Bradavack, Le Porte della Nebbia

Moderatori: OP Masters, OP Staff

Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #0 della Pagina da Grimnir II » 08/02/2015, 21:48

Situata nel nulla, quest'isola non è un'isola.
E', in verità, un'enorme piattaforma artificiale, e in quanto tale è introvabile tramite Log Pose o Eternal Pose.
Ma, in fondo, a meno che tu non sappia dove andare, non devi nemmeno sapere l'esistenza di questo posto...

Immagine
Immagine
Fight the Good Fight.
Join the Order.
Avatar utente
Grimnir II
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 229
Iscritto il: 22/08/2014, 16:06

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #1 della Pagina da Grimnir II » 08/02/2015, 21:56

Alba


Quando si svegliarono, le teste doloranti e gli arti indolenziti a causa della nottata passata su un pavimento, Avery e i suoi si trovarono in un prato.
Non ricordavano come erano sbarcati, nè molto altro.
Una qualche droga nel cibo?
Non lo avrebbero mai saputo di certo.
A poca distanza da loro, i loro vestiti ed effetti personali, ben piegati e lavati.
Una farfalla si posò sul mucchio prima di volare via.
Dove erano?
Qualcosa era certo: era un posto strano.
Potevano vedere come cinque colline in lontananza, tutt'attorno a loro, a celare la vista dell'Oceano.
Alberi e erba, nient'altro.

Fate pure un po' di giri di GdR Free.
Sull'isola non c'è assolutamente nulla se non erba e alberi, o almeno questo voi vedete.
Potete riposare come se foste sulla nave.

Ricomincerò a postare Lunedì prossimo.
Immagine
Fight the Good Fight.
Join the Order.
Avatar utente
Grimnir II
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 229
Iscritto il: 22/08/2014, 16:06

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #2 della Pagina da Avery » 10/02/2015, 18:06

Quando Avery si svegliò per poco non gli venne un accidente. Qualcosa non era andato proprio per il verso giusto durante l’avventura sulla nave della marina, ma almeno non erano morti, non ancora. Il suo viso dai tratti nobili e belli fu accarezzato dalla luce dell’alba come se i raggi del sole fossero state le dita delicate di un’amante. Cacò e si pulì le piratesche chiappe con i vestiti di Brando. Poi si accasciò accanto a ciascuno dei propri compagni, scuotendoli con la chiara intenzione di svegliarli.

Dove diamine avevano sbagliato? Avevano davvero sbagliato? Forse il destino era l’unico responsabile da biasimare, perché era il destino che li aveva costretti ad abbandonare la Swordfish; il destino li aveva tenuti chiusi come topi di sentina per un tempo che ad Avery era sembrato eterno a perdere tempo in direzone di una meta che si sarebbe rivelata solo una bugia ed era sempre colpa – o almeno responsabilità – del destino se chissà come cazzo erano finiti dalla padella alla brace. I marines sapevano chi erano. Come era possibile? Si domandò Avery mentre brancolava come un cieco verso la luce del sole. Li preferivano vivi, piuttosto che morti. Perché avrebbero potuto ammazzarli, ma non l’avevano fatto.

E mentre il suo sguardo nero come la morte abbracciava le dolci linee dell’orizzonte e delle verdi colline, ebbe come uno spiacevole presagio, la sensazione che lui la sua Swordfish non l’avrebbe mai più rivista. Così nel tornare a rivestire i panni di James Byron Dean Avery, Capitano della Swordfish e Cavaliere di Ventura, trovò una scheggia di legno che teneva in una tasca e che era stata forse il primo vero gesto d’amore per quel mucchio confuso di legname, stoffa e sartie, che ormai faceva parte del suo nome e della sua identità così come gli organi vitali facevano parte di lui e lo qualificavano come essere umano e persona vivente.

Quella scheggia gli era entrata in un dito e lo aveva fatto sanguinare, la prima volta che aveva toccato il timone della Swordfish. Avery capì subito che era amore. Perché indipendentemente da tutto quello che gli anni gli avevano insegnato a dimenticare, c’era qualcosa di molto semplice che egli rammentava, una verità elementare e imprescindibile, ovvero che l’amore è sacrificio, l’amore è sofferenza; e lui l’amore con la Swordfish l’aveva battezzato nel sangue dal primo momento in cui le aveva messo gli occhi addosso.

Perché era la Swordfish il personaggio principale delle avventure sue e dei suoi compagni, ed era stata per molti anni il loro compagno di sogni, racconti e avventure. Era arrivata nelle loro vite proprio quando avevano bisogno di compiere la traversata della Reverse Mountain, e con il tempo era diventata molto di più della loro nave: si era trasformata in una nuova compagna, in un’amata compagna dalla pancia di legno e dalle fusa con lo stesso suono della risacca.

Avery amava quella nave e in nome di quell’amore radunò ogni briciolo del proprio coraggio per incontrare i suoi compagni e parlargli di come andare avanti. Parlare dell’abbandono e del distacco a loro che erano la sua ragione di vita. A loro, così immensi, così puri, così indomiti, così fiduciosi, così nobili, così generosi. Aveva lottato con le parole cercando quelle più adeguate per spiegare loro due terribili verità.

La prima era che la Swordfish, per una legge che non avevano inventato loro, ma che avrebbero dovuto comunque accettare anche a spese del loro orgoglio, non sarebbe comunque mai arrivata a Raftel tutta intera e prima o poi avrebbe navigato nelle acque infestate dello Stige, come tutto e come tutti, tranne Avery ovviamente. La seconda era che dipendeva da loro evitargli una fine patetica e priva di significato, perché amare significa non soltanto stare insieme all’essere amato, ma anche salvaguardare la sua dignità.

