere i fori. Al suo soffio le bocche d’uscita emettevano dei suoni, venendo al contempo spinte dall’aria che emettevano, la quale le faceva roteare come girandole intorno all’asse longitudinale di quello strano flauto. Lo strumento si dimostrò in grado di emettere un’ampia varietà di suoni , dal basso e gutturale barrire d’un corno, al dolce e acuto ciufolare d’un clarinetto.

Il ragazzo alto e biondo, Nyman, mise mano a uno strumento formato da una specie di ruota gigante, più alta dello stesso musicista, che presentava nella sua parte concava un sedile sul quale l’uomo si accovacciò, in modo da poter suonare da seduto. Il lato sinistro e quello destro della ruota erano entrambi costellati da un serie di tasti di forma circolare, alcuni bianchi e altri neri, che ricordavano vagamente quelli di un pianoforte, dai quali differivano appunto per via della forma e per il fatto che formavano due file separate disposte su lati opposti, ognuna delle quali veniva suonata con una delle mani del biondo. Inoltre anche i suoi piedi erano impegnati, dato che andavano a premere su dei grossi tasti, disposti questi in orizzontale, recati su una propaggine dello strumento-ruota recata in basso rispetto al sedile. Il suono dello strumento ricordava quello di un pianoforte, sebbene a volte si sentissero suoni tipici di una tastiera, o di un organo, o di un clavicembalo.

Lo strumento di Steen somigliava invece a un’enorme chitarra dalla forma di croce latina, formata appunto da due assi, uno lungo il doppio dell’altro, che si sovrapponevano secondo un angolo retto, ognuno dei quali recava una serie di corde parallele. Era come se qualcuno avesse preso due chitarre lunghe e fine e le avesse incrociate. Steen lo suonava proprio come si suonerebbe la chitarra, pizzicando le corde con abilità disarmante, sia quelle che correvano orizzontalmente che quelle che andavano verticalmente, a volte anche con due mani contemporaneamente, dimostrando un talento spaventoso. Lo strumento emetteva dei suoni a volte simili a quelli di una chitarra acustica, altri a una chitarra elettrica, altri ancora a quelli di un basso, e ogni tanto simili a quelli di altri strumenti a corda pizzicata: ukulele, banjo, mandolino, sitar, e chi più ne ha più ne metta.

I cinque cominciarono a esibirsi, riprendendo a suonare la loro energica melodia.

Apollo: “Questa sì che è una cosa inaspettata, la nave non è stata progettata per cambiare struttura in modo così radicale! Non capisco… Steen, come hai fatto?”

Disse tra sé e sé Parnassius Apollo, per poi prendere mano al microfono, tentando di tranquillizzare il pubblico.

Apollo: “Signore e signori, calma, non c’è motivo di perdere la tranquillità, la situazione è sotto controllo!”

Ma ben pochi sembrarono ascoltare la sua intimazione, dato che in molti già erano in preda al panico.

Non dimentichiamoci comunque di Edzard il pirata e della sua sorte. Quando la nave aveva cominciato a trasformarsi, lui ebbe la sfortuna (o la fortuna?) di trovarsi in una posizione particolare, in un punto dove si sollevò improvvisamente una porzione del ponte tozza e assai lunga, che si innalzò alla maniera di un ponte levatoio, facendo perno proprio su un punto vicino al centro della nave; tale ponte alzandosi trascinò inevitabilmente con sé il giovane che vi si trovava sopra, il quale, aggrappatosi ad esso per evitare di essere scaraventato chissà dove, venne in breve tempo trascinato verso la zona interna, dove tale protuberanza di andò ad agganciare all’immensa colonna centrale, contribuendo a formare la torre nella sua forma completa, fatto che costrinse infine Edzard a saltare giù per evitare di essere schiacciato dalle due parti che si incastravano. Come risultato, mentre tutte le altre persone si erano affrettate ad allontanarsi dall’occhio del ciclone, Edzard finì col ritrovarsi da solo proprio alla base della torre, e per di più proprio di fronte all’entrata di essa. La costruzione presentava infatti una grande apertura alla base, che immetteva in una stanza.

Intanto intorno all’area circostante la torre, a una certa distanza da essa, si erano innalzate delle possenti mura che si agitavano in ogni modo immaginabile e dalle quali protrudevano spuntoni e aggeggi di varia natura che si muovevano nevroticamente impedendo a chiunque di arrampicarsi, e come se non bastasse sbucarono fuori degli strani animali usciti da chissà dove, i quali per aspetto ricordavano in tutto e per tutto dei panda, con la differenza che recavano una frangia circolare di lunghi peli intorno alla vita a formare una specie di tutù. E infatti le loro movenze ricordavano più quelle di ballerine di danza classica che quelle di animali, dato che zampettavano agilmente di qua e di là di tanto in tanto saltando e piroettando. Parnassius Apollo si mise una mano sulla fronte.

Apollo: “Oh santo cielo, i panda ballerini sono fuggiti dalle gabbie…”

Disse, forse senza accorgersi che stava ancora parlando nel microfono. Qualcuno che evidentemente aveva molta fiducia nelle proprie abilità atletiche – come qualche membro della marina in borghese - provò a scansare uno di questi animali per procedere verso il centro, dove si trovava la torre, ma per tutta risposta ne ricevette solo un calcione rotante, o una bella panciata da parte di uno degli animali, venendo sbalzato indietro. Pareva proprio che quelle bestie fossero lì per impedire il passaggio di chiunque volesse raggiungere la torre, e la stessa ragione d’essere dovevano anche avere tutti i vari ostacoli e barriere che delimitavano il piazzale circostante la monumentale costruzione.

Anche fuggire verso l’esterno sembrava assai difficile: oltre a un alto muro di contenimento con varie protuberanze semoventi volte a ricacciare indietro la gente, l’acqua tutt’intorno era assai agitata, per via di alcune grosse eliche sottomarine che vorticavano assai rapidamente.
Infine non si avevano certezze nemmeno sulla sicurezza dell’intera piattaforma sulla quale era forzatamente confinati invitati. Il suo pavimento era agitato da ondate continue che lo rendevano irregolare, come se gli ingranaggi che si trovavano sotto di esso continuassero a muoversi forsennatamente non trovando pace, e come se non bastasse esso era costellato da una miriade di oggetti che precedentemente si trovavano nelle varie stanze della nave, e che ne erano caduti fuori durante la trasformazione di essa, oggetti come letti, armadi, valigie, strumenti musicali, vestiti, e tanta altra roba.

Solo una cosa cambiò ben poco rispetto a prima, ovvero continuavano ad esservi una numerosa serie di schermi e maxischermi disseminati ovunque, sui quali venivano proiettati perlopiù i cinque musicisti che sembravano essere la causa di tutto quel trambusto, ma anche ciò che accadeva in altre zone della nave.

E difatti Edzard d’improvviso vide la sua immagine apparire su molti dei maxischermi: le lumacamere lo stavano inquadrando! Tutti i presenti riuscivano a vederlo lì, davanti all’entrata della torre, unico fra tutti che fosse riuscito ad avvicinarsi tanto.
A un certo punto il lumacofono incognito iniziò a squillare e a vibrare intensamente. All’altro capo c’era il suo committente.

Tizio Incognito: “Mister Edzard, vedo che si trova in una buona posizione! Il lavoro che lo ho assegnato è ancora valido, non so cosa abbia in mente Steen ma sono certo che non è niente di buono, comunque lei faccia di tutto per raggiungere la cima della torre e recuperare il mio oggetto, le assicurerò un sostanzioso extra! Se poi le andasse di sistemare quel pazzo e i suoi amici glie ne sarei profondamente grato!”

Certo, per raggiungere Steen il giovane pirata sarebbe dovuto arrivare in cima a quella torre. Scalarne la parte esterna non sembrava fattibile, dato che alla base la torre era liscissima e non mostrava nemmeno un appiglio, mentre più in alto era un inferno di pali, ingranaggi, leve, cavi e quant’altro in continuo movimento, tutte cose che apparivano assai difficili da superare. Forse salire passando dall’interno sarebbe stata l’opzione migliore.

Da fuori il giovane poteva affacciarsi dall’entrata per scrutare cosa vi fosse dentro, dove il pirata poteva vedere nitidamente una grossa stanza dal perimetro circolare, ben illuminata e sorretta da imponenti colonne che ricordavano quelle di una cattedrale. Nella parte centrale della stanza v’erano quattro pilastri nettamente più grossi degli altri e di colore dorato, ognuno dei quali recava alla base un portone, realizzato in uno strano materiale, forse plastico. Tutti e quattro i portoni lampeggiavano, come se dentro di essi vi fossero delle lampadine, inoltre, sopra ognuno di loro vi era un simbolo diverso.

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Inoltre, nella zona delle colonne dorate si poteva vedere una grossa sfera pendente dal soffitto, la quale recava delle lampadine illuminate a formare la scritta “OVERTURE”. Non sembravano esservi altre aperture o uscite da quella stanza, che per quanto bella e addobbata non aveva altro da offrire rispetto a quelle quattro porte. Come avrebbe agito il pirata?

Parte per Near_10

- Continua da qui

Giunto sulla Panda Melody per portare a termine la sua missione, N ebbe anch'egli modo di ammirare dagli schermi la dimostrazione di Apollo e di ascoltare la sua spiegazione sul funzionamento della nave. Anzi, fu proprio durante il discorso del vice presidente della Doskoi che il giovane arrivò di fronte alla porta della cabina B-135, sul Ponte Rapsodia, un luogo molto carino e ben arredato, con della moquette rossa sul pavimento e i muri Adorno di bellissimi quadri e altre opere d'arte moderna.

Ormai era scattata l'ora X, e N bussò alla porta della cabina, rimanendo in attesa che la fantomatica donna dai capelli arancioni si facesse viva. Tuttavia il pirata non ebbe fortuna: dopo qualche secondo d'attesa, l'assordante musica di Steen e del suo gruppo invase l'imbarcazione, che si trasformò nell'immensa Pandamonium Tower. Prima ancora che qualcuno potesse aprirgli la porta, N si ritrovò a essere sballottato di qua è di là nel corridoio che velocemente andava trasformandosi, spezzettandosi, contraendosi e rivoltandosi, portando allo scoperto un'infinita serie di strani ingranaggi e congegni. Anche il tentativo di aprire là porta in extremis si rivelò inutile, ormai dietro di essa non vi era più niente e nessuno di ciò che doveva esservi inizialmente.

Quando fu tutto finito, N, dopo aver impiegato qualche secondo per riprendersi dalla confusione, si ritrovò in uno stanzone circolare nel quale svettavano quattro gigantesche colonne dorate recanti delle porte. Era la stessa camera nella quale si stava affacciando Edzard, ovvero quella che stava alla base della torre. I due pirati notarono ognuno la presenza dell'altro.

Improvvisamente qualcos'altro catturò l'attenzione di N. Su un monitor alla sua sinistra, che doveva essere collegato a una lumacamera posizionata chissà dove, appariva ben nitida una folta chioma di capelli arancioni in primissimo piano, tenuta insieme da un'elegante forcina a forma di spada. Non si riusciva a vedere niente del volto della persona alla quale appartenevano quei capelli, dato che era messa di spalle. Però si trattava senza dubbio della donna che N stava cercando. Ma dove si trovava? Un attimo dopo la testa arancione si spostò di lato, uscendo completamente dal campo visivo della lumacamera, accompagnata dallo sventagliare d'un lembo di stoffa bianca del suo vestito. La donna si stava muovendo. Ora che la visuale del gasteropode era libera, sullo schermo si poteva vedere, inquadrato dall'alto al basso, una specie di balcone sul pavimento del quale era disegnata una rosa dei venti, e sotto di esso, molto sotto, un'immensa folla di persone che si muovevano spasmodicamente. Non c'era dubbio, la lumacamera si trovava in alto, da qualche parte sulla torre, dato che riusciva ad avere una panoramica perfetta di ciò che accadeva in basso, e di conseguenza anche la ragazza dai capelli arancioni era lì su! Se N voleva incontrarla, doveva salire. Fidelio gli aveva detto chiaramente che lo scrigno andava consegnato a qualsiasi costo e in qualsiasi circostanza, evidentemente nemmeno quella situazione faceva eccezione.

Edzard e N. Due pirati, ognuno con il suo compito da portare a termine. Un oggetto da recuperare e un altro da consegnare, due missioni simili e in un certo senso opposte, ma entrambe condividevano uno stesso elemento: la scalata della torre.

- Near_10 si unisce alla quest.

- Agite come preferite, scegliendo la porta o le porte che volete e interagite tra voi nel modo che vi sembra più opportuno.

- Near, puoi dire tranquillamente di aver assistito a tutti gli eventi "pubblici" avvenuti nei post precedenti della quest, ovviamente non alle cose che Edzard e Tizio Incognito si sono detti in privato. Inoltre anche tu senti la musica che ha attirato Edzard nel primo post, ma hai deciso di non seguirla.

- Ordine di post libero.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #7 della Pagina da Near_10 » 10/09/2015, 13:59

Dopo aver abbandonato il Bar di Lloyd mi diressi direttamente al porto,avevo una missione da portare a termine,il vecchio di nome Fidelio confidava in me, non avevo nessuna intenzione di fallire. Il sole calò. Ci volle qualche minuto prima che potessi raggiungere il porto, ma fortunatamente arrivai a destinazione tutto intero. Appena giunto, potei osservare in tutta la sua magnificenza la colossale nave attraccata. Questa volta era ben visibile, nessun telone ne copriva la bellezza, sulla carena si poteva leggere il nome della nave.

