INFORMAZIONI PERSONALIAltezza: 181 cm
Peso: 78 Kg
Corporatura: Atletico dal fisico ben definito
Carnagione: Rosea ma spesso è abbronzato
Capelli: Corti e neri, solitamente scompigliati
Occhi: Blu intenso
Segni Particolari: Tatuaggio sul dorso della mano destra
Età: 16
Religione: Shintoista
- Descrizione o Immagini del Personaggio
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- Oga è un ragazzo dal fisico proporzionato, con capelli corti e scuri, come consuetudine del suo clan. Gli occhi blu intenso sono inespressivi e freddi. Porta il coprifronte legato alla spalla sinistra oppure a modi cintura. Sul polso sinistro porta arrotolata una bandana nera. Se non è impegnato in missioni, è solito vestire un kimono nero con bordature bianche e rosse, riportante il simbolo del clan sulla schiena.
Le sue idee sono ben chiare: combatti per il clan e per il villaggio. Questo è il suo credo interiore. E’ un ragazzo abbastanza socievole con chi riconosce meritevole di fiducia, ma finché non conosce un po’ l’interlocutore risulta essere di poche parole e, in alcuni casi, persino scontroso. Ha pochi amici e prevalentemente appartenenti al suo clan.
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BACKGROUNDCapitolo 1: Le Origini
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- Oga è il discendente di uno di quei ninja che aveva seguito agli albori Itachi Uchiha quando il clan si mosse da Konoha. Tutta la famiglia ha sempre fornito combattenti di primordine per il clan e per il villaggio. Cresciuto ascoltando le imprese compiute dal nonno, mai conosciuto, e dal padre, Oga è estremamente fiero di appartenere al nobile clan degli Uchiha. Il padre è stato a lungo un valoroso guerriero che si è prodigato in ogni modo possibile alla difesa del villaggio della sabbia, finché non è stato gravemente ferito e si è dovuto quindi ritirare dalla vita ninja. Da quel momento è diventato il maestro del giovane figlio, che è stato cresciuto con l’obiettivo di innalzare la fama e il rispetto di cui già gode il clan e la famiglia. Sebbene non disdegnasse nessuna delle tecniche ninja e che sia dotato di un fisico, Oga preferisce ricorrere alle illusioni poiché pensa che così facendo venga esaltato tutto il potere che gli potrebbe essere fornito dall’abilità innata del clan. Non è solito uccidere gli avversari poiché lasciandoli in vita questi sarebbero delle prove viventi della superiorità del clan Uchiha sul resto del mondo ninja, ma non si farebbe scrupoli se ciò servisse al suo clan o al villaggio.
Capitolo 2: Le prime missioni e la guerra con Kiri
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- Data not found
Capitolo 3: La Grande Guerra
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- Allo scoppio della guerra, Oga era stato mandato a sorvegliare i confini del paese del vento con un team di soli Uchiha, tutti genin. Inizialmente Suna non era coinvolta, quindi il loro era un compito prettamente precauzionale. Per ben quattro mesi non dovettero svolgere alcuna azione bellica, e quando Suna scese in campo con la Corporazione, tutti vennero richiamati per andare a combattere, con la promessa di una guerra rapida ed indolore.
Ma poi la guerra durò tre interminabili anni. Il primo anno fu passato a respingere le truppe dell’alleanza che tentarono di attaccare Suna. Ma queste non avevano forse ben compreso le insidie del deserto e quindi le grandi manovre del nemico si arrestarono. In quella campagna di protezione della sua nazione, Oga svolse il suo compito senza infamia e senza lode: i suoi avversari erano spesso poco accorti e non dovette fare troppa fatica. Avrebbe rimpianto quei momenti di quasi tranquillità.
La seconda campagna in cui fu coinvolto fu l’attacco al paese del Thè.
Quella fu la peggiore azione bellica a cui aveva mai partecipato in vita sua.
Le truppe di Suna, unite a quelle di Konoha, attaccarono per mare, ma l’alleanza era pronta e distrusse molte navi prima che i soldati potessero rendersene conto. Anche la barca di Oga venne colpita da una pioggia di fuoco: solo il fato gli permise di sopravvivere. Di tutto il barcone solo 3 shinobi sopravvissero: due chunin del villaggio, uno Uchiha e l’altro un marionettista.
Eppure la loro fortuna finì lì.
Giunsero sulla spiaggia quando il loro esercito aveva appena finito di preparare il campo base, e lì riposarono per la notte. Solo il giorno seguente l’esercito comprese di essere completamente circondato.
Due mesi rimasero lì assediato come topi in trappola. Non tutti gli shinobi riuscivano a resistere alla pressione psicologica e quando uno si lasciava andare, finiva inevitabilmente nel lanciarsi contro il fronte nemico, gettando via la vita.
Dovettero aspettare due mesi prima che le truppe di Kiri rompessero l’assedio e venissero a salvare gli eserciti di Suna e Konoha. Nel vederli giungere Oga rabbrividì pensando alla guerra che fino ad un anno prima aveva tenuto impegnata Suna contro quei mostri sanguinari; eppure ora erano dalla stessa parte e si doveva sforzare di andarci d’accordo. Ma dopo due mesi di quella quasi prigionia, l’Uchiha abbassò il capo ed aspettò che i soldati della nebbia facessero il loro mestiere.
A quel punto il genin era stato rimandato a casa per recuperare le forze, in attesa di mettere in scena l’ultimo atto di quella interminabile guerra.
L’ultima battaglia venne combattuta nel paese dell’erba, in protezione di Konoha. La battaglia durò parecchi mesi ed Oga potè assistere alla morte dei due superstiti della battaglia della Seta che si erano salvato con lui. Anche lui non ne uscì illeso: finì per quattro volte in infermeria con ferite gravi, mentre furono innumerevoli le ferite lievi. Solo uno lasciò due cicatrici, una per ogni spalla, che ancora oggi gli ricordano di quello scontro.
Nei tre anni di guerra molto perirono per mano sua e delle sue illusioni, ma altrettanti compagni non tornarono al villaggio con lui.
Capitolo 4: L'anniversario alla Sede Centrale della Corporazione
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- Per festeggiare l'anniversario della conclusione della Grande Guerra, la Corporazione aveva indetto una festa dove la popolazione e gli shinobi si sarebbero divertiti tra lo spettacolo canoro della famossima idol Yuki-chan e le tantissime bancarelle occorse da tutto il mondo, intravedendo molteplici possibilità di guadagno.
Anche Oga partecipò, e riuscì persino a conoscere delle ragazze mentre tentava di aiutare un commerciante di caldarroste. Tutto stava andando per il verso giusto fintanto che non si giunse al momento cruciale della serata: l'esecuzione del mukenin Akira del Kumi Shizukani, meglio noto come Ombra della Notte. Lì tuttò cambiò. I mukenin attaccarono per salvare il loro compagno e la battaglia che ne seguì rese facilmente conto della superiore capacità dei sovversivi. Per permettere all'ormai ex prigioniero, i nemici crearono una barriera con una jutsu antica assai resistente ed in grado di riflettere qualsiasi attacco. Solo un vecchio jonin riuscì a risolvere il dilemma ed a permettere ai presenti di rompere la barriera, ma una volta riusciti in questo i corporati vennero attaccati da tre serpenti bianchi.
Sconfitti i serpenti, Oga potè solo prendere atto di quanto fossero forti i mukenin e poi tornò a Suna.