Avery sapeva che il rimpianto e il dolore negli occhi dei suoi fratelli lo avrebbero accompagnato per tutta la vita. Come si sentì disgraziato, debole, davanti alla propria mancanza di difese. Come si sentì miserabile davanti all’impossibilità di condividere la loro giusta ira, il loro rifiuto, il loro canto alla vita, le loro imprecazioni contro un Dio che per loro e solo per loro avrebbe trovato in me un credente, e anche davanti all’impossibilità di condividere le loro speranze, invocate con tutta la purezza degli uomini nel loro momento migliore.

La morale è un attributo o un’invenzione dell’umanità? Come poteva James Byorn Dean Avery spiegare ai propri compagni e a sé stesso che aveva il dovere di salvaguardare la dignità e l’integrità di quell’esploratrice di mari, di quell’avventuriera di isole perdute nella nebbia e negli uragani, terrore di caravelle e galeoni, scalatrice di montagne, amante di approdi al chiaro di luna, eterna abitante delle loro conversazioni e dei loro sogni?

Come poteva spiegare che ci sono circostanze che hanno bisogno del coraggio e della devozione di un fratello, mentre altre hanno solo bisogno del cinico abbandono che opererebbe un mercenario? E come rispondere al drastico "perché proprio lei"? Già, perché proprio lei?

La loro compagna di traversate in Rotta Maggiore. Che nave!, mormorava la gente quando la vedeva mordere le onde al largo delle rare isole di quei luoghi infami. Perché proprio lei? Che ci aveva portati sani e salvi a terra dopo la tempesta a largo di Little Garden. La nostra compagna, che con le cime anche leggermente cazzate sfrecciava verso l’orizzonte, forse felice all’idea di intraprendere una nuova entusiasmante avventura. Perché proprio lei? A cosa serviva aver percorso tanta strada, se Avery non sapeva rispondere nemmeno a questa banale domanda?

Avevano parlato, abbracciando la nave con la memoria e nella memoria lei ascoltava con un rollio leggerissimo, confidando in noi, come sempre. Ogni parola spezzata dal pianto cadeva sulla tolda perfettamente pulita. L’avevano accarezzata confermandole che sarebbe stata con noi fino alla morte, fino a Raftel, finché Avery non fosse diventato il Re e gli altri i padroni del mondo, spiegandole che proprio l’amore ci portava alla più dolorosa delle decisioni: andare avanti senza di lei.

Allora Avery mormorò di sì, per rimettere insieme i pezzi e alimentare il fuoco della speranza, che avrebbe fatto veleggiare la Swordfish in un mare senza ghiacci e con uragani gentili, con grandi distese soleggiate e ancoraggi ben riparati. Dalle profondità di uno di quegli orizzonti la Swordfish li avrebbe avvistati per ricordargli che lei non li avrebbe mai, mai dimenticati.

Adesso Avery si era alzato in piedi e sentiva forte il profumo del mare. In lontananza gli sembrò di sentire un rollio familiare e immaginò la sua bandiera nera garrire intrepida al vento. Accarezzò quella bandiera col pensiero con dita impotenti, piene di tristezza. Era stata testimone di così tante conquiste. Insieme a lei aveva assaggiato il sapore amaro della sconfitta e pagato il caro prezzo della vittoria.

Avery aveva diviso con lei la solitudine e il vuoto che arrivano dopo aver messo la parola fine a un’avventura. Le aveva raccontato i propri dubbi e narrato delle poesie che un giorno, dopo essere arrivato su Rafte, avrebbe voluto comporre.

Swordfish.

Domani, per amore, avrebbero perso la migliore delle compagne.

La Swordfish riposava ormai sul fondo dell’oceano, ma il suo ricordo non era perduto. Su quell’isola misteriosa, incisa su una spada piantata nel terreno, gli avventori avrebbero potuto leggere:


Swordfish.
La nave che fu dei Pirati di Avery.
Marinaio, qui giace il più nobile dei vascelli. Ascolta il suo ruggito.
Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
Avatar utente
Avery
 
Messaggi: 65
Iscritto il: 06/09/2014, 10:51

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #3 della Pagina da -WC- » 14/02/2015, 17:06

Si svegliò per il puzzo di merda proveniente dalle sue vesti il medico.
Non certo un bel modo per svegliarsi, forse uno dei peggiori.
Brando si sistemò gli occhiali e vide il suo capitano tirarsi su i calzoni e scoprì che al peggio non c'era mai fine.
Si alzò di scatto con la vena sulla tempia gonfia di rancore e in un balzo era addosso ad Avery. Non prima però di aver gettato a terra la giacca sporca di guano.

Pezzo di merda!

Parole scontate per una situazione marrone e nauseabonda come quella in cui si trovavano.
Si cazzottarono un poco i due ed entrambi sapevano che la causa non si trovava in quello sgarbo.
La causa era da ricercarsi il giorno prima quando il vice aveva convinto il capitano ad abbandonare la nave.
Brutta brutta storia quella. La nave non c'era più e a quanto pare la ciurma non era più sulla nave marine che gli aveva 'salvati'.
Non se ne era ancora reso conto Brando troppo impegnato ad offendere e cazzottare il compagno. In realtà si sentiva in colpa perchè con il suo gesto aveva convinto tutti ad abbandonare un amico. Amico che tutti avevano a cuore. Rurrop che si occupava di riparare ogni falla o danno avesse subito, Avery che con il suo timone fra le mani si sentiva già il re dei pirati. Hein che ormai si era abituato a cucinare in quella piccola cucina sbalzato dalle onde, Zeta che aveva il suo posto comodo per le sue letture e le sue fumate con Brando.
C'era tutto su quella nave, anche un dannato corvo albino che beveva più di tutta la ciurma messa assieme.