<< Panda Melody. Finalmente ho scoperto il nome di questa meraviglia, non mi resta altro che ispezionarla per bene. >>

L'esterno della nave era caratterizzato da schermi abbastanza grandi situati in ogni angolo, probabilmente servivano per osservare dall'esterno che cosa si sarebbe svolto dentro quella misteriosa nave, ma per il momento erano spenti. Vidi molta gente accalcarsi per passare il varco che conduceva all'interno, pensai di seguire la corrente e di gettarmi subito nella mischia, non molta gente fu disposta a lasciarmi passare, ma il mio compito era molto più importante di andare a vedere uno spettacolino, quindi in un modo o nell'altro'altro dovetti passare.
Giunsi in una sala molto grande, le pareti erano dorate e rosse, e in ogni dove si poterono vedere lumacamere e lumacofoni che caratterizzano la sala, erano presenti anche un palco, e delle sedie poste frontalmente ad esso.
Il mio sguardo sì focalizzò sul buffet, mi ci gettai sopra come se fosse un tesoro, fortunatamente non molta gente ebbe la mia stessa idea. Assaggia quasi tutti gli alimenti presenti sui tavolini, era tutto davvero squisito.
Mentre cercai di afferrae l'ultimo pezzo di carne rimasto, comparve sul palco uno strano individuo dai capelli rosa, vestito con uno smoking fucsia,aveva un aspetto buffo. Egli fu accolto da un grande applauso degli spettatori, le sedie erano tutte occupate dalla gente, la quale sembrava aspettare l'entrata in scena dello strano tizio.
L'uomo misterioso, dopo essersi avvicinato al lumanmicrofono, si presentó agli spettatori. Il suo nome era Apollo, vice presidente della Doskoi Panda, un'associazione molto famosa, di cui io non ne conoscevo l'esistenza. Questa importante famiglia, dopo aver investito sul campo della moda ottenendo un grande successo, decise di cimentarsi nel mondo della musica. L'evento della serata consisteva in un sontuoso concerto.

Apollo aveva una bella parlantina, di certo era un oratore nato, riuscì a catturare completamente l'attenzione della gente usando solamente la sua vocina, la gente fu entusiasta di ascoltarlo.
Io stavo ancora girando intorno al buffet, ma ascoltai con attenzione il discorso del damerino, il quale dopo aver risposte a molte domande dei giornalisti con una scioltezza incredibile, lasció un attimoil palco per motivi organizzativi. Durante la sua assenza ci fu un attimo di silenzio, solo allora ricordai di avere una missione da compiere, anche io mi lasciai trasportare dall'evento, dalla nave, dal buffet, dimenticando di avere un compito importante. Finii di mangiare e andai alla ricerca del luogo nei piani superiori mentre Apollo tornó sul palcoscenico.
Non ebbi più voglia di ascoltare i suoi discorsi, l'argomento non mi interessava e l'individuo si dava troppe arie per i miei gusti. Tirai fuori il biglietto su cui era riportato l'indirizzo da seguire: Cabina B-135, Ponte Rapsodia.

Non avevo idea di dove si potesse trovare, ma notai che su ogni piano erano riportate delle indicazioni, quindi non mi restava altro che seguirle. Durante la ricerca la mia attenzione fu presa da una melodia sinistra, simile a quella che sentii sulla sponda del fiume, una successione di suoni veloci e penetranti, proveniva da un luogo ai piani inferiori. Cercai di concentrarmi al massimo per non essere condizionato, non potei permettermi di distrarmi dall'obiettivo, Fidelio contava su di me, sicuramente avrei deciso di seguire la melodia se non fossi stato indirizzato da un'altra parte. Mi allontanai velocemente dal posto finché la melodia non fu soltanto che un nota in lontananza, inciampai sull'ultimo scalino dell'ultimo piano. Quando alzai la testa vidi un'insegna appesa al soffitto che indicava il luogo all'ultimo piano, finalmente giunsi sul Ponte Rapsodia.

<< Cabina B-135... B-135... B-135... B... Eccola! >>

Arrivai davanti alla porta della cabina, tirai fuori lo scrignetto misterioso dalla tasca, avevo cercato di aprirlo diverse volte, ma non riuscii nemmeno una volta nel mio intento. Probabilmente la ragazza dai capelli arancioni avrebbe saputo come fare. Bussai alla porta.

Dopo qualche secondo d'attesa, le mie orecchie percepirono un'assordante musica elettronica provenire da tutta la nave, la melodia fu seguita da un cambiamento radicale dell'intero luogo. Il piano in cui mi trovai iniziò a cambiare, come se non avesse una forma vera e propria, sembrava che la musica stesse azionando qualcosa, qualcosa simile a degli ingranaggi spuntarono fuori dalle pareti e dal pavimento del piano. La trasformazione riguardó non soltanto il Ponte Rapsodia, ma l'intera nave, stava completamente cambiando forma, non mi sarei mai aspettato che una nave potesse fare una roba simile. Venni allontanato dalla porta a causa degli scossoni durante la trasformazione, scivolai lungo tutto il pavimento e sbattei sulle pareti in via di trasformazione, non fu una bella sensazione. Cercai di avvicinarmi alla cabina con l'intenzione di buttarla giù con la forza, ma la nave si rivoltó completamente e venni allontanato con la forza, persi i sensi per qualche secondo.

Dopo aver ripreso conoscenza, guardai intorno a me convinto di essere in Paradiso, invece mi trovai in una stanza circolare abbastanza grande, caratterizzata da quattro immense colonne dorate, ero abbastanza stordito, non riuscì a vedere nient'altro che un monitor sulla mia sinistra.
Esso trasmetteva l'immagine di una chioma di capelli arancioni legati insieme da una forcina spadiforme, non c'era alcun dubbio, si trattava della donna che stavo cercando. Successivamente la lumacamera collegata al monitor, inquadrò un altro obiettivo, la donna dai capelli arancioni si stava muovendo, si trovava in un balconcino posto in un piano alto, lo capii osservando la folla di gente in basso tramite il monitor, non sembrava più trattarsi di una nave.
Successivamente vidi una persona dalla parte opposta della stanza, era un ragazzo con i capelli abbastanza lunghi di colore rosso scuro, l'individuo poteva avere più o meno la mia età, sembrava essere nelle mie stesse condizioni, anche lui pareva essere stordito a causa dei potenti scossoni sulla nave, se si può ancora definire cosí. Rivolsi la parola al ragazzo.

<< Ehi tu, sai per caso dove ci troviamo? Cos'é questa strana stanza? Come mai la nave stava cambiando forma? Io devo trovare una persona, l'ho vista prima, si trova molto in alto. Tu sai qualcosa riguardo tutto questo? >>

Lo tempestai di domande, benché sapevo che non sarebbe riuscito a rispondere a tutti miei crucci.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #8 della Pagina da Edzard » 21/09/2015, 15:55

La nostra conversazione si stava giungendo alla fine, e sapevo anche da dove partire a cercare Steen. Ora Tizio incognito rispose anche alla mia ultima domanda. Che dire? Avevo le nozioni principali per iniziare la mia ricerca. Intanto il mio datore di lavoro cominciò a fare un discorso sulla musica, e si poteva ben capire dal modo in cui parlava che l'argomento gli stava molto a cuore, era il suo campo.

"Quanta dedizione alla musica. Non ho mai conosciuto una persona così."

Ora era arrivato il momento di congedarsi. Aspettai che finisse di dire tutto quello che aveva da proferire, prima di dire qualcosa. Nel frattempo prese il disco e lo mise nella sua custodia, sulla quale c'era scritto un nome: Lophelia.

Con permesso. Mi metto subito al lavoro. Vedrò di fare il prima possibile, così da non perdere il gran concerto.

Uscii dalla stanza e mi diressi verso il porto. Come all'andata, dovetti farmi ancora una volta strada tra la folla. Mentre camminavo tra la folla cercavo di mimetizzarmi, così da non attirare troppo l'attenzione su di me. Se restavo nascosto era meglio, potevo svolgere la mia missione di recupero nel migliore dei modi. Stavo continuando ad avanzare, e il mio sguardo si soffermò su uno schermo. Su quello schermo c'era Apollo, ovvero Tizio Incognito. La cosa che mi colpì fu la velocità con cui era riuscito a cambiarsi e ad arrivare sopra quel palco. Comunque non avevo tempo da perdere per queste sciocchezze.

Nonostante non guardassi lo schermo, per forza di cose ascoltai il discorso di Apollo. Durante il suo discorso disse un nome di un oggetto, il quale attirò la mia attenzione, dato che era la prima volta che sentii quel nome: Diapason. Per mia fortuna diede una rapida spiegazione di cosa si trattasse. Continuava il suo discorso incentrato sullo strano oggetto, e devo dire che la cosa mi sembrava molto strana.

"Fantascienza? Certo che è un tipo veramente strano, oppure è un gran fattone. Vediamo dove va a finire"

Tizio incognito chiese di immaginare un oggetto che potesse assomigliare a quello che aveva detto fino ad adesso. Devo dire che facevo fatica ad immaginarmi una cosa del genere, però mi era stato insegnato: mai dire mai. Continuò il suo discorso e intanto io continuavo a camminare, prestando attenzione a quello facevo, senza badare gli schermi. Continua a far questo fino a quando Apollo non disse che quel tipo di oggetto esisteva già. Allora guardai lo schermo e mi guardai meglio intorno. Dal pavimento della stanza si cominciarono a vedere una serie di fori circolari, dai quali uscirono dei Diapason, e questo accadde per tutto il perimetro della stanza. Ogni volta che il chitarrista accanto ad Apollo suonava una nota, questi Diapason vibravano, ma ognuno in maniera diversa, ma quella non era l'unica cosa strana.

Mentre continuavo ad avanzare le pareti del salone si aprirono, mettendo in risalto ingranaggi e leve, i quali erano collegati ai Diapason. Ad ogni nota suonata dal ragazzo, la nave subiva qualche cambiamento. Quello che aveva detto Tizio Incognito si stava avverando, e io non potevo crederci.

"Che magia è mai questa? Non pensavo potesse esistere una cosa del genere. Tutto questo non è normale, però devo ammettere che la faccenda si sta facendo interessante. Aspetta aspetta... Ho una missione da portare a termine, devo concentrarmi su quello. Andiamo."

La nave continuava a cambiare aspetto. Il mio mandate disse al musicista che poteva fermarsi. Ma qualcosa stava andando storto. Sash aveva smesso di suonare eppure i Diapason continuavano a vibrare e di conseguenza la nave continuava a cambiare aspetto. Nonostante avesse smesso di suonare si poteva sentire ancora degli accordi di una chitarra elettrica. Pensai che quello non era un problema mio, ormai ero giunto al ponte e potevo scendere dalla nave. Ma mi sbagliavo. Ormai le case erano distanti e continuavano ad allontanarsi. La nave era salpata, e non me ne ero nemmeno accorto. E ora come potevo continuare la missione? L'unica soluzione era tuffarsi e nuotare.

"Mi sa che è l'unica cosa da fare. Vabbuò, una nuotatina ci sta sempre."

La musica non si fermava, anzi si faceva sempre più incalzante e frenetica. Stavo per tuffarmi, quando a causa di quel ritmo, la nave cambiò totalmente struttura. Io allora cercai di aggrapparmi a qualsiasi cosa, il mare si era agitato e non era il caso di tuffarsi. Se fossi caduto in acqua avrei rischiato di affogare. Non prestai molta attenzione a come cambiò la nave, però potei notare cinque figure sopra un palco schizzare verso l'alto. Il panico aveva fatto la sua comparsa.

Non appena la situazione si calmò un attimo mi guardai attorno, per capire cos'era successo e com'era cambiata la situazione. Una delle prime cose che notai fu una scritta alla base della torre: PANDAMONIUM TOWER. Poi la mia attenzione fu attirata nuovamente da uno di quegli maxi schermi, sul quale potei osservare meglio i cinque elementi che erano schizzati in cielo. Uno di quelli mi sembrò famigliare, lo guardai meglio, non potei sbagliarmi. Si trattava di Floyd Steen.

"Dunque è tutta opera sua e di quelli che presumo siano i suoi compagni. Per fortuna che doveva essere un lavoro non troppo difficile, dovrò chieder un aumento. Eh si... Questo gli costerà parecchio."

Mentre continuavo ad osservare quello che succedeva sul maxi schermo vidi che ai piedi del mio obbiettivo c'era anche l'oggetto da recuperare. Ora sapevo dove andare, il problema era raggiungere la cima della torre e sopratutto chi mi dava la garanzia che la nave avesse raggiunto la sua forma finale? Non sarebbe stato piacevole cadere nel vuoto da una certa altezza, dopotutto ero ancora all'inizio della mia carriera.

Mentre restavo attaccato al ponte venni trascinato verso l'interno. Il mio punto di appoggio si andò ad agganciare all'immensa colonna centrale. Fui costretto a saltare giù, sennò sarei stato schiacciato tra i due arnesi. Osservai dove ero finito. Mi ritrovai alla base della torre. Ero rimasto da solo, o almeno così sembrava. Da quello che potevo vedere nessuno poteva avvicinarsi a me, o comunque non poteva tentare la fuga. Ad un certo punto, mentre guardavo un maxi schermo, potei notare che le lumacamere mi stavano riprendendo.

"Addio colpo a sorpresa, anche se penso che sapessero già della mia presenza. E se avessero fatto apposta a farmi arrivare fin qua?"


Tizio incognito disse qualcosa, che era rivolta verso di me. La mia missione era ancora valida, e mi era stato garantito un extra. Ora restava solo il problema di arrivare in cima alla torre. Arrampicarsi era un suicidio. La base era troppo liscia e più in alto c'erano pali ed ingranaggi. Dovevo trovare un altra strada. Notai una stanza. Dentro tale stanza c'erano quattro colonne, ed ognuna dei quali aveva un portone. Oltre quei quattro portoni, non sembrava esserci altre vie. Ora dovevo solo scegliere quale strada scegliere. Stavo decidendo cosa fare, e nel frattempo sentii una voce. C'era qualcun'altro oltre me.

Dove ci troviamo dici? Ah bella domanda. Penso che sappiamo esattamente le stesse cose, e potremmo avere degli obbiettivi in comune. A quanto pare dobbiamo salire entrambi la torre. Io pensavo di passare per quel portone. Vedi te se vuoi seguirmi. In due potrebbe essere più semplice.

