La Diamante Nero continuava ad avanzare sul bel mare gentile di quel giorno, i pirati si stavano rilassando, niente pareva fuori posto. Era davvero quella la famigerata Rotta Maggiore di cui si parlava tanto?
Intanto Francis si chiese se fosse il caso di provare a svegliare il loro ospite, il fantomatico Baron Samedì, ma alla fine fu deciso di lasciarlo lì così com’era, e di non provare a disturbarlo. Quell’uomo rimaneva in gran parte un mistero per loro, e rappresentava di certo un pesante fardello per essi averlo a bordo.
Come detto era tutto tranquillo. E invece no. Qualcosa di strano accadde d’improvviso.
Innanzitutto, gocce d’acqua iniziarono a cadere dal cielo, come se d’improvviso cominciasse a piovere, gocce grosse, simili a quelle degli acquazzoni estivi, ma la cosa strana era che non si vedevano nuvole temporalesche in cielo, e la pioggia s’interruppe già dopo una decina di secondi. Sembrava più un’immensa secchiata d’acqua, che una vera pioggia. Fin qui comunque niente di particolarmente strano. Il problema è che subito dopo altre cose cominciarono a piovere dal cielo, cadendo nelle acque circostanti la nave, e talvolta anche sul ponte della Diamante Nero, cose decisamente più inusuali di gocce d’acqua: botti, chiodi, martelli, cibarie, pezzi di legno e vari altri oggetti, tutta roba che di solito si troverebbe su di una nave. Fortunatamente nessuna di esse causò danni rilevanti alla Diamante Nero o al suo equipaggio. Fatto sta che i pirati furono inevitabilmente portati a voltare lo sguardo verso l’alto. Fu in quel momento che ebbero una strana sensazione di dejà vu.
Dapprima apparve un puntino scuro stagliato nel chiaro cielo, il quale crebbe sempre di più man mano che precipitava, e si mostrò prima come una biglia, poi divenne simile a una pallina da tennis marrone, poi divenne grosso come un pallone da rugby, continuando ad apparire sempre più grande mentre precipitava, fino a che, una frazione di secondo prima di toccare acqua, rivelò possedere una superficie rugosa e legnosa, di forma bombata: era del tutto identica a una gigantesca noce, grande quanto una nave!
Accompagnata dal sollevamento di un’immensa massa d’acqua, che causò un secondo acquazzone di brevissima durata, la super-noce impattò la superficie dell’oceano, riuscendo nell’impresa di non finire in mille pezzi al momento in cui si schiantò contro l’acqua, che in questi casi ha una durezza paragonabile a quella del cemento, come saprà bene chiunque avrà provato a tuffarsi da un alto trampolino.
Ciò non fece in tempo ad accadere che
splash! Un secondo oggetto altrettanto grande si schiantò contro il mare, non lontano dal primo, innalzando grossi cavalloni e schizzi d’acqua salata. Anche questo era color marrone, e oblungo, formato da una porzione di superficie più liscia e chiara, e un’altra più scura e rugosa che formava una specie di cappuccio posto a un’estremità. In parole povere, quel secondo oggetto era pressoché identico a una ghianda, anch’essa però delle dimensioni di un galeone!
Una ghianda e una noce giganti. Finalmente, e purtroppo, iniziavano a vedersi le stranezze di cui si raccontava riguardo alla Rotta Maggiore.
Tra l’altro, calmatesi le acque, i pirati poterono dare un’occhiata migliore a quei due strani oggetti, rendendosi conto che la presunta noce non era in realtà quello che era sembrata guardandone la superficie inferiore dal basso verso l’alto. Essa era infatti non una noce intera, ma solo la metà del guscio di una noce gigante, che galleggiava con la parte bombata semi sommersa nell’acqua, e quella concava rivolta verso l’alto, dalla quale spuntavano una serie di vele vivacemente colorate. A guardarla bene ci si rendeva conto che in effetti si trattava di una nave. Anche alquanto malandata, visto che lo scafo presentava crepe e spaccature che l’attraversavano un po’ ovunque. C’era da chiedersi come facesse a non colare a picco. Una nave che di primo acchito parve totalmente deserta e priva di qualsiasi equipaggio, finché…
Tutti in coro: “BuBu7!”Urlarono una serie di individui che comparvero d’improvviso sul ponte della nave, evidentemente rialzatisi in quel momento, forse perché precedentemente accasciatisi contro il ponte o scappati sotto coperta per non subire il contraccolpo dell’impatto post-caduta.
???: “Questo è il nostro nome. I migliori tra i marines noi siamo, e tutti i bucanieri buggeriamo!”Urlò un individuo in divisa, che portava in testa un appariscente cappello a forma di gabbiano, al quale mancava però un'ala. In verità erano tutti in divisa, per la precisione divisa da marines. Difatti sul pennone della nave sventolava una bandiera della marina, affiancata da un’altra che sembrava un jolly roger storpiato.
???: “Ottime rime marinaio Shalabard, stavolta si è superato. Se qualche pirata avesse assistito alla scena ne sarebbe rimasto folgorato.”Aggiunse l’uomo, che non si era ancora reso conto che effettivamente un pubblico c’era ad assistere, un pubblico di pirati ricercati, ai quali però stava dando in quel momento le spalle.