Non c'era nient'altro da fare

Si prese un cazzotto sulla mascella destra Brando.

Manca fottutamente anche a me cazzo

I due si fermarono interrotti dall ciurma.

Avremmo dovuto rifiutare a costo della vita. Avrei dovuto...... Scusate

Si voltò, si accese la pipa e iniziò a camminare.

E' l'ultima volta che sentirete quella parola brutte fogne
Avatar utente
-WC-
 
Messaggi: 63
Iscritto il: 02/09/2014, 14:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #4 della Pagina da Hein » 18/02/2015, 16:48

Chi è che rompe i coglionii???

Qualcuno cominciò a scuotermi.
Cercai di aprire gli occhi ma la luce del giorno me lo impedì.
Li strofinai e pian piano aprii le palpebre.
Avery stava svegliando tutta la ciurma, e perchè mai?
Dove mi trovavo?
Mi alzai barcollando da terra, attorno solo alberi e erba, niente di più.
Il capitano e il medico stavano discutendo.

Adesso tutto è più chiaro.

Mastro Brando aveva spinto Avery ad abbandonare la Swordfish per salvarci la pelle, e ora la bagnarola giaceva là, sul fondo di quell' oceano sterminato.
Non c'era più niente da fare.

E ora, cosa facciamo?

Camminavo nervosamente aspettando qualche risposta.
Avatar utente
Hein
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 02/09/2014, 13:54

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #5 della Pagina da Avery » 19/02/2015, 12:12

Sventurata la terra che ha bisogno di eroi... Sventurata la terra che ha bisogno di noi

Pensò Avery in gran fermento, appena staccatosi da Kidd, che gli aveva giusto lasciato l'impronta delle nocche sullo zigomo sinistro, ora rosso e livido. Avery gliene aveva rese altrettante, non da meno, con una delle sue mosse preferite, un bel calcio in petto: pittoresco, pulito, definitivo.

Di tutti gli uomini che esistevano su quel pianeta, Kidd era uno dei pochissimi a permettersi di poterlo gonfiare senza vedersi restituite le proprie budella penzolanti da Canto Notturno. Questo, perché era uno dei pochissimi ad avere il suo massimo rispetto. Nessuno godeva di questo onore. Kidd invece sì. Ed era certamente l'unico che avrebbe mai potuto convincerlo ad abbandonare la Swordfish.

Avery: Ascoltami bene ora, iscariota pezzente, infame e balordo! - Gli gridò Avery, afferrandogli un lembo delle vesti cacate, stringendolo per tirarlo a sé con forza, quasi volesse strapparlo. - Possono stracciarci le vele, rubarci il timone, ammazzarci i compagni a uno a uno, giocare ai quattro venti con le nostre anime in pena, salarci, seccarci il cuore come questa merdosa galletta che mi rimane in tasca. - E cacciò fuori una galletta, quasi rilucente sotto i bagliori d'ambra e ametista dei suoi pesanti anelli. - Ma nell'ora del nostro ultimo naufragio, sulle tue vergogne di vecchio, io non vedrò pesare Raftel, figlio di puttana. TU SEI L'UOMO CHE FARA' DI ME IL RE DEI PIRATI. TUTTI VOI LO SIETE!!! - Gridò poi, volgendosi verso Huck, Hein e Ruropp. - E NON ACCETTERO' RIPENSAMENTI, SCUSE, PIAGNISTEI O MALANIMI!!!

Mollò Kidd, infuriato, mentre la lapide alla Swordfish riluceva nel sole e fendeva il vento col suo filo spuntato.

Avery: Adesso pensiamo a come andarcene da questo buco di merda, se vi compiace.

Mosse qualche passo, ma poi si fermò all'improvviso. Si cacciò una mano sul pacco. Poi iniziò a tremare, come in preda alle convulsioni. Si gettò a terra, stringendosi le mani in mezzo alle gambe, urlando e sbraitando.

Avery: IIIIIIIIIIIIIIIHHHHHHHHHHHHHHH!!!! CHE CAZZ-AAAHHHIIIAAAHHHIII!!! AIUTO! IL DEMONIO!!! LEVATEMELO DI DOSSSOIIIIIIIIIIIIIIIIIIHHHHHHHHHHHHHHH!!!!

Avery si ficcò una mano nei pantaloni, afferrò visibilmente qualcosa, qualcosa di bianco e pennuto, e lo lanciò via. Sab ne emerse come un colombo starnazzante. Spennuto, spelacchiato e con un'aspetto terribile. Ma vivo e vegeto, ancora in grado di starnazzare e spargere piume e guano sulla terra sotto le sue ali ribelli. Un corvo albino di Ohara, rarissimo, fidato amico e compagno.

Sab: CORPO DI MILLE BALENE!!! CRAAAAAAAAA!!! CAPITANO, CAPITANO, PERICOLO!!! CRAAA!!! FAME, FAME, FAME, CRAAA!!! PIOGGIA, CRAAA!!!

Avery lo guardò smarrito.

Ci siamo fottuti l'unico membro della ciurma intelligente.