Dissi indicando la colonna che aveva come immagine un aspirale (la terza dei disegni). Per carattere non mi fidavo di quella persona, però era anche l'unica ad essere li presente. Ed il pensiero di essere in due a dover affrontare quella torre mi tranquillizava un po.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #9 della Pagina da DeathBeat » 26/09/2015, 14:51

I due pirati Edzard e N si incontrarono, e cominciarono a discutere su quale porta scegliere, tuttavia la situazione non si era ancora stabilizzata del tutto, e altre persone sarebbero state invitate alla festa. I loro destini si sarebbero infatti presto incrociati con quelli di altri due individui: la pirata Mary Swanson, e il marine Ryoma Oda.

Non è difficile immaginare perché la prima si trovasse sulla Panda Melody quella sera; chitarrista talentuosa e profondamente appassionata di musica, la giovane Mary di certo doveva aver trovato molto attraente quell’evento senza precedenti che si prospettava come un trionfo della musica stessa.

Non strana sarebbe risultata anche la presenza della recluta Oda(Ryoma, non Eiichiro) a bordo; dato che di marines sulla nave ce n’erano diversi, molti dei quali in licenza e in borghese, giunti lì semplicemente per godersi una gradevole serata in compagnia. Anzi, molti di essi avevano viaggiato proprio con Ryoma sulla nave che dall’Accademia portava al Mare Occidentale, e proprio uno di costoro si avvicinò a un certo punto si avvicinò a Ryoma, attaccando bottone.

???: “Buona sera. Sei una recluta, vero? Ti ho visto sul veliero.”

Si trattava d’un uomo sulla trentina, magro e non particolarmente alto. I suoi capelli erano biondi, e recava in mano un bicchiere di champagne.

???: “Non male una serata del genere come diversivo.”

Intanto, proprio in quel momento, Apollo stava dando dimostrazione delle capacità della Panda Melody, e proprio in quell’esatto istante la situazione stava sfuggendo al suo controllo.

???: “A proposito, io mi chiamo-“

Non riuscì a finire quella frase. Il pavimento si infossò di colpo sotto i piedi di entrambi i marines, facendoli precipitare verso il basso, mentre tutt’intorno il ponte trasfigurava seminando il panico tra i presenti. Tutto ciò che Ryoma che poté fare in quella situazione fu cercare vanamente un appiglio, mentre il caos inghiottiva la sua mente e il suo corpo.

Un destino simile toccò alla musicista Mary, la quale venne però portata in alto dallo schizzare verso il cielo di un grosso ingranaggio del diametro di qualche metro agganciato a un lungo palo. Tale ingranaggio, una volta raggiunta una quota non lontana da quella della vetta della torre che in quel momento stava finendo di formarsi, si agganciò al corpo principale di questa, cominciando a roteare velocissimamente, cosa che avrebbe di certo spazzato via la pirata, se qualcuno non l’avesse afferrata per un braccio.

???: “Tieni duro!”

Si sentì intimare da una voce femminile, ma nella foga del momento non riuscì a voltarsi verso la persona alla quale apparteneva. Il tutto durò un istante: la presa della sua salvatrice non era abbastanza forte, e infine questa cedette alla rotazione dell’ingranaggio, lasciando che Mary venisse tirata via e cominciasse a precipitare verso l basso, fortunatamente non in caduta libera, ma slittando su una serie di lunghe leve disposte a mo’ di scivolo intorno al perimetro della torre, per poi andare ad atterrare in maniera relativamente morbida sul terreno. Fu così che si ritrovò alla base dell’immensa costruzione ormai completa, un po’ rintronata ma non ferita. Davanti a lei l’entrata della torre, all’interno della quale poté scorgere le sagome di alcune persone. Una cosa però la scosse: non aveva più con sé il suo strumento musicale! Doveva averlo perso durante la caduta... Sì guardò intorno, ma non sembrava essere precipitato con lei, e non lo scorse nei paraggi. Forse si trovava da qualche parte sulla torre.

All’interno del salone principale della torre invece, dove già si trovavano Edzard e N, comparve improvvisamente anche Ryoma, giuntovi chissà come alla fine del suo viaggio incontrollato tra le interiora della nave in trasformazione. A fianco della recluta si trovava ancora il marine incontrato poco prima, il quale era riverso a terra privo di sensi. Dalla tasca di questo fuoriusciva un lumacofono, sulla cui conchiglia era impresso il simbolo del gabbiano della marina, e la cui cornetta era alzata.

Lumacofono: “A tutti gli marines a bordo, ripeto, a tutti gli marines a bordo, prepararsi all’azione. Qualsiasi licenza è sospesa, tutti sono richiamati alle armi. Le priorità sono di assicurare la salvezza dei civili e di trovare un modo per fermare i responsabili, ripeto…”

Una chiara chiamata a tutti gli agenti, e data la situazione, forse lui era l’unico tra essi che poteva sperare di fermare i colpevoli di tutto quel trambusto.

Edzard e N notarono la presenza dei due nuovi arrivati, uno nella stanza con loro, l’altro appena fuori. Due possibili alleati nella scalata della torre.

Quattro porte, quattro persone davanti ad esse. Come avrebbero deciso di agire?

- ErFoxi e Zampa313 si uniscono alla quest.
- I nuovi entrati possono descrivere liberamente ciò che i loro pg hanno fatto prima che la nave cambiasse forma, come per N, anche i vostri pg assistono allo spettacolo di Apollo e sentono la strana musica che ha attirato Edzard nel primo post.
- Riguardo a Near_10 e Edzard non avevo molto da aggiungere visto che si sono limitati a interagire fra loro.
- Per procedere scegliete una o più porte, nella maniera che preferite: potete prendere ognuno una porta diversa, o prendere tutti la stessa, o dividervi in gruppi, come preferite.
- ErFoxi, il tuo pg non ha più il suo strumento musicale(dando per scontato che se lo portasse dietro), quindi non può utilizzare abilità di mestiere finché non lo recupera.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #10 della Pagina da ErFoxi » 26/09/2015, 22:42

La Doskoi Panda® nel firmamento della musica era ormai diventata un istituzione e io ero venuta all' inaugurazione della panda memory per sentire della buona musica.
Era anche un opportunita irripetibile da sfruttare per farsi conoscere nel panorama musicale , infatti generalmente questi eventi musicali potevan nascondere anche uno scouting da parte di osservatori della Doskoi per nuovi talenti.
Non era però l' unico motivo che mi aveva spinto fino a qui dalla mia città natale Bradavia , ero venuta ad ascoltare suonare dal vivo Velvet, mi piaceva molto come cantante e aveva un talento naturale per la musica.
Per l' occasione ero vestita in un modo molto casual e sportivo , portavo un top nero con sopra una giacca di jeans , poi indossavo dei jeans scuri del colore della giacca e delle scarpe da ginnastica nere , a tracolla trasportavo la mia inseparabile Lucil.
Lucil era la mia compagna di avventure , la mia fedele chitarra compagna di tanti anni passati per la strada a racimolare berry per sopravvivere , non mi aveva mai deluso e abbandonata , era sempre stata con me , Lucil aveva un anima deltro di lei e solo le mie soavi dita riuscivan a tirarla fuori e a condividerla con l' umanità.

Dopo la noiosa presentazione nel palco della nave finalmente furono inquadrati i musicisti e Velvet era li in tutto il suo splendore.
Mi trovavo in prima fila quando tutto cominciò , il terreno sotto di me iniziò a tremare e la nave improvvisamente si trasformò diventando una torre immensa.
Improvvisamente qualcosa sotto di me mi spinse tremendamente in alto , pultroppo non riuscii a tenermi e stavo per cadere quando una persona cercò di aiutarmi tenendomi per non lasciarmi cadere giù , era una voce femminile ma non feci in tempo a vedere chi fosse che persi la presa e precipitai nel nulla.

La caduta non finiva mai mentre la mia mentre mi faceva ripercorrere dei passi importanti della mia vità , l' amore per la musica e l' infanzia passata in mezzo alla strada , essere la musicista migliore del mondo era l' unico motivo che mi aveva tenuto in vita e ora tutto stava per finire.

Miracolosamente ero ancora in vità dopo essere caduta dalla cima della torre che si ergeva ora maestosa dinanzi hai miei occhi.
Sentivo che mi mancava qualcosa però , mi toccai la schiena e Lucil non c' era più , impaurita guardai verso la torre sopra di me per vedere se si era distrutta nella cadutass , ma fortunatamente non c' erano segni che questo fosse accaduto , quindi doveva trovarsi in alto alla torre dove ero prima della caduta.
Nella caduta avevo perso la giacca di jeans e i vestiti si erano strappati su più parti , il top a malapena copriva i seni mentre i jeans eran strappati su più parti , qualche abbrasione qui e lama nulla di preoccupante fortunatamente.

( Devo trovare assolutamente Lucil )

Pensai in quel momento quindi sensa pensarci due volte decisi di entrare nella torre dall' ingresso davanti a me , avrei setacciato in ogni angolo quel posto finche non avessi ritrovato la mia Lucil.

aggiunta modifica al post

Appena entrata nella torre incontro altre persone , non ero quindi l' unica sopravvissuta al caos che si era creato per la trasformazione della nave in torre.
A mente lucida ripensavo all' accaduto ed al fatto he potevo morire e che ero miracolosamente sopravvissuta alla caduta dalla cima della torre.

Tra loro c' è una persona che è stata meno fortunata di lei e giace svenuta da una parte, la guardo con compassione poi mi concentro sulle altre tre figure rispondendo con sarcasmo a colui che mi ha rivolto la parola.

" si esatto ci sará un centro d' informazioni per lamentele in cima alla torre. "

Il top di colore nero che indossavo era più a brandelli di quanto avevo notato prima quondi infine rivolsi la parola ai presenti abozzando un sorriso convinto.

" Mi chiamo Mary , la trasformazione della nave mi aveva portata in cima ma sono caduta giù , fortunatamente sto bene ma ho perso un oggetto importante proprio in cima quindi mi unirei a voi volentieri.

Infine aggiunsi con un sorriso più convinto in volto

" qualcuno ha una giacca da prestarmi , questa maglietta è semidistrutta e sento un po freddo. "

A prescindere se accettavano o no Mary era pronta a unirsi al gruppo per arrivare in cima e cercare la sua Lucil.
Ultima modifica di ErFoxi il 30/09/2015, 6:14, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #11 della Pagina da Near_10 » 27/09/2015, 23:23

Mi trovavo all'interno di un grande salone circolare, esso era caratterizzato da 4 portoni, ognuno alla base di un'elevata colonna, avevo un obiettivo, ovvero quello di consegnare un misterioso scrignetto ad una persona, questo compito mi fu affidato da Fidelio, un simpatico vecchietto conosciuto a Toroa.
Mi ritrovai in questo salone dopo essere entrato nella Panda Melody, questa nave fu soggetta ad una "trasformazione", la causa della mia presenza qui, fortunatamente non ero l'unico a condividere questa misteriosa stanza, davanti a me c'era un ragazzo nella mia stessa situazione. Gli rivolsi qualche domanda circa il luogo in cui ci trovammo, ma non riuscì a rispondere a nessuna delle mie domande, anche lui era appena giunto in quel posto, e anche lui aveva come obiettivo la scalata della torre.

<< Bene, quindi nessuno di noi due conosce questo luogo, poco importa visto che entrambi abbiamo intenzione di oltrepassare uno di quei quattro portoni, anche io ho deciso di attraversare quello con la spirale, é il simbolo che mi piace di più tra quei quattro, perciò voglio seguirlo, questo é l'unico motivo. Ah, a proposito, qual é il tuo nome? Tu puoi chiamarmi N. >>

Mi avvicinai e porsi la mano al ragazzo davanti a me, facendogli capire che mi sarei fidato di lui, ora stava solo ad egli decidere se seguirmi o non fidarsi del tutto. Mi sarei aspettato qualsiasi decisione, era la prima volta che ci incontravamo, non pretendevo grande fiducia, ma il mio carattere mi porta sempre a fidarsi degli altri.

Dopo la presentazione sentimmo un rumore provenire da vicino, come un sacco che cade per terra, quando mi girai vidi due persone accasciate al suolo, ma non feci in tempo a voltarmi in precedenza per scoprire da dove provenissero. La prima persona era completamente priva di sensi e non accennava a muoversi, la seconda dava qualche segno e buoni propositi i per rialzarsi.
Dalla tasca del primo uomo fuoriusciva un lumacofono la cui cornetta era alzata e dopo qualche secondo, sentii una voce maschile che comunicava attraverso l'oggetto.

Il messaggio era una chiara chiamata a tutti gli agenti della Marina, chiedeva rinforzi al fine di salvare i civili e catturare i colpevoli dell'accaduto. L'uomo sdraiato a terra era un marine, nessun dubbio, non poteva aver ricevuto quel Lumacofono casualmente. Pertanto anche la Marina aveva qualche agente all'evento sulla Panda Melody.
Per quanto riguarda l'altro uomo, non potei stabilirne subito l'origine, poteva trattarsi di un marine come di un pirata, la mia testa optava per la prima soluzione visto che era giunto qui insieme al marine, ma questa fu solo un'ipotesi.

I due uomini non furono l'unica sorpresa, poco dopo scorsi attraverso la porta d'entrata della torre una sagoma di una persona, sembrava intenzionata ad entrare nella stanza. Chi era? Quali erano le sue intenzioni? Mi preparai mentalmente ad ogni evenienza. Quel giorno fu pieno di incontri imprevisti, dopo che la persona attraversò la porta riuscii a vedere di chi si trattasse. Era una ragazza, non so come ma anche lei era giunta in quel posto, entrò guardandosi attorno e studiando la grande sala circolare. Rivolsi un sorriso alla ragazza.