Shalabard?: “Grazie capitano Rongneim, anche se mi chiamo Sillibard.”Aggiunse un tipo strano. A guardar bene in effetti era tutti alquanto strani: c’era gente con le mutande in testa, gente in tutù, gente con capigliature assurde sparate di qua e di là, gente deforme e dall’aspetto grottesco, o gente che faceva cose assurde tipo giocare a bocce con palle di cannone o a freccette con delle scope appuntite, e così via.
Il loro capo, che a quanto pare rispondeva al nome di Rongneim, si rivolse a una donna in divisa che gli si trovava vicino. Era un cicciona, più larga che alta, dai capelli biondi e ricci, e la faccia brufolosa.
Rongneim: “Marinaio Ferrifal.”
Ferrifal?: “Fannilaf signore. Hueheheyah”Lo corresse la donna, ridendo senza alcuna ragione.
Rongneim: “Sì, giusto, Sarfilal. Rapporto dei danni.”
Fannilaf: “Vela maestra stropicciata, polena rigata e pentolone di minestra rovesciato.”
Rongneim: “Dannazione! Feriti?”
Fannilaf: “Cinque lacerocontusi, due sindromi post traumatiche da stress e una gravidanza isterica signore, Huahahajshshshehahasieiieiaisah!”La cicciona si abbandonò a una nuova risata assurda.
Rongneim: “Beh! Tutto sommato poteva andar peggio. A proposito, sottoufficiale Agarplas, che cappero è successo? Che mi risulti la Nutshell non è in grado di volare, non ancora almeno.”
Auarglas: “La nave è stata sollevata dalla superficie del mare da una forza di natura scooooonosciuta, signore, ed è atterrata sotto l’influsso di una seconda forza altrettanto scoooonosciuta.”Gli ripose l’uomo clessidra.
Rongneim: “Oh, beh, chissene. E cosa mi dice di quel… coso?”Indicò la ghianda gigante.
Auarglas: “Sembra proprio un… coso.”
Rongneim: “Marinaio Marinaio, lei cosa dice?”Si rivolse a un marine con una faccia da tizio qualunque e un’uniforme da marinaio semplice.
Marinaio: “Già, decisamente un… coso.”
Rongeim: “Lo ben vedo! Parsifal?”
Fannilaf: “Ghianda, signore. Gigante, signore.”
Rongneim: “Una ghianda gigante? Assurdo!”Disse l’uomo sulla noce gigante.
Auarglas: “Che c’entri qualcosa con laaaaaaa Nutshell?”
Fannilaf: “Probabile, huhuhu.”
Rongneim: “Woah! E quella invece?”Indicò la Diamante Nero, della cui presenza si era reso conto solo in quel momento.
Fannilaf: “Trattasi di nave pirata, signore.”Rongneim: “Ferlican la sua supponente secchionaggine è altamente irritante. Va bè, quindi l’uomo che cerchiamo deve trovarsi a bordo di quella nave.”Fannilaf: “Come fa a dirlo?”Rongneim: “Perché sì! Perché non mi va di sbattermi chissà dove per cercarlo. Ma veniamo a noi. Sono il capitano Rongneim, piratucoli!”Si era fatto passare la cornetta di un lumacofono altoparlante, e aveva cominciato a rivolgersi ai pirati.
Rongneim: “Ho una semplice richiesta per voi: Arrendetevi e consegnateci l’uomo che avete a bordo, colui che corrisponde al nome di… ehm…” titubò un attimo, poi si rivolse al marinaio Marinaio
“Com’è che si chiamava?” il marine gli sussurrò un nome all’orecchio
“Ah, giusto! Cabròn Sanssoucì!”Sulla nave si poté vedere una persona mettersi una mano sulla fronte.
Rongneim: “Consegnateci il Cabròn Sanssoucì! Sappiamo che l’avete nascosto da qualche parte sulla vostra nave! Consegnatecelo e non vi sarà torto un capello. Vi do la mia parola di boy scout. Gli mostri il mio distintivo da boy scout, recluta.”Una ragazza dai capelli rosa piuttosto carina e con un’uniforme da recluta indicò con le mani una medaglia appesa alla giacca dell’ufficiale, allo stesso modo di una valletta televisiva in una televendita, con un sorrisone stampato sulla faccia.
Certo, il nome pronunciato dall’uomo suonava stranamente simile a quello del Baron Samedì, e considerando la tendenza del marine a storpiare i nomi…
Stava ai pirati decidere come agire.
- Ok ragazzi, riprendiamo, andando avanti con chi di voi ha postato. Se gli altri membri della ciurma dovessero rifarsi vivi vedremo come reinserirli.
- Questa è “semplicemente” la traversata verso la prossima isola, se agite bene e non vi complicate la vita da soli la cosa non durerà molto.
- Per il momento non siete in combattimento, ma per ogni evenienza vi metto una griglia, così vedete anche come siete posizionati. Il log pose indica verso la parte alta della griglia, e c’è un vento leggero che va in quella stessa direzione.
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