Ma Sab, fedele piccione, si accoccolò sulla sua spalla dopo una manovra goffa che lasciò a terra metà della sporcizia che si portava addosso, rendendolo quasi grigio, piuttosto che candido come neve. E col suo becco canuto come latte morse la galletta che Avery teneva e la ingollò. Avery tornò a sorridere, con quel suo sorriso da filibustiere e guardò Ruropp, proprio lui, dritto negli occhi.

Avery: Mi ci porterete a nuoto a Raftel, se sarà necessario. Ho fiducia in voi. So di cosa siete capaci. Niente e nessuno ci può fermare. Siamo i Pirati di Avery e lo saremo sempre. Finché dietro di noi non sarà altro che pallida sudditanza, un fiato in sospeso in attesa di scoprire se la mattina ci sveglieremo benevoli o se avremo voglia di radere al suolo pure la stramaledetta crosta terrestre.
Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
Avatar utente
Avery
 
Messaggi: 65
Iscritto il: 06/09/2014, 10:51

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #6 della Pagina da Huck » 19/02/2015, 19:03

Il sole batteva sulla faccia, caldo dannato, senso di smarrimento. Ci svegliammo non si sa come su una spiaggia, eppure poco prima, stando a quello che mi rimaneva della mia memoria, eravamo su un fottuto galeone della marina...

Che diavolo... Eppure non mi sembra di aver bevuto...

Non era la prima volta che mi trovavo in una situazione simile, forse era solo l'ennesima. Eppure qualcosa di diverso c'era. Questa volta non c'era traccia della nostra Swordfish.

La nostra nave...

Avery e Brando fecero a cazzotti accomunati dalla stessa rabbia. Avevamo perso la compagna che ci aveva accompagnatio in tutta la nostra avventura. Mai, come in quel momento, l'unione della ciurma era a rischio.
Ascoltai in silenzio le paorle dei due, Kidd pieno di rammarico. Era stato lui a convincere il capitano ad abbandonare la Swordfish nel bel mezzo della tempesta, ma onestamente non c'era altro che potessimo fare.

Che il Dio Rosso ti accolga nel suo regno mia cara amica... Un giorno ci rivedremo...

Avery e Kidd presero strade diverse

Dean... Costi quel che costi, la nostra avventura ha una sola fine: Raftel... La raggiungeremo anche per la Swordfish, questa è una promessa....

Con la solita sigaretta tra le labbra cercai di raggiungere il medico. Voleva essere lasciato in pace sicuramente, ma una parola gliela dovevo...

Brando, abbiamo fatto la scelta giusta e non hai nulla da rimproverarti. Tutti tenevamo alla nostra nave, ma dobbiamo andare avanti e insieme, fratello!

Datagli una pacca amichevole, mi allontanai, guardando il mare e quella strana isola su cui eravamo.

Che divaolo di posto è mai questo?!
Ultima modifica di Huck il 19/02/2015, 19:04, modificato 1 volta in totale.
Huck
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 16/09/2014, 11:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #7 della Pagina da Grimnir II » 20/02/2015, 0:44

Da qualche parte dietro la ciurma provenne un colpo di tosse.
Una donna dai capelli rossi, raccolti in una stravagante acconciatura accompagnata da una struttura che sfidava almeno tre leggi della Fisica, vestita con un abito lungo verde, era apparsa dietro di loro.

[+] Spoiler
Immagine


Li guardava tranquilla, le mani dietro la schiena.
Batteva impaziente un piede nudo sul manto erboso.

- Ehm, saaaalve.- disse con voce flebile sollevando una mano aperta - So che siete impegnati a... a fare quello che fanno gli stranieri, ma questo è il mio posto. Potreste... andare un po' più in là? Per favore?-

Storse il naso quando la zaffata delle feci di Avery le raggiunse il naso, ma tranne che per quel gesto non si scompose più di tanto.

Avete fino a Lunedì sera.
Immagine
Fight the Good Fight.
Join the Order.
Avatar utente
Grimnir II
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 229
Iscritto il: 22/08/2014, 16:06

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #8 della Pagina da -WC- » 20/02/2015, 17:13

Meglio fumarci su

Disse Brando offrendo la nera pipa in marmo ai presenti. La mistura era sempre diversa ma mai assente era qualche cannabinoide o qualche leggero allucinogeno, giusto per rilassarsi e far sembrare giornate perse e vuote in mezzo al mare una vacanza e giornate di tempesta un breve acquazzone pronto a lasciare il posto a qualche arcobaleno e a qualche mini-pony.

Mini Pony un cazzo. Ti spezzo tutto se non la smetti di scrivere queste stronzate.

Cannabinoidi che ancora non avevano fatto effetto.

Mi li mortacci tua

Brando venne improvvisamente distratto dal suono di una voce femminile. Strano visto che c'era solo la ciurma dei pirati di Avery in quel luogo e strano visto che per quanto ne sapeva il medico Ruropp era capace di trasformarsi solo in un ghepardo.
Solo...

Sti cazzi ti pare poco?

Si girò a guardare e la mascella scese a terra, con i denti che tagliavano l'erba all'inglese.

SI....dove, quando, perchè, scusi se la abbiamo infastidita...

Un babbaleo, ecco in cosa sapeva trasformarti Brando

Non rompere i coglioni e fammela portare a letto.