<< Allora, fammi indovinare: Sei salita sulla Panda Melody, e dopo aver sentito un assordante suono di chitarra elettrica ti sei ritrovata qui senza sapere che cosa fosse successo attorno a te giusto? Che ne diresti di oltrepassare uno di quei portoni e scalare la torre? >>
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #12 della Pagina da Edzard » 28/09/2015, 13:56

Avevo una certa fretta. Volevo iniziare la scalata il prima possibile, così da arrivare in cima alla torre abbastanza velocemente. Potevo scegliere tra quattro strade, però c'era qualcosa che mi diceva che nessuna delle quattro fosse quella giusta. C'erano cinque persone sul palco principale e quattro strade. Ognuna delle quali poteva portarmi chissà dove. A questo punto era lecito pensare che nessuna delle quattro fosse quella giusta per arrivare da Steen, comunque non avevo altra scelta. Dopo che avevo risposto alle domande dell'altro ragazzo, gli indicai la strada per la quale volevo incamminarmi. Lo guardai negli occhi, per vedere quale sarebbe stata la sua decisione.

Quello che fece poco dopo mi prese alla sprovvista. Si presentò e la cosa che mi colpì fu il fatto che si avvicinò e allungò la mano, in segna d'intesa. In quel momento fui pervaso dai ricordi. Era da tanto tempo che nessuno mi porgeva la mano in segno di fiducia. Ero incredulo, scioccato, bloccato. Avevo lo sguardo perso nel vuoto, non sapevo cosa fare.

"E adesso? Come fa a fidarsi così degli altri? Sembra l'opposto di me. Siamo solo noi due in questo strano posto e dobbiamo entrambi arrivare alla cima di questa torre. Voglio provare a fidarmi, almeno un po. Si! Collaborerò con questo ragazzo, e man mano che lo conosco, forse potrò arrivare al punto di fidarmi del tutto."

Lo guardai di nuovo. Ora avevo uno sguardo decisamente più presente. Allungai la mano con un po d'indecisione, ma poi gliela strinsi.

Piacere di conoscerti N. Io sono Edzard. Ora procediamo con la scalata?

Dissi girandomi verso il portone. Stavo per iniziare a camminare quando sentii un rumore, come se qualcosa fosse caduto vicino a noi. Mi guardai attorno e vidi due persone che erano caduti da chissà dove. Anche loro avevano subito il nostro stesso destino. Uno dei due però era privo di sensi, forse cadendo aveva battuto la testa. Invece l'altro sembrava stare bene, per quanto potesse stare bene una persona dopo una caduta. Chi erano e cosa ci facessero li era un mistero, come tutto il resto.

L'uomo che aveva perso i sensi, aveva perso anche un lumacofano. Lo guardai attentamente, e vidi che c'era il disegno di un gabbiano. Non c'erano dubbi, uno di quei due era un marine e poco dopo ne ebbi la conferma, dato che il lumacofano aveva la cornetta alzata, e si sentii un messaggio destinato a tutti i marine. Un marine che girava da solo? Non mi sembrava possibile. Due persone. Uno dei due era un marine di certo, ma l'altro? Che fosse un suo collega, oppure si trattava di una persona che era arrivata li per caso?

"Non voglio investigare. Non voglio sapere se è un marine o no. Non hanno mai fatto niente per aiutarci, li odio!"

Guai verso N e vidi che dietro di lui, appena fuori dalla torre c'era un altra persona. Quest'ultima era una ragazza. Anche lei nonostante la caduta sembrava stare "bene", o almeno riusciva a stare in piedi ed a camminare. Cominciavano ad esserci troppe persone. Avevo deciso di fidarmi di N, ma li c'erano altre due persone, più una svenuta. Di quella svenuta non m'interessava, dato che era un marine. Restavano gli altri due, la ragazza e il possibile Marine.

"Dannazione! E ora cosa faccio?"

Non sapevo cosa fare. Non riuscivo a fidarmi anche degli altri due, ma allo stesso tempo c'era qualcosa che iniziava a muoversi dentro di me e che cominciava a dirmi che non potevo lasciarli la. Che diavolo mi stava succedendo? Sembrava che dentro di me stavano cercando di riaffiorare certe emozioni e modi di pensare, che avevo sepolto nel corso tempo.

"Da quando? E da quanto? No! Non ora! Non posso entrare in crisi. Devo andare avanti, ma non posso lasciarli qui."

L'incontro con N, stava facendo scattare qualcosa dentro me. Dovevo rimettermi in marcia, ma prima decisi di fare una cosa.

Allora, noi abbiamo deciso d'iniziare la scalata e abbiamo scelto la terza colonna, ovvero quella dell'aspirale. Se volete seguirci bene, sennò vedete voi quale strada intraprendere. Comunque vada buona fortuna ad entrambi.

Mi girai verso il portone della terza colonna e iniziai a correre, senza girarmi. La mia o nostra scalata era iniziata. Ora dovevo continuare ad avanzare. Dritto alla meta e conquista la preda.


Scalare la torre in gruppo doveva essere per forza più facile, ma il mio carattere, il mio passato non me lo permetteva. Dovevo fare le cose a modo mio, come m'era stato insegnato. Però per quanto tempo avrei continuato a comportarmi così?
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #13 della Pagina da Zampa313 » 29/09/2015, 7:19

Era la prima licenza per Ryoma. Nonostante fosse da poco diventato una recluta all'Accademia quando aveva sentito parlare dell'evento organizzato dalla Doskoi Panda non aveva resistito alla tentazione ed era partito con il primo veliero disponibile.

La Panda Melody, era in quella stupenda nave che era stata organizzata quella festa. Mentre si guardava attorno Ryoma notò che molti dei marine che avevano viaggiato con lui si trovavano lì.
In quel momento il signor Apollo, uno degli organizzatori dell'evento, stava parlando agli invitati ma Ryoma non sembrava molto interessato al discorso. Al contrario una melodia particolare attirò la sua attenzione, nonostante non capisse da dove proveniva quel suono.

Mentre si godeva la festa un uomo, un marine per l'esattezza, attaccò bottone con Ryoma.

Ryoma: Eh già,sono una nuova leva. Da poco ho cominciato la mia nuova vita all'accademia. Ma non credere che rimarrò una recluta per molto; presto il mio nome sarà sulla bocca di tutti.

Ryoma prese un altro bicchiere di champagne.

Ryoma:Alla Salute! E si scolò tutto il bicchiere in un paio di rapidi sorsi.

Ryoma:Sì davvero niente male come diversivo. Musica, alcol e soprattutto belle donne!

Mentre parlavano Apollo era tornato sul palco e stava dando dimostrazione delle capacità della nave. Capacità che, a ragione, lasciarono di stucco Ryoma. Ma non tanto quanto quello che stava per accadere. Il marine con cui stava facendo conversazione non fece in tempo a finire di presentarsi che il pavimento sotto i loro piedi si infossò lasciando i due marines in caduta libera.

"Ma porc-! Che diavolo succede!? Perchè stiamo cadendo?"

Mentre cadeva Ryoma poté osservare che quello che era capitato a loro stava succedendo un po' dappertutto. La nave sembrava come prendere vita e rimodellarsi a suo piacimento. Poi solo il caos, non riuscì a capire più nulla. Tranne quando atterrò sul suo posteriore.

Ryoma:Ahia! Che botta!.......Ma dove sono finito?

Era in un salone alla base della torre che si era creata. Davanti a lui altre due persone e quattro porte.

Una voce accanto a lui attirò la sua attenzione. Il marine con cui aveva parlato fino a poco fa era a terra privo di sensi ma il suo lumacofono funzionava perfettamente trasmettendo un messaggio della Marina.

Ordini. Da dove si trovava non poteva certo aiutare a mettere in sicuro i civili ma poteva sicuramente provare a fermare i responsabili. Dai maxischermi poteva vedere chiaramente di chi si trattava e dove si trovavano:in cima alla torre.

Fece in modo di mettere comodo il compagno svenuto e, senza farsi notare, prese il lumacofono dato che era l'unico modo per mettersi in contatto con i suoi superiori e, nel caso, chiedere rinforzi.

"Ok amico. Rimani qui a riposare, al resto ci penso io."

Fortunatamente quella sera Ryoma non aveva messo la divisa ma uno dei suoi kimono preferiti, nero con un drago dorato ricamato a mano sulla schiena, oltre ad un paio di pantaloni e degli stivali e per concludere il tutto una bella cintura di stoffa gialla.

Ryoma:Ok, vediamo di fare qualcosa per sistemare questo casino.

Si avvicinò alle altre tre persone presenti nella sala, già tre perchè poco prima era arrivata anche una ragazza.

"Non so niente di queste persone ma sono gli unici compagni che ho a disposizione. Per quello che ne so potrebbero essere civili, o anche dei pirati. Meglio evitare di rivelare che sono un Marine per il momento."

Ryoma:Ehilà, un gran bel casino non trovate. E a quanto pare siamo gli unici che possono fare qualcosa. Ah ma che maleducato, non mi sono presentato. Piacere di conoscervi io sono Oda Ryoma.

Uno dei due ragazzi che erano là prima dell'arrivo di Ryoma li informò delle loro intenzioni: scalare la torre. E per iniziare avevano scelto la porta della spirale.

"Ehi un momento. Quei simboli sulle colonne mi sembrano familiari. Ma dove li ho già visti?" Poi l'illuminazione. "Ma certo! Gli strumenti dei compagni di quel pel di carota! Sembra che ognuno di questi simboli possa rappresentare uno di quei strumenti."

L'idea di proseguire in gruppo non era male quindi Ryoma si uni a quei due.

Ryoma:Bene!Allora vengo con voi!

E via che si iniziava la scalata della torre.
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Se dovessi fare un viaggio, dove ti piacerebbe andare?
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #14 della Pagina da DeathBeat » 02/10/2015, 17:08

I pirati e il marine decisero infine di salire insieme in cima alla torre, scegliendo la strada che si trovava dietro la porta col simbolo a spirale. Anche Mary si unì al gruppo, dopo aver inutilmente cercato la sua amata chitarra Lucil all’interno della stanza che però era completamente spoglia di qualsiasi oggetto o arredamento, di conseguenza le ci era voluto poco per rendersi conto che non era lì che l’avrebbe trovata.

Così il gruppo aprì la porta, e non appena lo fecero su di essa comparve la scritta lampeggiante OVERTURE, e qualcos’altro di strano accadde. Un rumore secco fece voltare i quattro, che videro che sulle altre colonne, quelle le cui entrate avevano scartato, era apparso un numero, il 10. Poi quel numero sparì, e venne sostituito da un 9, il quale venne in un secondo scalzato da un 8… si trattava di un conto alla rovescia! Intanto le porte associate al countdown lampeggiavano a intermittenza, sempre più velocemente man mano che avanzava il timer. E via con 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1… Scaduto il tempo le tre porte si schizzarono verso l’alto lungo le colonne, sparendo nel soffitto, come se scorressero sulle colonne che le portavano. In realtà erano le colonne ad essersi elevate verso l’alto, emergendo ulteriormente dal pavimento, al di sotto del quale dovevano avere fondamenta ben lunghe, per poi infilarsi nel soffitto.

In seguito i quattro varcarono la soglia che avevano spalancato. Davanti a loro trovarono una specie di scala a chiocciola che saliva lungo l’interno della colonna, solo che tale scala non presentava gradini dove mettere piede, ma era completamente liscia, come uno scivolo. Tuttavia non ci sarebbe stato bisogno di camminare, perché non appena i quattro entrarono, la porzione di pavimento che sottostava alla scala si sollevò, formando una piattaforma che cominciò automaticamente a slittare lungo quello scivolo a chiocciola, trasportandoli tutti e quattro in alto. Nel mentre si udivano intensi suoni meccanici. Tutti coloro che erano rimasti fuori poterono assistere a un rimodellamento nella struttura della torre, che riguardava in particolare la parte appena sovrastante la sua base. Tuttavia essa non variò in altezza.

Dopo essere salito di un po’, la corsa si arrestò, e il gruppo si trovò in un nuovo ambiente.

Una stanza completamente buia, e completamente avvolta nel silenzio. Era cessata infatti la musica assordante suonata dal gruppo di Steen fino a poco prima. I quattro se ne stettero per un attimo lì, avvolti nell’oscurità, finché un faro non proiettò un fascio di luce su di un punto ben preciso della nera stanza, rivelando la presenza di una persona.

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La donna fu subito riconosciuta dai pirati, come anche lo strumento che portava con sé, lo stesso che stava suonando quando era apparsa sugli schermi insieme agli altri. Appena sotto di lei altre luci si accesero, formando delle scritte.

Iron Mercury
Spiralarco
Overture – L’ascesa


Subito dopo si resero conto che ognuno di loro si stava spostando e allontanandosi dagli altri, pur tuttavia rimanendo fermo sul posto… era il pavimento che si stava muovendo! In un attimo ognuno vide sparire i propri compagni nell’oscurità, ma presto li avrebbe rivisti. Un istante dopo tutte le luci della stanza infatti si accesero contemporaneamente, rivelando ai quattro l’architettura di quell’ambiente. Si trattava di una grossa stanza circolare, di grandezza paragonabile a quella in cui si trovavano precedentemente, sebbene le dimensioni e la forma perimetrale fossero l’unica cosa in comune.

La prima cosa che sarebbe spiccata all’occhio di chiunque stava infatti nel pavimento della stanza, che in realtà era assente, almeno come superficie continua e omogenea, presentando essa invece una numerosa serie di piattaforme circolari sospese su un vuoto del quale non si riusciva a vedere il fondo, appese a degli spessi cavi metallici di colore ramato tesi dal soffitto e disposte in file circolari e concentriche, situate attorno a un fuoco nel quale si trovava Iron Mercury, la quale stava in piedi non su una piattaforma simile alle altre, ma invece su quella che dava l’idea di essere un’enorme matassa di fili multicolori attorcigliati disordinatamente, i quali salivano poi fino al soffitto perdendosi tra gli ingranaggi e le leve che vi si trovavano esposte, ma che si attorcigliavano anche attorno alle sue gambe, e parevano penetrare sotto il suo vestito, quasi facessero parte del suo corpo.

La donna non proferì parola, ma prese semplicemente in mano il suo strumento, cominciando a suonare l’annunciata overture:

[+] Spoiler
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Le pareti erano costellate di lumacamere, lumacofoni altoparlanti e un lumaproiettore che lanciava su di uno schermo posto sulla parete l’immagine degli altri 4 musicisti in cima alla torre. Anch’essi stavano suonando il loro strumenti, accompagnando in tal modo la loro compagna, la quale giocava però il ruolo di protagonista in quel brano musicale. Suonava con gli occhi chiusi, senza quasi curarsi dei due pirati lì presenti, completamente presa dalla coinvolgente musica che scaturiva dai movimenti delle sue mani, i quali accompagnava con accentuate movenze del busto e della testa, rimanendo comunque sempre ferma con le gambe.

Non appena la musica cominciò, le piattaforme appese ai cavi cominciarono a muoversi, per la precisione a ruotare circolarmente intorno al centro della stanza, nel quale si trovava la donna, un po’ come in uno di quei giochi che si appendono sulle culle dei neonati, e che girano quando li si spinge. Ad ogni modo, le file di piattaforme nella stanza ruotavano alternandosi in un senso e nell’altro, invertendosi di volta in volta man mano che ci si avvicinava al centro: la fila più larga girava in senso orario, quella successiva in senso antiorario, quella dopo di nuovo orario, e l’ultima, la più interna, ancora antiorario.

Vi era però un’altra cosa degna di attenzione: fin dall’inizio si potevano notare pendere dal soffitto delle matasse di fili poste ad altezza d'uomo, formata ognuna da stringhe di colore diverso dall’altra, e differenti anche dai tralicci che reggevano le piattaforme: una era formata da fili blu, un'altra verdi, un'altra rossi, un'altra ancora gialli. Quegli stessi colori li si poteva vedere tra i fili che si avvinghiavano alla matassa sulla quale stava la donna e al suo corpo, per poi salire fino al soffitto. Da ognuna di queste quattro matasse cominciarono a srotolarsi delle stringhe di colore corrispondente, le quali, muovendosi nell’aria con movimenti serpeggianti, cercarono d’avvinghiare i tre pirati e il marine.

Subite tutti:
Stringa a spirale: ATK 0 VEL 30
Effetto: Non è possibile parare questo attacco con tecniche di difesa, ma solo schivare. Se va a segno non causa danni, ma infligge lo status “Cattura”.


Dovevano scansare quel colpo, ma per farlo sarebbero dovuti saltare su un’altra piattaforma, perché rimanendo su quelle su cui si trovavano sarebbero di certo stati avvolti.

Intanto, man mano che quei fili colorati si allungavano, srotolandosi dalle loro matasse che di conseguenza si rimpicciolivano, si poteva notare che esse presentavano al loro interno qualcosa di solido e compatto, come una specie di rocchetto…

- Qui riporto la vostra disposizione sulle piattaforme, indicate in bianco. Gli spazi neri sono vuoti, non ci sono superfici sulle quali camminare, sotto c’è il vuoto. La stanza sarebbe in realtà rotonda, ma l’ho fatta quadrata per comodità. I punti colorati sono le matasse dalle quali escono i fili che vi attaccano.
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- Gli spostamenti su questa griglia seguono le regole generali per il TvT, ovvero ci si può spostare di 2 quadretti in verticale e orizzontale, ma solo 1 in obliquo, con la differenza che in questo caso saltate da una piattaforma all’altra, non camminate su un terreno stabile, quindi ovviamente il vostro movimento dovrà finire su una casella occupata da una piattaforma, se finisse su uno spazio nero cadreste nel vuoto, cosa che vi sconsiglio.

- Come ho detto nel post, le piattaforme si muovo circolarmente, con la velocità di spostamento di un quadretto per turno, secondo questo schema:
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Ad ogni mio post aggiornerò la disposizione delle piattaforme sulla griglia, quindi l’assetto del campo di battaglia cambierà continuamente. Per farvi un esempio, la casella bianca che ora sta in A1 al mio prossimo post la sposterò in A2, quella in A3 in A4 e così via. Voi verrete spostati insieme alla casella sulla quale vi trovate, pianificate bene i vostri movimenti pensando anche a come si muoverà la griglia, e attenti a non infilarvi in futuri vicoli ciechi.

- Se schivate l’attacco che state subendo dovrete farlo abbinando alla schivata un movimento su un’altra piattaforma, secondo le modalità riportate nel regolamento del TvT. Rimanere su una piattaforma equivale a fallire la schivata e ad essere avvinghiati dai fili.

- Per i vostri attacchi valgono le normali regole del TvT, potete attaccare qualsiasi bersaglio si trovi a portata delle vostre armi, qualsiasi sia la casella su cui si trovi.

- La vostra avversaria si trova su un ipotetico quadretto al centro della griglia, non potete raggiungerla con attacchi ravvicinati ma solo a distanza, il raggio per colpirla equivale a quello necessario per raggiungere il quadretto più lontano da voi dei 4 centrali, cioè E5, E6, F5, F6.

- Zampa, puoi aggiungerti il lumacofono agli oggetti, è uno di quelli semplici acquistabili.

- Credo sia tutto, a voi.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #15 della Pagina da ErFoxi » 04/10/2015, 12:24

Di comune accordo si era deciso di procedere aprendo la porta con il simbolo della spirale , l' importante per me era recuperare Lucil ed aver compagnia nell' esplorazione della torre non era poi una brutta idea.


" ma che diavolo succede "

Eslamai dopo aver udito un forte rumore e aver visto comparire il conto alla rovesca sulle altre porte non scelte.
Non ebbi il tempo di elaborare nulla che il conto alla rovescia termino e improvvisamente le altre porte schizzarono verso l' alto.

§ Maledizione e se ci fosse stata Lucil su una di quelle porte §

Pensavo in quel momento con un po di frustazione nel sapere che non avevo potuto fare nulla.
A quel punto non avevamo altra scelta che entrare sull' unica porta rimasta.
La prima cosa che vidi appena entrata era la scala a chiocciola che andava verso l' alto.
Non feci in tempo a fare un ulteriore passo all' interno che la piattaforma dove ci trovavamo iniziò a salire in alto lungo le scale a chiocciola.

" incomincio a odiare tutte queste sorpresa "

Dissi mentre la piattaforma ci portava sempre più in alto , poi si fermò e ci trovammo in un nuovo ambiente completamente al buio.
Buio che durò però pochi istanti , successivamente si accese una luce al centro e comparve una delle figure femminili che avevo gia visto in precedenza sul maxischermo , e probabilmente tutto questo macello era nato per colpa loro.
Ero abbastanza stufa di questo loro gioco , io ero andata a quella serata per sentire della buona musica , e non per ritrovarmi catapultata in alto e poi caduta a terra senza una spiegazione apparente.

Iron Mercury
Spiralarco
Overture – L’ascesa


appena comparsa quella scritta accanto a quella figura femminile successe ancora un altra cosa importante , pian piano mi separai dai miei compagni di fortuna e quando finalmente la stanza si illuminò mi ritrovai lontana dagli altri.
Stavo per fare un passo per avvicinarmi a loro quando sotto i miei piedi sentii il vuoto.

" Dannazione "


Eslamai una volta ritrovato l' equilibio , il pavimento non c' era più , al suo posto tante piccole piattaforme distanti una dall' altra.
Mercury iniziò a suonare una bellissima melodia con il suo strumento e su un grande schermo in alto potevo vedere che anche gli altri "membri" del gruppo suonavano con lei.
Per nesanche un secondo credevo che tutto questo trambusto era stato sollevato solamente per assistere ad un concerto.
le piattaforme iniziarono a ruotare in modo diverso fila per fila , ovviamente anche io iniziai a ruotare con la piattafornma dove mi trovavo e la cosa non mi piaceva per niente , l' unica cosa positiva di tutto quello che stava succedendo era la bellissimima musica che stavo in quel momento ascoltando.
Neanche avevo avuto il tempo di apprezzare questo lato positivo della situazione che da quei lacci di colore blu che stavano qualche piattaforma di distanza da me uscirono delle siringhe che tentarono di colpirmi.

Fase di difesa
[+] Spoiler
Statistiche iniziali
Atk 55
Dif 30
Vel 60
PV 40
PT 40

si difende con:

-Balzo felino: (Mary evita l' attacco balzando verso un altra piattaforma adiacente)
(Vel + 17 – Pt 1)

[ PT 40 - 1 = 39 ]
[ Vel 60 + 17 = 77 ]
[ attacco nemico: vel 30 - 77 ( difesa) = attacco evitato ]
[ si sposta da I9 a H8


Con un po di agilità riuscii a evitare di essere colpita dalle siringhe che colpirono la piattaforma che avevo in precedenza lasciato con un balzo felino.
Tutto questo doveva finire avevo raggiunto davvero il limite alla sopportazione , volevo recuperare solamente la mia chitarra ed ora mi ritrovavo in pericolo di vita.

Fase di attacco
[+] Spoiler
Statistiche iniziali:
Atk 55
Dif 30
vel 60
PT 39
PV 40

Arma 1:Ebony & Ivory: Una coppia di pistole M1911, una bianca ed una nera, progettate personalmente per Mary per avere capienza e potenza di fuoco superiori alle pistole convenzionali.
Le due pistole sparano proiettili particolari sia per la distanza che percorrono sia per la precisione con cui ditruggono le coperture naturali.
Effetti: Gittata aumentata 2 ; Spezzacopertura 2
(ATK +8, DEF +1 - Arma metallica) - (Arma a Distanza) [25.000 Berry])

capacità:
[+] Spoiler
Estrazione rapida: Il cecchino è in grado di estrarre le armi e sparare il più velocemente possibile con una precisione assoluta, una tecnica che si rivela molto utile in qualunque situazione.
Effetti: Dona un bonus di +10/15/20 ATK (da scegliere al momento dell’inserimento della tecnica in scheda) al valore finale di tutte le tecniche portate con armi dalla distanza.
Costo: 2 PT a turno

[ PT 39 - 2 = 37 ]


Talento:
[+] Spoiler
conoscenze balistiche

Il personaggio ha una straordinaria padronanza con le armi dalla distanza.

Requisiti: Nessuno.

Effetto: La gittata finale delle vostre tecniche a distanza aumenta di 1


-pioggia di benvenuto: (Mary prende la mira e da il benvenuto alla sua avversaria sparando due colpi ben assestati e precisi all' indirizzo della sua gambe.)
-Gittata: Distanza
-Effetti: Colpo Gambizzante: Proiettile sparato contro le gambe nemiche in modo da gambizzarlo. Utilizzabile solo con tecniche dalla distanza. Se la tecnica va a segno infligge all'avversario un malus di -4/6/8 VEL nel turno successivo e la sua capacità di spostamento sarà dimezzata. Massimo 4 volte a combattimento. (Costo: 2 PT)
(Atk +21, Vel +16 – Pt 1)

[ PT 37 - 1 - 2 = 34 ]
[ atk 55 + 10 ( capacità ) + 8 ( arma ) + 21 ( tecnica ) = 94 atk totale
vel 60 + 16 ( tecnica ) = 76 vel totale ]
[ gittata 2 quadretti + 2 ( gittata arma ) + 1 ( talento) = 5 caselle ( Da H8 colpisce F6) ]

Statistiche finali:

Atk 55
Dif 30
Vel 60
PT 34
PV 40


" Ora basta prendi questo. "

Dissi infine sparando due colpi con le mie bellissime pistole che tenevo ferme sotto il pantalone ad altezza della vita , avevo mirato precisamente alle gambe sperando che il mio colpo andasse a segno.
Ultima modifica di ErFoxi il 04/10/2015, 12:31, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #16 della Pagina da Near_10 » 04/10/2015, 21:02

Dopo che tutte le persone presenti nella sala si presentarono, procedemmo con la scalata della torre, tutti e quattro decidemmo di varcare la porta della spirale, in 4 avremmo risolto la questione più facilmente, lo scrignetto che avevo in tasca iniziava a pesare sempre di più, mi sentivo in dovere di consegnare l'oggetto alla ragazza dai capelli arancioni, la quale era situata in cima alla torre.
Non appena aprimmo la porta, un rumore assordante si propagò nell'aria attirando la nostra attenzione, quando ci voltammo, riuscimmo a vedere un numero sulle altre tre colonne, ma presto venne sostituito da un altro, e poi da un altro ancora, si trattava di un conto alla rovescia.
A tempo scaduto, le colonne delle porte iniziarono a sollevarsi da terra, per poi schizzare verso l'alto a velocità estrema. Dopo qualche secondo, la sala si ritrovò priva di tre colonne, e ci rendemmo conto di aver un'unica scelta, ovvero quella di proseguire attraverso la porta davanti a noi.

<< Questo posto non finirà mai di stupirmi... Ma a pensarci bene, non vedo l'ora di avventurarmici." >>

Come sempre mi sentii pieno di entusiasmo, e fremevo dalla voglia di gettarmi in quel posto misterioso.
Attraversammo la porta senza indugio e dopo qualche secondo ci ritrovammo davanti una scala a chiocciola che saliva lungo l'interno della colonna, ma non presentava nessun gradino, era completamente liscia. Prima che potessimo trovare il modo di attraversarla, udimmo dei suoni meccanici in tutto il posto, e successivamente il pavimento sottostante alla scala si sollevò a formare una piattaforma, che cominciò ad innalzarsi lungo la scala e a trasportarci verso l'alto.
Come in un'ascensore la piattaforma continuava a salire fino in cima, ma si fermò prima del capolinea, ci ritrovammo in una stanza buia e silenziosa, non riuscii a notare niente né tantomeno ad udire nessun suono, persino la musica prodotta dagli individui in cima alla torre era cessata.

<< C'é nessuno? >>

Le mie parole si dispersero nel vuoto della sala, guardai i miei compagni in cerca di qualche risposta, ma sembrava che anche loro non sapessero inquadrare bene quel posto.
Ad un certo punto un fascio di luce di un proiettore illuminò il centro della stanza, l'attenzione cadde proprio sulla figura sotto il proiettore, si trattava di una donna situata in una piattaforma al centro della sala con in mano il suo strumento musicale, sotto di lei alcune luci si accesero formando delle scritte, potei leggere chiaramente il suo nome: Iron Mercury. Quella donna faceva parte del gruppo dei responsabili visti sugli schermi, la riconobbi subito non appena la vidi, anche i miei compagni sembravano averla riconosciuta.