Si vabbeh... dai...continua a sognare.
Avatar utente
-WC-
 
Messaggi: 63
Iscritto il: 02/09/2014, 14:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #9 della Pagina da Avery » 22/02/2015, 19:33

Avery, la Spada del Mattino, aveva preso a guardarsi attorno con un certo malanimo. Gli occhi neri spaziavano per le verdi colline, forse nella cieca speranza di trovare una via di scampo che non implicasse la fabbricazione di una zattera con i pochi alberelli che si trovavano da quelle parti. I suoi vestiti profumavano di bergamotto, ma lui puzzava di sale e sudore a causa della rocambolesca ventura che lo aveva condotti in quel posto insieme ai compagni di ciurma. Tornò a prestare la sua attenzione a Ruropp e una volta tanto gli sorrise, proprio come si sorride ad un vecchio amico. Forse aver trovato il suo fedele pennuto lo aveva messo di buonumore, nonostante le numerose sventure che gli erano state inflitte.

Credevo che ti nutrissi di silenzio per prestare la tua voce agli abissi più neri, ai canti di rabbia che hai precluso agli uomini mortali.

Ma non c'erano battaglie da combattere, nessun nemico da odiare, né motivi per restare in silenzio. Allora perché guardando Ruropp gli si torcevano le budella, come se avesse rischiato di perdere anche lui, dopo aver perso già la nave, da un momento all'altro?

Meglio non pensarci.

Una voce femminile interruppe le sue assurde malinconie. Rimase fermo a guardarla alcuni secondi, con la bocca mezza spalancata.

Bellicapelli: Ehm, saaaalve. So che siete impegnati a... a fare quello che fanno gli stranieri, ma questo è il mio posto. Potreste... andare un po' più in là? Per favore?


Sab: IO SONO IL CAPITANO!!! CRAAA!!! GRADISCE UN CRODINO? CRAAA!!!

Il pennuto si beccò una manata dritta sul gargarozzo e spiccionò via spennacchiandosi.

Avery: STRAMALEDETTO UCCELLO DELLA MALORA!!!

Gridò rabbioso. Poi tornò sulla fanciulla, rivolgendole il migliore dei suoi sorrisi da brigante.

Avery: Chiedo scusa per l'intrusione nel vostro posticino, donna intensissima. Questo incantevole scoglio è tanto piccolo da contenere a malapena i miei commari e il sottoscritto, sicché spostarci senza finire coi piedi a mollo ci diventa piuttosto improbabile.

Si protese in un pantagruelico inchino.

Avery: Lasciate che mi presenti. Il mio nome è James Byron Dean Avery Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, Barone di Selimpia Citeriore e Guardiano dei Sigilli di Santa Croce del Ducato di Fez, Cavaliere di Ventura, Spada del Mattino, Capitano della Swordfish, il migliore dei vascelli.

Le labbra si incresparono nel nominare la Swordfish e si rese conto di aver sfregiato quel luogo ben due volte, nei primi 90 secondi in cui ci aveva messo piede. Cacandoci sopra e piantandoci tre piedi di acciaio nel terreno, per erigere un monumento a quella che era stata la sua gloriosa nave. Il pensiero non lo sconvolse più di tanto.

Avery: Costoro sono i miei commari, tutta gente dabbene, educata nelle migliori scuole, Cavalieri di Ventura come non se ne vedono più da tempo, che certamente non tenteranno di abusare di voi minacciando scannamenti et massacramenti vari. - Annuì con vigore. - Sembrate leggermente scombussolata dalla nostra venuta, dunque diteci, bellicapelli, diteci: possiamo mai fare qualcosa per voi e per questo bel posticino, che non ho idea di dove sia, né tantomento per quale singolare motivo io mi ci ritrovi?

Un sorrisone a trentadue denti chiuse il suo monologo. Abbassò lo sguardo sul log pose, sua bussola e sestante. Gli diede due schicchere. Chissà come si stava comportando l'ago.
Ultima modifica di Avery il 22/02/2015, 19:35, modificato 3 volte in totale.
Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
Avatar utente
Avery
 
Messaggi: 65
Iscritto il: 06/09/2014, 10:51

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #10 della Pagina da Hein » 22/02/2015, 21:27

La risposta non arrivò.
Quel misto di silenzio e rancore fu spezzato da una voce femminile.
Voltandoci potemmo notare una bella donna dai capelli rossi.
Rimasi impalato a guardarla, mentre lei chiedeva cortesemente se potevamo allontanarci dal suo posto.
Non sapevo che fare, non riuscivo a sputare fuori nemmeno una parola.
Fortunatamente ci pensò Avery, che con la sua dialettica cominciò un discorso.

Davvero una bella figona
Avatar utente
Hein
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 02/09/2014, 13:54

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #11 della Pagina da Huck » 25/02/2015, 12:30

Una voce mai sentita prima attirò la nostra attenzione.

Una donna...

Rimasi colpito da quella ragazza di bell'aspetto, mentre le sue richieste di lasciarla in pace si mescolavano al fumo della mia sigaretta. I capelli rossi, con un'acconciatura decisamente bizzarra e un'aura che quasi mi sembrava di riconoscere.

Che non sia??!!

Avery, come al solito, aveva iniziato il teatro, Brando, come al solito, sbavava di fronte a quella bella donna. Io mi avvicinai

Il Dio Rosso è colpito dalla sua bellezza, mia Signora...

Un leggero inchino, prima di porgergli la mano

Zlatan Kinneas...

Rimasi in attesa di conoscere il suo nome... fumando naturalmente.
Huck
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 16/09/2014, 11:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #12 della Pagina da Grimnir II » 26/02/2015, 0:13

La ragazza inarcò un sopracciglio, stringendo dubbiosa la mano di Zlatan.

- Dio Rosso? E' molto timido, forse?- chiese curiosa.

Si pulì la mano con cui aveva toccato il pirata sul vestito e tornò a osservare gli sconosciuti.