Ad un certo punto fui allontanato dai miei amici, nessuno di noi si mosse, ma bensí il pavimento, il quale era formato da molteplici piattaforme che si divisero allontando ognuno di noi dal centro della sala.
Dopo qualche secondo la stanza venne illuminata, riuscii a notarne l'architettura, si trattava di una sala circolare e il pavimento consisteva in piattaforme separate le une dalle altre dal vuoto, sembravano fluttuare, non osai immaginare a che cosa sarebbe successo se fossi caduto di sotto. Riuscii a ritrovare i miei compagni sparsi per tutto l'ambiente, essi stavano osservando la ragazza al centro di tutto, la quale cominciò a suonare il suo strumento emettendo un'ottima musica. Non appena svolse quella azione, le piattaforme su cui ci trovavamo iniziarono a muoversi attorno al centro, le file di piattaforme ruotavano in senso alternato.
Alcuni lumaproiettori rappresentavano l'immagine dei quattro musicisti in cima alla torre, che accompagnando Mercury iniziarono a suonare i propri strumenti musicali.

"Bene, che situazione insolita, per proseguire nella nostra scalata dobbiamo sconfiggere quella lì... Diamoci da fare!"

Oltre alla struttura dell'ambiente, notai alcuni agglomerati di fili appesi al soffitto, ognuno di diverso colore. Uno di quei cosi era proprio sopra la mia testa, e dopo qualche secondo, si srotolarono dall'agglomerato delle stringhe rosse, le quali erano dirette proprio verso di me con l'intenzione di catturarmi.
La piattaforma su cui mi trovavo era troppo piccola per permettere uno spostamento, pertanto l'unico modo che avevo per evitare il colpo era quello di spostarmi su un'altra piattaforma.

Fase di Difesa
[+] Spoiler
N cerca di schivare Stringa a Spirale:

-Hokuto Shinken Kūkyoku Ryūbu (Il Ballo del Divino pugno di Hokuto): Tecnica che consente di evitare i colpi dell'avversario muovendosi lungo la direzione dell'aria.
(Vel + 13 – Pt 0,5)

(VEL): 70(base) + 13(tecnica) = 83

(PT): 40 - 0,5 = 39,5

83 > 30 = Schivata riuscita

N si sposta da B9 a C8


Riuscii a scansare il colpo saltando in un'altra piattaforma e cercai di attaccare la ragazza al centro non molto distante da me, lei era la responsabile di tutto questo, se volevo compiere la missione affidatami da Fidelio, avrei dovuto sconfiggere tutti quelli che si paravano sulla mia strada.

<< Togliti di mezzo! >>

Fase di attacco
[+] Spoiler
N attacca Iron Mercury:

N usa una tecnica di supporto:

Spirito combattivo: Il lottatore è abituato a non cedere mai, il combattimento è la sua vita ed è questo suo credo a renderlo più forte, grazie a questo sviluppa la sua aura combattiva che permette di potenziarne le abilità fisiche.
Effetti: Dona un bonus di +10/15/20 ATK al valore finale di tutte le tecniche portate senz'armi.
Costo: 2 PT a turno.

N attacca l'avversario:

-Hokuto Ryū Geki Ko ( La Tigre di Hokuto che annienta il Drago ): Tecnica che consiste in una raffica di potenti calci diretti agli tsubo localizzati nel busto.
-Effetti: Espansione dell'aura: Un lottatore esperto incanala il proprio spirito nel corpo riuscendo a scagliare potenti onde d'urto. Utilizzabile solo con tecniche ravvicinate. La tecnica può colpire come se fosse dalla distanza. Massimo 1/2/3 volte a combattimento. (Costo: 2 PT)
(Atk +23, Vel +14 – Pt 1)

(ATK): 45(base) + 10(tecnica di supporto) + 23(tecnica) = 78
(VEL): 70(base) + 14(tecnica) = 84

(PT): 39,5 - 2 - 1 - 2 = 34,5


Attaccai Iron Mercury con molta forza, sperando che il colpo andasse a segno. Ero ancora lontano dal mio obiettivo, ma ero sicuro che prima o poi l'avrei raggiunto.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #17 della Pagina da DeathBeat » 14/10/2015, 9:21

N e Mary si dimostrarono assai agili, riuscendo ad evitare con dei rapidi balzi il tentativo della donna di intrappolarli coi suoi fili colorati. Diversi furono invece i destini dell’altro pirata e del marine.

Edzard si vide afferrare per le gambe e tirare via dalla sua piattaforma, per essere poi lasciato cadere nel vuoto. Dopo essere precipitato nell’oscuro pozzo, il giovane sbatté violentemente contro una superficie solida, perdendo i sensi.

Edzard è escluso dalla quest.


Anche Ryoma venne avvinghiato da un filo, riuscendo però ad evitare, grazie alla sua tempra, di essere trascinato via, rimanendo comunque impossibilitato a muoversi.

Ryoma subisce lo status “Cattura”, che permarrà finché non si libererà di sua iniziativa.


Le Stringhe verdi lo stringevano strettamente, non solo impedendogli di muoversi, ma anche causandogli forti dolori e ferite, per ora solo superficiali.

Ryoma subisce 5 PV di danno.


In quello stesso momento, gli attacchi sferrati da N e Mary stavano per raggiungere Iron Mercury. Lei continuava a suonare, e seguendo il suono della musica le stringhe rosse, blu e gialle, ovvero quelle che avevano appena attaccato N, Mary e Edzard si ritirarono improvvisamente ognuna in direzione del rocchetto da cui proveniva, mentre nel contempo dall’altro capo si srotolavano da esso venendo tirate verso il soffitto, ricomparendo proprio nel punto in cui si trovava Iron Mercury.

Disponendosi davanti alla loro padrona, le stringhe di tre colori diversi cominciarono a intrecciarsi fra loro secondo due direzioni, una verticale e una orizzontale, proprio come i fili che compongono la stoffa di un indumento, arrivando infine a formare una superficie omogenea, dalla forma che ricordava vagamente quella di uno scudo, screziato di macchie rosse, gialle e blu. Sia l’onda d’urto di N che i proiettili di Mary andarono a impattare quella superficie compatta ma elastica, venendo sbalzati via prima di riuscire a raggiungere il loro reale obbiettivo, la donna che si celava dietro la copertura.

In quel momento si poteva notare chiaramente che delle matasse colorate dalle quali erano partiti gli attacchi non rimanevano che nudi rocchetti metallici pendenti dal soffitto, ognuno appeso a una sola stringa colorata. Tali rocchetti eranono di forma cilindrica, e presentavano delle viti a farfalla alle estremità, come quelle che si trovano sugli strumenti musicali a corda, e si girano quando si vuole allentare o stringere una stringa. E difatti subito dopo si videro le varie viti girare da sole, riprendendosi i fili colorati che avevano ceduto, i quali si ritirarono dallo scudo, che si sfaldò, tornando ad avvolgere i rispettivi rocchetti, i quali sembravano avere un ruolo importante nel controllo di quei fili da parte della musicista.

Subito dopo tali fili tornarono ad attaccare N e Mary, allo stesso modo di prima.

N e Mary subiscono:
Stringa a spirale: ATK 0 VEL 30
Effetto: Non è possibile parare questo attacco con tecniche di difesa, ma solo schivare. Se va a segno non causa danni, ma infligge lo status “Cattura”.


Una sorte diversa toccò invece a Ryoma, che già era stato catturato. Mentre il filo verde continuava ad avvilupparlo, a lui si avvicinò anche quello giallo, che si avvinghiò in un modo particolare su sé stesso, fino ad assumere una forma simile a quella di una freccia, per poi scagliarsi contro il marine.

Ryoma subisce:
Stringa a freccia: ATK 70 VEL 50


Intanto le piattaforme, che avevano continuato a girare, si trovavano in posizioni ben diverse da quelle iniziali.

- Edzard è escluso per sua decisione. Spero che Zampa si rifaccia vivo, altrimenti dovrò escludere anche lui.
- 72 ore per postare.
- Questo è il nuovo assetto della griglia:

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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #18 della Pagina da Near_10 » 16/10/2015, 17:34

Durante il mio attacco riuscii a vedere per qualche secondo i miei compagni e le loro mosse, l'unica che riuscí a scansare quei fili fu la ragazza, Edzard venne scaraventato nel vuoto sotto le piattaforme e Ryoma fu avvinghiato dai fili, i quali non sembravano intenzionati a lasciare la presa.

Avevo già perso uno dei miei compagni, quando Edzard cadde giù si sentì un boato dopo qualche secondo, sperai che non si fosse fatto nulla di male, in quel momento non potei fare niente per aiutarlo, dovevo badare alla situazione intorno a me e ai miei restanti compagni, ma se fossi riuscito a superare gli ostacoli e a raggiungere il mio obiettivo, mi sarei fiondato alla ricerca di Edzard, non sono certo il tipo che abbandona i compagni. Anche Ryoma se la stava vedendo brutta, ma pensai potesse recuperare subito.

Dopo aver fatto il punto della situazione, mi concentrai sull'attacco e su quella brutta faccia di Iron Mercury, la quale sembrava avere il totale controllo dei fili presenti nella sala, infatti grazie a questa abilità riuscì a parare il mio colpo e quello della mia compagna, utilizzando quelle funi come scudo. Rimasi senza parole, credevo di essere veloce, ma evidentemente i fili di Iron Mercury lo furono di più, anche la ragazza affianco a me non sembrava cavarsela male nel combattimento, utilizzava due pistole come armi.
Purtroppo, nonostante le nostre abilità, l'avversaria rimase illesa.

<< Accipicchia, qui si fa sul serio... >>

La donna davanti ai miei occhi aveva una grande padronanza del suo strumento, dirigeva i fili dovunque voleva emettendo gradevoli suoni, ma col tempo iniziavano a darmi alla testa, la pazienza mi stava abbandonando. Quando prendeva il controllo delle funi, ,le matasse si dividevano, e lasciavano a nudo dei rocchetti sorretti da un'unica stringa. Sembravano essere la causa della reazione dei fili con i suoni di Iron Mercury, la mia attenzione si focalizzò su quegli oggetti cilindrici, che vennero coperti subito dopo dai fili dopo aver protetto Iron Mercury.

"Chissà che cosa succederebbe se li colpissi in pieno con i miei pugni... Potrei provare a farlo..."

Pensai di attaccare i rocchetti non appena i fili si fossero separati dall'origine, era l'unica soluzione, non avrei potuto attaccare direttamente la ragazza, a causa della sua abilità non sarei riuscito a penetrare la sua difesa.
Prima che potessi pensare ad altro i fili ritornarono alla carica cercando di avvinghiarmi.

Fase di Difesa
[+] Spoiler
N cerca di schivare Stringa a Spirale:

-Hokuto Shinken Kūkyoku Ryūbu (Il Ballo del Divino pugno di Hokuto): Tecnica che consente di evitare i colpi dell'avversario muovendosi lungo la direzione dell'aria.
(Vel + 13 – Pt 0,5)

(VEL): 70(base) + 13(tecnica) - 10(malus affaticamento) = 73

(PT): 34,5 - 0,5 = 34

73 > 30 = Schivata riuscita

N si sposta da D8 a C9


Dopo aver schivato nuovamente l'attacco mi rivolsi verso i miei compagni presenti nella stanza, prima al ragazzo preso in ostaggio dai fili e poi alla ragazza.

<< Come va tutto bene? Hai bisogno di una mano? >>

<< Ehi, potrei sapere il tuo nome? >>

Successivamente, non appena i fili si srotolarono dal soffitto per potere attaccare, approfittai di quel momento per attaccare quei rocchetti.

Fase di Attacco
[+] Spoiler
N attacca il rocchetto in C8:

N usa una tecnica di supporto:

Spirito combattivo: Il lottatore è abituato a non cedere mai, il combattimento è la sua vita ed è questo suo credo a renderlo più forte, grazie a questo sviluppa la sua aura combattiva che permette di potenziarne le abilità fisiche.
Effetti: Dona un bonus di +10/15/20 ATK al valore finale di tutte le tecniche portate senz'armi.
Costo: 2 PT a turno.

N attacca l'avversario:

-Hokuto Hyakuretsu Ken ( Il Pugno che crea cento lacerazioni ): Rapida successione di pugni indirizzati all'avversario.
-Effetti: //
(Atk +19, Vel +10 – Pt 0,5)

(ATK): 45(base) + 10(tecnica di supporto) + 19(tecnica) = 74
(VEL): 70(base) + 10(tecnica) = 80

(PT): 34 - 2 - 0,5 = 31,5


Sperai di aver trovato il metodo giusto per oltrepassare questo ostacolo inaspettato.
Ultima modifica di Near_10 il 16/10/2015, 18:32, modificato 2 volte in totale.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #19 della Pagina da ErFoxi » 16/10/2015, 17:55

Ivory e Avory non han quasi mai sbagliato un colpo , ed anche in questo caso han centrato in pieno la musicista al centro della sala , tuttavia quelle fastidiose siringhe spostandosi dalla loro posizione son andate tutte al centro ed han difeso con successo la loro padrona

Mary: " Maledizione non ci voleva proprio. "

Ero frustata di vedere che la mia offensiva è stata inutile tuttavia osservando meglio tutta la scena noto che ci sono dei rocchetti che si muovono alla base dello spostamento delle sirinche , forse è il punto debole.