- Siete strani. Ma strani forte.- mormorò prima di sedersi in quello che era il suo posto.

Focalizzò lo sguardo su Avery.

- Se sei il Guardiano dei Sigilli, dove sono ora? Nel senso, se non li hai sempre sotto mano, saresti un pessimo guardiano. Ma capita anche a me di perdere la roba. Scommetto che li hai persi e ti vergogni di dirlo.- iniziò - E poi che vuol dire Spada del Mattino? Se tipo un tizio ti vuole sfidare a mezzogiorno o la sera, te non puoi combattere? Però capisco perchè. Il mattino si vedono meglio le cose. Mi piace molto svegliarmi la mattina presto con gli altri. Un paio di Iris mi fanno sempre compagnia.-

Si zittì di colpo, le gambe incrociate, guardando con occhi socchiusi i quattro sconosciuti.

- Questa è la mia isola.- ricominciò - Me l'ha regalata il mio amore.-

Fece una risatina dopo aver pronunciato quella parola.

- Bradavack. E' un nome che mi ha suggerito un Ranuncolo. Non ho idea di cosa voglia dire.-

Si abbassò, portando una mano all'orecchio, e rimase in ascolto.
Dell'erba.

- Si.- concordò, guardando Avery - Non è educato fare la cacca (altra risatina) sulla gente.-

Rimase china in quella posizione ancora per un po', parlottando e ascoltando.
In quella posizione, i Pirati poterono notare che il corpo della donna fosse effettivamente ben messo. Un sacco di roba nei punti giusti, e un petto che avrebbe potuto allattare una cucciolata di Pastori Tedeschi.

- Io sono Titania, comunque.- disse raddrizzandosi - Voi siete in vacanza? Conoscete il mio amoruccio? Spero non siate floricultori. Odio i floricultori.-
Immagine
Fight the Good Fight.
Join the Order.
Avatar utente
Grimnir II
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 229
Iscritto il: 22/08/2014, 16:06

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #13 della Pagina da Avery » 26/02/2015, 18:27

Il giovane corsaro era completamente assorto dalla donna apparsa dal nulla. I suoi occhi neri, cupi e opachi come specchi impolverati e distrutti dal tempo, non lasciavano trasparire alcuna emozione. Solo i suoi compagni, forse, avrebbero potuto indovinare i suoi pensieri, traditi appena da un sorriso da schiaffi dipinto su un viso dai tratti austeri e nobili. Una pelle che un tempo doveva essere stata diafana e ora portava i segni e il colore di chi aveva sposato il mare e la libertà.

Se sei il Guardiano dei Sigilli, dove sono ora? Nel senso, se non li hai sempre sotto mano, saresti un pessimo guardiano. Ma capita anche a me di perdere la roba. Scommetto che li hai persi e ti vergogni di dirlo. E poi che vuol dire Spada del Mattino? Se tipo un tizio ti vuole sfidare a mezzogiorno o la sera, te non puoi combattere? Però capisco perchè. Il mattino si vedono meglio le cose. Mi piace molto svegliarmi la mattina presto con gli altri. Un paio di Iris mi fanno sempre compagnia.


Avery inarcò appena un sopracciglio, sorpreso forse da cotanta sfacciataggine. Si volse verso Zlatan.

Avery: Hai sentito Kinneas? Uhuhuhuhuh! La signorina ha un certo carisma!

Mostrò la candida dentatura, ridendo visibilmente divertito. Si mise poi a sedere a gambe incrociate sull’erba, prendendo a giocherellare coi fiori, accarezzandoli appena coi suoi polpastrelli, delicati come quelli di un pianista, se non fosse stato per le dita eccessivamente agghindate con brillocchi d’ogni sorta grossi come noci.

Avery: Temo che abbiate ragione, mia signora. I Sacri Sigilli non ci sono più! Devo essere proprio un pessimo Guardiano, santo cielo! Uhuhuhuhuhuh! – Rise ancora, tenendo il mento alto per guardarla in viso. – Sono la Spada del Mattino, mia signora, perché il mattino è rinascita e luce sulle tenebre. E io sono l’essere umano che spazzerà via ogni cosa brutta, finché non resteranno solo meraviglie e uomini e donne dai cuori gonfi di amore.

Sorrise di nuovo, con quel suo sorriso affascinante da brigante di quarta classe. Ma il sorriso si interruppe quando la fanciulla parlò dell’isola e del suo amore.

Questa è la mia isola. Me l'ha regalata il mio amore. Bradavack. E' un nome che mi ha suggerito un Ranuncolo. Non ho idea di cosa voglia dire.


Avery: BRADAVACK – Scandì bene ogni sillaba, con un sussurro. Come se volesse memorizzarla. Guardò Brando, sorridendo. – La signorina parla con gli Iris e coi Ranuncoli. Magari parla pure con le tue dannate piante, cannabinomane della malora. – Non si curò mica di non farsi sentire da lei. Infatti, le rivolse di nuovo un sorriso amorevole. – Il vostro amore, mh? Chi sarebbe mai codest’uomo così fortunato? Ci terrei a conoscerlo, signora.

Per piantargli cinque piedi d’acciaio nelle budella.

Io sono Titania, comunque. Voi siete in vacanza? Conoscete il mio amoruccio? Spero non siate floricultori. Odio i floricultori.


Avery: Non siamo floricultori, dolce Titania. Siamo Cavalieri di Ventura. Dobbiamo arrivare su Raftel. Il vostro amoruccio può darci una mano?