§ attaccare lei è inutile quelle siringhe unite sono uno scudo impenetrabile , ma se colpiamo le siringhe alla base forse non potranno difendersi allo stesso modo , tuttavia daremo il fianco alla tipa al centro... §

Penso mentre elaboro una azione di nuovo quelle siringhe partono per la loro offensiva , l' agilita non è il mio punto di forsa ma riesco ancora a saltare su un altra piattaforma senza troppe difficoltà

Riepilogo:

atk 55
dif 30
vel 60
PM 34
PV 40

{ affaticamento - 10 vel difensiva }


Fase di difesa:

[+] Spoiler
-Balzo felino: (Descrizione, attenendosi alla gittata e agli effetti)
(Vel + 17 – Pt 1)

{ vel 60 + 17 ( tecnica ) - 10 ( affaticamento ) = 67 }
{ PM 34 - 1 = 33 }
{ si sposta da H7 a I8


Fase di attacco:

[+] Spoiler
Arma 1:Ebony & Ivory: Una coppia di pistole M1911, una bianca ed una nera, progettate personalmente per Mary per avere capienza e potenza di fuoco superiori alle pistole convenzionali.
Le due pistole sparano proiettili particolari sia per la distanza che percorrono sia per la precisione con cui ditruggono le coperture naturali.
Effetti: Gittata aumentata 2 ; Spezzacopertura 2
(ATK +8, DEF +1 - Arma metallica) - (Arma a Distanza) [25.000 Berry])

-pioggia di benvenuto: (Mary prende la mira e mira al rocchetto della sirimga rossa sparando due colpi ben assestati e precisi.)
-Gittata: Distanza
(Atk +21, Vel +16 – Pt 1)

{ Atk 55 + 21 + 8 = 84 Atk totale }
{ Vel 60 + 16 = 76 Vel totale }
{ PM 33 - 1 = 32 }
{ Colpisce rocchetto blu }


Mary : " Mi chiamo Mary , a dopo le presentazioni come si deve "

Guardo N che si trova alla mia destra dall' altra parte della stanza , con un cenno del capo gli indico su verso i rocchetti , e poi indirizzo le due pistole verso di esso e faccio partire due colpi precisi come solo io so fare.
Ultima modifica di ErFoxi il 16/10/2015, 17:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #20 della Pagina da DeathBeat » 19/10/2015, 10:27

Il gruppo perse un secondo elemento. Ryoma, dapprima bloccato dal tentacolo verde della donna, venne infine trafitto anche da quello giallo, che si conficcò nel suo corpo allo stesso modo di una freccia. Quel colpo ebbe pesanti conseguenze sul suo corpo; non riuscendo più a trovare la forza per resistere, il marine venne trascinato via dal filo verde che lo tratteneva, cadendo anch’egli nl vuoto, allo stesso modo di Edzard.

Zampa313 è escluso dalla quest.


Intanto gli altri due pirati decisero di adottare una diversa strategia offensiva: invece che attaccare direttamente Iron Mercury, essi voltarono invece la loro attenzione sui rocchetti dai quali si dipanavano i fili. La scelta si rivelò azzeccata. Investiti dai proiettili di Mary e dai pugni di N, i due cilindri metallici caddero a pezzi, non riuscendo ad organizzare una difesa più efficace del semplice ricoprirsi di un debole rivestimento di stringhe monocromatiche. Evidentemente per qualche ragione quelle appendici non avevano grosse capacità difensive per conto loro.

Comunque i nemici più combattivi si riconoscono proprio quando si arreca loro del danno. E’ proprio in quel momento che diventano più pericolosi. I due pirati poterono notare che i due rocchetti rimasti, quelli dei fili giallo e verde, cominciarono a farsi più lunghi ed esili, mentre le viti a farfalla che portavano ruotavano velocemente.

Un attimo dopo, filo blu, rimasto orfano del suo rocchetto, andrò a cercare rifugio da quello verde, portandolo in prossimità di Mary, unendosi ad esso nel formare una specie di pinza gigante bicolore di fili ammatassati, che serrò le sue fauci metalliche, nel tentativo di ghermire la cecchina.

Mary subisce:
Stringhe a pinza
ATK 80 VEL 50
Effetto: se vieni colpito o ti difendi rimanendo sulla piattaforma in ci ti trovi subisci un danno aggiuntivo di 10 PV e lo status “Cattura”.


Il filo rosso invece andò ad afferrare il rocchetto giallo, tirandolo vigorosamente a sé, ovvero verso la zona in cui si trovava N, mentre il filo giallo si plasmava ad assumere la forma di due minacciose corna ricurve, simili a quelle di un ariete.

N subisce:
Stringhe ad ariete
ATK 60 VEL 60
Effetto: se vieni colpito o ti difendi rimanendo sulla piattaforma in cui ti trovi vieni spinto indietro di 1 quadretto.


Era il momento decisivo.

Intanto, mentre i pirati combattevano all’interno della torre, appena fuori di essa il caos continuava: quella specie di isola galleggiante che una volta era la Panda Melody continuava ad essere agitata da continui rimaneggiamenti e scossoni che ne alteravano la superficie e creavano una specie di incessante terremoto, che rendeva difficile anche solo lo stare in piedi. In quell’instabilissima situazione si aveva proprio la sensazione che qualsiasi cosa potesse accadere da un momento all’altro, anche la più terribile, di conseguenza continuava l’agitazione della gente, che urlava e correva da un parte all’altra nel tentativo di trovare una via di fuga che però sembrava non esistere. Almeno la maggior parte della gente si comportava così, sebbene vi fosse qualche eccezione: tra la folla, infatti, vi era anche chi, magari pazzo o malato, o se vogliamo semplicemente bizzarro, sembrava contento di quella situazione assurda, e se ne stava lì a saltellare, a cantare e a ballare al ritmo di quella musica assordante che risuonava ovunque, e che in fondo non era affatto male; o chi invece, sebbene non fosse felice della cosa, manteneva comunque una certa calma e faceva il tifo per quei coraggiosi guerrieri che stavano affrontando la violinista dai capelli argentei. Già, perché chi stava fuori riusciva a vedere quello che accadeva dentro, dato che ogni momento di quel combattimento che stava avendo luogo all’interno della torre era stato proiettato si più di un maxischermo, mentre sui rstanti continuava a comparire l’immagine di Steen e degli altri che erano rimasti con lui sulla cima. Tra l’altro, come se ciò non bastasse, ogni volta che essi venivano inquadrati in primo piano, anche i nomi di Mary e di N comparivano sullo schermo! Di conseguenza chiunque su quella nave era a conoscenza della loro identità, o quantomeno del loro nome. Chissà come era stata possibile una cosa del genere. Comunque, da qualche parte in mezzo a quella folla, si trovava anche il vice presidente della Doskoi, Parnassius Apollo, il quale osservava interessato gli schermi, quando un uomo in divisa da marine gli si avvicinò. Sembrava essere un ufficiale.

Marine: “Apollo, abbiamo bisogno di maggiori informazioni su questa nave, ha un modo per farci avere i progetti?”

Apollo: “Mister ufficiale, tralasciando il fatto che tali progetti rappresentano un segreto commerciale, anche volendo non sarei in grado di fornirglieli ora, non in questa situazione.”

Marine: “Allora ci dica tutto quello che sa, o ci faccia parlare con qualcuno di competente, abbiamo bisogno di sapere il più possibile su come funziona questa nave, per capire come trovare una soluzione!”


Apollo riprese a parlare con una calma che in una situazione del genere era alquanto innaturale, e doveva essere piuttosto irritante per l’ufficiale.

Apollo: “Temo che risulterebbe comunque inutile, la meccanica della Panda Melody è stata progettata per qualche leggero arrangiamento di struttura, solo roba per fare scena e sollazzare il pubblico, niente di così radicale, e a farla muovere sono sequenze di note ben precise, suonate con strumenti ben precisi, ma non dovrebbero essere quelle che stanno suonando i nostri amici lassù. E’ evidente che qualcun altro ci ha messo lo zampino.”

Il marine perse le staffe, fiondandosi sull’uomo e afferrandolo per il colletto.

Marine: “Ascoltami brutto pallone gonfiato, sai che se qui le cose finiscono male, la responsabilità sa sarà prima di tutto tua e della tua azienda, vero?”

Lo sgargiante vice presidente fermò con un gesto della mano una sua guardia del corpo che si stava facendo avanti.

Apollo: “I suoi sottoposti avranno anche problemi ad avvicinarsi a quella torre, ma a quanto pare qualcun altro ci è già riuscito.”

Disse, indicando le figure di Mary e N che comparivano sui maxischermi.

Apollo: “Evidentemente un modo c’è. E comunque non creda che non abbia a cuore questa situazione, ho già fatto muovere i miei uomini in proposito. So bene che quello che ha più da rimetterci qui sono io, ma lasciarsi prendere dal panico non porta mai a niente di buono. E poi non sarebbe nel mio stile, e lo stile è tutto.”

Si riaggiustò con maniacale precisione il colletto, dopo che fu lasciato andare.

Apollo: “Sa, di solito la gente non fa che leccarmi i piedi, adularmi e complimentarsi per lo scintillio delle mie giacche glitterate o per la vividezza del mio fard, ma in pochi avrebbero il coraggio di parlare così come ha fatto lei a uno degli uomini più ricchi e in vista al mondo. Qualcuno la considererebbe uno sciocco, ma in un certo senso anche questo vuol dire avere stile, e a me piacciono le persone che hanno stile. Ovviamente anche loro lo hanno.”

Indicò di nuovo lo schermo.

Apollo: “Per questo farò il tifo per voi, come lo faccio per loro. Sa, penso che dovrebbe provare ad andarci di persona. Su quella torre intendo.”

Marine: “Ma di cosa sta parlando?”

Apollo: “Dico solo che sarebbe un’esperienza interessante. Ad ogni modo, penso che il modo migliore per capire come agire è chiedersi: cosa vogliono davvero Steen e i suoi compagni?”

Marine: “Come potrei sapere una cosa del genere?”

Apollo: “Appunto, come potrebbe? Allora non sarebbe meglio non chiederselo?”

Marine: “!?”

Apollo: “Ha! Niente male come musica, però. Quei bastardi…”


- Mi sono trovato costretto ad eliminare anche Zampa, purtroppo è sparito nel nulla e non potevamo aspettarlo in eterno.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #21 della Pagina da Near_10 » 20/10/2015, 14:54

Il mio colpo andò a segno, e il rocchetto, bersaglio del mio attacco, cadde a pezzi al di sotto delle piattaforme; anche Mary riuscì ad essere efficace, crivellando di proiettili il rocchetto a lei vicino.

"Fuori uno... Non abbiamo arrecato danni alla diretta interessata, ma almeno le abbiamo indebolito la difesa."

Allungai l'occhio verso Ryoma, il quale fu prima intrappolato, e poi trafitto da un'altra stringa. Il ragazzo piano piano iniziò ad indietreggiare sentendosi mancare le forze, fino a cadere nel vuoto subendo la stessa sorte di Edzard.

<< Noooo... >>

Ero veramente dispiaciuto per l'accaduto, avevo appena conosciuto nuove persone, e subito dopo vennero allontanate da me, gettati giù da quella megera di Iron Mercury. Iniziai ad innervosirmi, nonostante non li conoscessi da tanto tempo, non riuscii ad essere indifferente di fronte all'accaduto, che cosa avevano fatto di male per meritarsi questo? Chi sono quei brutti ceffi che ci si parano davanti? Qual è il loro obiettivo?

Avevo bisogno di risposte, non dimenticai neanche per un secondo il mio compito, ma da quel punto ebbi voglia di scoprire tutta la verità, la causa di tutto questo, che c'entrino la Doskoi Panda e quel Damerino?
Ero molto confuso, ma mi concentrai subito sul mio scopo: ovvero prendere a pugni in faccia Iron Mercury.

Successe una cosa strana nella sala, i restanti due rocchetti iniziarono a deformarsi, assumendo una forma allungata e decisamente più pericolosa, inoltre i fili blu e rossi(rimasti senza un rocchetto su cui fare riferimento) si inglobarono con quelli gialli e verdi, si formarono due grandi matasse di fili in nostra prossimità.
Notai la peculiare forma della stringha gialla, che fondendosi con il filo rosso, si rimodellò formando due grandi corna ricurve, simili a quelle di un ariete. La matassa di fili era molto vicina a me. Anche i fili vicino a Mary presero una forma bizzarra, tutto questo grazie ai suoni emessi dallo strumento della donna al centro della stanza.

Non appena potei alzare la testa per definire meglio la situazione, le matasse di fili partirono all'attacco, mi ritrovai ad essere il bersaglio dell'ariete, questa volta l'attacco fu molto più veloce e pericoloso. Non mi restava altra scelta che schivare il colpo.

Fase di Difesa
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N cerca di schivare Strinea ad Ariete:

-Hokuto Shinken Kūkyoku Ryūbu (Il Ballo del Divino pugno di Hokuto): Tecnica che consente di evitare i colpi dell'avversario muovendosi lungo la direzione dell'aria.
(Vel + 13 – Pt 0,5)

(VEL): 70(base) + 13(tecnica) - 20(malus affaticamento) = 63

(PT): 31,5 - 0,5 = 31

63 > 60 = Schivata riuscita

N si sposta da B9 a C10


Schivai il nuovo colpo dell'avversario, questa volta fui messo in difficoltà dalla velocità dell'attacco e dall'affaticamento dovuto alle precedenti schivate, ma nonostante tutto, rimasi illeso.
Procedei con lo stesso piano d'azione, ovvero quello di stroncare i rocchetti prima di attaccare Iron Mercury, ma questa volta essi non erano come quelli di prima, sembravano più pericolosi e resistenti, pertanto mi preparai al meglio.

Fase di Attacco
[+] Spoiler
N attacca il rocchetto in B8:

N usa:

Hokuto Shin Ken: Divina scuola di Hokuto. Scuola che permette l'utilizzo della propria aura combattiva per scatenare attacchi portentosi colpendo i punti di pressione avversari.
Effetti: Portata Aumentata(Solo Lottatore)
(+7 Atk, +7 Def) - [25.000 Berry]

N usa una tecnica di supporto:

Spirito combattivo: Il lottatore è abituato a non cedere mai, il combattimento è la sua vita ed è questo suo credo a renderlo più forte, grazie a questo sviluppa la sua aura combattiva che permette di potenziarne le abilità fisiche.
Effetti: Dona un bonus di +10/15/20 ATK al valore finale di tutte le tecniche portate senz'armi.
Costo: 2 PT a turno.

N attacca l'avversario:

-Hokuto Hyakuretsu Ken ( Il Pugno che crea cento lacerazioni ): Rapida successione di pugni indirizzati all'avversario.
-Effetti: Combo: Una serie di colpi che aumentano man mano di intensità. Utilizzabile con qualunque tipologia di tecnica. Se la tecnica va a segno si otterrà nel turno successivo un bonus di +4/6/8 ATK nel turno
(Atk +19, Vel +10 – Pt 0,5)

(ATK): 45(base) + 7(Arte Marziale) + 10(tecnica di supporto) + 19(tecnica) = 81
(VEL): 70(base) + 10(tecnica) = 80

(PT): 31 - 2 - 0,5 - 2 = 26,5


Attaccai allo stesso modo di prima, incrementando però la mia potenza, dovevo vedere il rocchetto davanti a me cadere a pezzi.
Ultima modifica di Near_10 il 26/10/2015, 13:27, modificato 2 volte in totale.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #22 della Pagina da ErFoxi » 21/10/2015, 19:18

Come speravo la siringa che si trovava vicino a me cadde in seguito al colpo preciso che avevo arrecato al rocchetto che la sorreggeva , intorno a me però un altro dei miei compagni di avventura cadde sotto i colpi nemici , ora siemo rimasti io e N de la situazione anche se tragica ci dava una piccola speranza di vittoria.
Inaspettatamente o forse prevedibilmente le siringhe rimaste senza avversari si spostarono venendo a loro volta verso di noi , stavolta però si uni la siringa blu a quella verde e formarono delle pinze.

<< Bene cosi N , facciamo fuori anche quest' altre due >>

Neanche il tempo di pensare a che punto colpire che quelle odiose pinze mi attaccarono , stavolta l' attacco è più potente del solito e a stento riesco a evitarlo con l' ennesimo sbalzo , stavolta con molta più fatica del solito.
Dovevo escogitare qualche espediente perchè non so se sarei riuscita a evitare il prossimo colpo , quindi dopo aver sparato di nuovo al rocchetto che reggeva la pinza blu/verde mi sarei nascosta in un punto morto della stanza per cercare di essere notata meno possibile e ottenere un vantaggio strategico per la mia prossima mossa , sperando che anche questo rocchetto faccia il suo dovere sotto i miei colpi di pistola.

Riepilogo

[+] Spoiler
Atk 55
def 30
vel 60
PT 32
PV 40

{ affaticamento vel difensiva - 20 }


Fase di difesa
[+] Spoiler
-Balzo felino: (Descrizione, attenendosi alla gittata e agli effetti)
(Vel + 17 – Pt 1)

{ vel 60 + 17 ( tecnica ) - 20 ( affaticamento ) = 57 }
{ PM 32 - 1 = 31 }
{ si sposta da I9 a L8}


Fase di attacco

[+] Spoiler
Arma 1:Ebony & Ivory: Una coppia di pistole M1911, una bianca ed una nera, progettate personalmente per Mary per avere capienza e potenza di fuoco superiori alle pistole convenzionali.
Le due pistole sparano proiettili particolari sia per la distanza che percorrono sia per la precisione con cui ditruggono le coperture naturali.
Effetti: Gittata aumentata 2 ; Spezzacopertura 2
(ATK +8, DEF +1 - Arma metallica) - (Arma a Distanza) [25.000 Berry])

-pioggia di benvenuto: (Mary prende la mira e mira al rocchetto della siringa blu/verde sparando due colpi ben assestati e precisi.)
-Gittata: Distanza
-Effetto: Stella di fumo: Particolare proiettile che lascia una scia fumogena. Utilizzabile con qualunque tipologia di tecnica. Se la tecnica va a segno si ottiene lo status Benefico Invisibilità per i prossimi 1/2/3 Turni. Massimo 1 volta a combattimento.(Costo: 2 PT)
(Atk +21, Vel +16 – Pt 3)

{ Atk 55 + 21 + 8 = 84 Atk totale }
{ Vel 60 + 16 = 76 Vel totale }
{ PM 31 - 3 = 28 }
{ Colpisce rocchetto blu/verde }
Ultima modifica di ErFoxi il 26/10/2015, 13:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #23 della Pagina da DeathBeat » 27/10/2015, 9:22

I due pirati rimasti riuscirono a cavarsela anche in questa situazione, schivando entrambi gli attacchi bicolori della loro avversaria. Mary, aiutata dalle sue pistole, riuscì anche a contrattaccare, colpendo coi suoi proiettili il rocchetto che aveva tentato di afferrarla tra le sue fauci a pinza, facendolo finire in pezzi, e lo stesso risultato ottenne N nei confronti dell’altro, sfruttando le sue arti marziali.

Iron Mercury pareva a quel punto inerme. In quel momento i quattro fili colorati si ritirarono allora verso di lei, andando ad avvolgersi alla matassa che si trovava ai suoi piedi, nella quale si poterono in quel momento scorgere spuntare di poco fuori due viti a farfalla. Evidentemente vi era un quinto rocchetto, e lei vi stava proprio sopra in piedi. I fili si riavvolsero tutti a quell’ultimo cilindro rimasto e plasmarono a quel punto di nuovo la loro forma, aggrovigliandosi in modo solo in apparenza disordinato, e assumendo l’aspetto di una grossa mano. N e Mary si aspettavano già un nuovo attacco nei loro confronti, ma le cose andarono in modo diverso. La manona infatti, invece di fiondarsi su di loro, si limitò invece a sorreggere la sua padrona, posizionandosi sotto di lei col palmo rivolto verso l’alto. Una volta che la donna fu ben posizionata sulla mano, questa si chiuse a pugno, celandola tra le sue dita, per poi ritirarsi verso l’altro, sparendo nel buco nel soffitto che era al centro della stanza. In quello stesso momento la musica che stava suonando cessò. In parole povere, l’avversaria di N e Mary si era data alla fuga, e non rimanevano che loro due all’interno della stanza. Un modo ben poco drammatico per concludere quello scontro al cardiopalma.

A quel punto le piattaforme sulle quali si trovavano cominciarono a spostarsi più velocemente e secondo direzioni anomale, finché non si fermarono e formare delle scale che salivano verso l’altro, proprio in direzione del foro nel soffitto, e che nel complesso avevano la forma di una croce.

[+] Spoiler
Metto l’immagine giusto per darvi un’idea, dato che il TvT è finito, e non ci sono più limitazioni sui movimenti.

Immagine


Quel foro sembrava non solo l’unico modo per ascendere al livello successivo, ma anche l’unica via d’uscita sicura da quella stanza. Difatti la porta dalla quale erano entrati non si era semplicemente chiusa, ma era sparita completamente, inghiottita da quelle pareti in costante trasformazione, quindi non era possibile per loro tornare in basso da dove erano venuti. L’unico modo per scendere sarebbe stato lanciarsi nel vuoto. Stava a loro decidere cosa fare, ma le opzioni non erano molte.

Intanto, mentre gli schermi interni e diverse luci si spegnevano, lasciando la stanza nella penombra, i due notarono che su uno dei gradini della scalinata si trovava un piccolo oggetto, o meglio, un piccolo animale dotato di conchiglia: era un lumacofono. Chi dei due aveva in precedenza prestato attenzione al modo in cui si erano assemblate le piattaforme si sarebbe reso conto che il gasteropode si trovava proprio sul punto che corrispondeva alla postazione in cui era posizionato Edzard nel momento in cui era stato spinto giù, quindi il lumacofono doveva appartenere al pirata, il quale doveva averlo perso proprio quando era stato sconfitto da Iron Mercury. L’apparecchio/animale aveva il guscio coperto di sgargianti piume iridescenti ed il viso celato da una maschera bianca. Una decorazione alquanto particolare.

Improvvisamente cominciò a squillare col tipico biru biru, suono che venne accompagnato da un singolare coro di voci femminili che echeggiò nella stanza, proveniente da non si capiva bene dove, lontano e appena appena udibile.

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Dopodiché una voce, questa maschile, cominciò di punto in bianco a parlare attraverso il lumacofono.

???: “Immagino che vi sentiate soddisfatti, ma siete solo degli illusi. Le luci dei riflettori e gli occhi delle lumacamere non basteranno di certo a dare un senso alle vostre azioni. Niente basterebbe. La morte vi prenderà tra le sue fredde braccia ed esse non ne avranno ancora acquistato uno.”

La persona che parlava all’altro capo aveva una voce che suonò subito familiare all’orecchio di N, mentre risultò completamente sconosciuta per Mary, che non l’aveva mai sentita prima.

???: “Dico a voi due… sì, proprio voi! Riesco a vedervi. Tutti possono vedervi. Però solo io posso ascoltarvi. Sentiamo un po’, per quale motivo siete, anzi, pensate di essere qui? Cosa credete di ottenere una volta che sarete arrivati in cima?”

Un discorso del quale non era facile afferrare il senso. Finalmente N riuscì a ricordare dove aveva udito quella voce: era la stessa di Fidelio, l’uomo che aveva incontrato prima di andare al concerto! Non c’era dubbio, il timbro vocale era esattamente lo stesso, ma ad essere diverso era il tono, diametralmente opposto a quello pacato e amichevole di quella mattina. Si trattava davvero di lui?

N e Mary si ritrovavano davanti un cammino aperto verso il piano superiore e una chiamata ancora aperta con un individuo sconosciuto. La situazione si presentava più enigmatica di quanto sembrasse inizialmente. A loro la decisione su cosa dire e cosa fare.

- 72 ore
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Re: La Voce del Silenzio

Messaggio #24 della Pagina da Near_10 » 29/10/2015, 21:11

Anche questa volta riuscii a sradicare il rocchetto, stavolta più attrezzato e potente, grazie ai miei colpi ben assestati. La ragazza affianco a me fece allo stesso modo, distrusse il rocchetto colpendolo in pieno con le sue pistole. Iron Mercury era rimasta senza la protezione dei fili, questo era il momento migliore per agire se avessimo voluto annientarla.

" Finalmente abbiamo distrutto questi cosi, ora la ragazza non ha più niente con cui difendersi, é il nostro momento."

Prima che potessi fare un passo avanti per avvicinarmi al bersaglio, le matasse di fili colorati rimasti senza rocchetto, si ritirarono verso la ragazza andando ad inglobarsi con le funi ai suoi piedi, pensai subito alla presenza di un ulteriore rocchetto su cui Iron Mercury era adagiata. L'unione di quelle stringhe, contorcendosi, andò a prendere la forma di una grossa mano colorata, il cui centro poteva godere della presenza di Iron Mercury.

<< Cosa succederà questa volta? Ha ancora qualche asso nella manica? >>

Mi rivolsi a Mary respirando affannosamente, tutti quei movimenti stavano iniziando a pesarmi, nonostante tutto mi preparai all'eventuale attacco della violinista, pensando alle più catastrofiche situazioni possibili.
Inaspettatamente la mano si chiuse formando un pugno, al cui interno era nascosta Iron Mercury indifesa, e a grande velocità scomparve verso l'alto, attraversando il grande foro al centro del soffitto e dirigendosi ai piani superiori, quel passaggio pareva l'unica via d'uscita. La musica cessó con la scomparsa di Iron Mercury.

Anche le piattaforme su cui eravamo iniziarono a muoversi in maniera non uniforme, e cambiarono posizione fino a formare delle scale dirette verso il buco, la nuova disposizione delle piattaforme sembrava essere a croce.
Ci fu qualche attimo di silenzio, avevo bisogno di qualche secondo per rielaborare la faccenda, alla fine giunsi ad una conclusione.

<< Phew... Abbiamo messo in fuga la racchia , non possiamo certo dire di averla sconfitta, ma almeno possiamo prenderci un pausa prima dello scontro finale... Qualcosa mi dice che i guai sono appena iniziati. >>

Avevamo una via di fuga, ovvero quella di salire le scale fino al piano successivo, non potevamo fare nient'altro oltre che a buttarci nel vuoto o aspettare che il casino si plachi, e anche qualcun'altro voleva che prendessimo la via delle scale. Avevo ancora molta voglia di scoprire la verità, non c'era tempo da perdere, pertanto mi incamminai sui gradini dopo aver ripreso fiato.

Quando fui vicino, notai uno strano oggetto posto sul secondo gradino, era un lumacofono, caratterizzato da una decorazione molto particolare, non sapevo perché si trovasse lì, ma pensai fosse appartenuto in precedenza da Edzard, da Ryoma oppure dalla stessa Mary.

<< É tuo questo? >>

Prima che potessi fare un altro passo verso il grande buco, il lumacofono si attivò, e una voce maschile si propagò per tutta la sala. La voce mi fu subito familiare, non ci arrivai subito a causa della diversa tonalitá, ma dopo qualche secondo avvenne l'illuminazione: era Fidelio, il vecchio a cui avevo promesso di portare a termine la sua missione.
In qualche modo era riuscito a contattarmi, ma c'era qualcosa di sinistro nelle sue parole, sembrava non conoscere né la mia identità né tantomeno il mio scopo, non riuscivo a riconoscerlo da quelle parole, blaterava qualcosa sui riflettori e le lumacamere.

Raccolsi il lumacofono, mi fermai sul secondo gradino della scalinata in procinto di parlare con la persona.

<< Ve... Vecchio? Sei proprio tu? Sei Fidelio? Ma che cosa stai dicendo, non ti ricordi chi sono? Sono N, abbiamo mangiato insieme in quel vecchio bar, ricordi? Sei tu che mi hai incaricato di venire in questo posto, per consegnare lo scrignetto che mi hai dato, non ho dimenticato niente. Come hai fatto a contattarci? E come mai dici queste cose? Non sarai il responsabile di tutto questo vero? >>

Prima di proseguire avevo bisogno di riposte, di sapere contro chi stavo combattendo, e una motivazione valida per mettere in pericolo vite degli innocenti, prima la situazione era molto confusa, ma dopo la telefonata di Fidelio lo divenne ancora di più, magari era lui il responsabile della vicenda, non pareva un'ipotesi infondata, effettivamente era molto informato sulla nave e sui musicisti... Chissà che cosa mi avrebbe detto, rimasi in attesa di risposte.


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