Il giovane uomo si alzò in piedi. Aveva notato le tette di Titania, ma ora non sembrava curarsene. Una vena di preoccupazione pulsava appena sulla sua tempia. Chi lo conosceva avrebbe potuto dirlo, che era teso come un violino.

Avery: Siamo stati portati qui dai Marines, non dobbiamo dimenticarcelo. – Sussurrò ad Hein e agli altri, in modo da non farsi sentire da Titania. – Abbiamo un altro problema, fratelli miei. Quest’isola… Non è un’isola. E’ una nave. Una piattaforma. Qualcosa del genere. Il log pose è ancora puntato verso Alabasta.

Che diavolo sarebbe successo? Fissò lo sguardo su Titania. Titania, la donna misteriosa.
Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
Avatar utente
Avery
 
Messaggi: 65
Iscritto il: 06/09/2014, 10:51

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #14 della Pagina da -WC- » 28/02/2015, 14:48

Brando rimase fermo immobile per altri interminabili secondi, forse minuti, appoggiato alla sua pipa.

Gli Iris sono molto loquaci e conoscono un sacco di barzellette fantastiche

Il medico tirò un altro tiro dalla pipa per poi passarla a Kinneas.

Non so chi sia più fatto di chi su quest'isola

Ascoltò le parole di Avery

Non è un'isola?

Sbigottito, perplesso, ma sicuramente fatto fissò insistentemente Avery con uno sguardo enigmatico.

Ehmmmmmmmm....

continuò a fissarlo

Ehmmmmmmmm....

Finalmente gli soggiunse quello che voleva dirgli.

Niente
Avatar utente
-WC-
 
Messaggi: 63
Iscritto il: 02/09/2014, 14:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #15 della Pagina da Hein » 28/02/2015, 21:54

Rimasi impalato ad ascoltare le parole della fanciulla.
Mi veniva ancora difficile provare a parlare, doprattutto dopo che mi accorsi che parlava con i fiori.

Ha dei poteri particolari..

Come di consueto, Avery continuò a fare da mediatore chiedendo aiuto alla donna.
L'unica cosa che mi colpì della parole del Capitano fu che non ci trovavamo su un' isola.
E dove eravamo finiti?

E' tutto così strano in questo posto.
Avatar utente
Hein
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 02/09/2014, 13:54

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #16 della Pagina da Huck » 01/03/2015, 17:43

Quest'uomo apprezza la vostra arroganza...

Pover anima, così fragile e ingenua...

Avery: Hai sentito Kinneas? Uhuhuhuhuh! La signorina ha un certo carisma!


Ho notato, capitano... Anche altre... come dire... meraviglie...

Brando: Non so chi sia più fatto di chi su quest'isola


Feci un sorriso. Fumando la pipa del medico, gustavo le sue forme, ogni singola curva.

La tua anima sarebbe un dono...

Accesi una sigaretta, ascoltando i deliri di quella donna. Assurdità, amori, la sua isola.
Bradaveck la chiamava, eppure mai ne avevo sentito parlare prima.

Dobbiamo trovare un modo per andarcene da qui...

La nostra avventura stava vivendo un momento difficile e mai come allora avevamo bisogno di rimetterci sul nostro cammino, a caccia dei nostri sogni.
Huck
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 16/09/2014, 11:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #17 della Pagina da Grimnir II » 02/03/2015, 18:18

- Raftel non è granchè. Poche piante.- bofonchiò la donna accarezzando l'erba.

Rimase ancora un po' in silenzio prima di continuare.

- Il mio amoruccio è Joaquin Van Le Baar, figlio di Bambi Van le Baar. A quanto pare è stato un rivoluzionario famoso, impiccato a Rogue Town il giorno dopo la morte di Gol D. Roger. Non ha fatto molto scalpore, purtroppo: tutti troppo occupati a cercare la roba del vecchio.-

Una zaffata di fumo della pipa le arrivò al naso.
Titania lanciò un'occhiataccia al Medico.

- Potresti spegnerla, per favore? A loro non piace il fumo.- disse abbastanza minacciosa.

L'intero prato ebbe come un fremito alle sue parole.

- Comunque tra poco Joaquin dovrebbe arrivare per portarmi a cena. E' la nostra sera della settimana, sapete? Niente altre mogli o Squali del Tornado, solo io e lui.-
Immagine
Fight the Good Fight.
Join the Order.
Avatar utente
Grimnir II
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 229
Iscritto il: 22/08/2014, 16:06

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #18 della Pagina da Avery » 03/03/2015, 11:47

Avery osservava Titania con un nero cipiglio, un sorriso terribile e oscuro come i suoi occhi inquietanti e meravigliosi. Ascoltava, ma era più di un semplice ascolto.

Titania: Raftel non è granché. Poche piante.


Un sorriso da farabutto si estese sul bel viso dai tratti nobili.

Avery: Come lo sapete voi, signora? Ci siete forse stata? Sarebbe una gran beffa questa per noialtri umili viaggiatori! Fufufufufufu... - Ridacchiò il Capitano. - Ma voi non comprendete. Raftel non è la fine, ma l'inizio. Perché oltre Raftel, ci sono infinite isole e sterminati mari su più di un miliardo di mondi, che ancora nessuno conosce! Nemmeno il Re.

Il sorriso si trasformò in un malinconico sospiro, mentre, nel sollevarsi da terra, il giovane corsaro volgeva il proprio sguardo e la propria mano alla volta celeste.

Avery: Ci sono infiniti soli, ogni stella genera vita e fiori e uomini e donne diversi da noi, ma così simili. Ce ne sono più di tutti i granelli di sabbia di questo mondo, più delle gocce d'acqua nei nostri sterminati mari; e attorno a ogni stella innumerevoli mondi, proprio come il nostro, forse un po' diversi, ma tutti da esplorare. Io lo so, signora. Lo so perché l'ho visto, con questi stessi miei occhi.

Sussurrò il navigatore, esperto conoscitore dei mari e delle stelle, mentre un fremito attraversava la sua voce.

Avery: E un giorno io le vedrò tutte. Perché tutto ciò che non conosco, esiste senza il mio permesso. Darò loro il nome delle donne che ho amato e perduto. E finalmente tutto avrà senso nell’universo…

Solo allora si sarebbe potuta comprendere la vera follia di Avery. Un uomo a cui nemmeno il sogno enorme di Raftel avrebbe mai potuto mettere in pace il cuore. Un uomo perduto nel suo delirio di onnipotenza. Un uomo catturato dalla rete inespugnabile di ambizioni oniriche tanto grandi da risultare poco meno che completamente assurde. Eppure, tanta poesia doveva ancorare le proprie radici a qualcosa di concreto, di reale. Ed eccolo lì, davanti a tutti loro. Un corpo di uomo, di marinaio, guerriero e Capitano, pronto a morire pur di inseguire tali immensità. Solo un sorriso, e due bellissimi occhi neri.

Il prato tremò alle parole di Titania. Guardò Brando. Forse avrebbe smesso, forse no. Cosa importava?

Avery: Prega il tuo Dio rosso, Kinneas. Qui sta succedendo qualcosa di strano. – Fece riferimento al tremito nella terra. – Quest’isola non è un’isola e io non ho idea di cosa cazzo sia. Nessuna idea? Fratello uomo pesce? Spremi le branchie, chissà che oltre a cucinare tu non sappia anche cavarci fuori da questa situazione di merda.

Tornò su Titania. La terra tremava. Era stata lei o l’isola si stava muovendo? Magari c’era qualcosa nel sottosuolo. Chissà.

Titania: Il mio amoruccio è Joaquin Van Le Baar, figlio di Bambi Van le Baar. A quanto pare è stato un rivoluzionario famoso, impiccato a Rogue Town il giorno dopo la morte di Gol D. Roger. Non ha fatto molto scalpore, purtroppo: tutti troppo occupati a cercare la roba del vecchio. Comunque tra poco Joaquin dovrebbe arrivare per portarmi a cena. E' la nostra sera della settimana, sapete? Niente altre mogli o Squali del Tornado, solo io e lui.


Avery inarcò un sopracciglio.

Avery: Il vostro amore è stato impiccato oppure il padre? Non capisco. – Scosse la testa. – Al vostro amoruccio farà piacere sapere che noialtri abbiamo combattuto per la liberazione di Briss accanto ai rivoluzionari. Non è cosi, Ruropp? – Domandò. – Non sono sicuro di sapere perché stiate parlando di altre mogli o Squali del Tornado. Ma dato che questo posto non ci lascia via di scampo, temo proprio che saremo voi, lui, un cannabinomane, una triglia bipede, una palla di pelo, un erotomane onanista e una Spada del Mattino, colui che porta vita come una stella accecante, colui che porta morte come un cavaliere errante.

Sorrise. Attese.
Chissà cosa c’era di buono per cena.
Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
Avatar utente
Avery
 
Messaggi: 65
Iscritto il: 06/09/2014, 10:51

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #19 della Pagina da -WC- » 03/03/2015, 18:10

Quasi si stava per addormentare Brando Kidd a causa del rilassamento dei nervi e delle tensioni dovuto alla mistura nella sua pipa. Ma non era quello l'unico motivo che fece aprire le sue fauci in un sonoro sbadiglio. Tutto quel chiacchiericcio privo di senso non aveva colto la sua attenzione e l'unica cosa che evitò al medico di dormire appoggiato sulla sua pipa fu una strana scossa seguita ad una delle affermazioni di Titania.

Loro desiderano ardere signorina, me lo confessarono molti anni fa in una notte di follia su Irsha. Desiderano rilasciare i loro aromi e le loro sostanze in modo che le persone si facciano veicolo e mezzo del loro potente potere onirico. Spero non siano causa di troppo disturbo alle sue piante. Anche io adoro quei tenere vegetali.

'Chissà se sé la beve.

Avery era prolisso e pieno di sè come al solito, e questo lo rendeva perfetto come interlocutore di quella rossa prospera di curve e di parole buttate a casaccio.
Parole che diventarono interessanti visto il suo nominare rivoluzionari e tante altre cose come possibili baccanali e harem.
Bisogna che la ciurma riuscisse a conoscere quel Van qualcosa per uscire viva da quell'ennesima avventura di cui ignoravano lo scopo. In fin dei conti erano stati i marine a lasciarli in quelle zone.

Perchè? mmmm ci penserò più tardi.
Avatar utente
-WC-
 
Messaggi: 63
Iscritto il: 02/09/2014, 14:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #20 della Pagina da Hein » 04/03/2015, 22:04

Non sapevo davvero più come passare il tempo.
Era ormai diventato un dialogo tra la rossa e Avery.
Decisi così di sedermi sull' erba e rilassarmi.

Brando, non è che hai un po' di rhum?

La conversazione continuava liscia, fino a quando la terra sotto i nostri piedi non cominciò a tremare.
Guardai i miei compagni un po' preoccupato.
Nemmeno loro avevano capito il motivo e Avery decise di chiedermi se sapevo qualcosa.
Negativo.

No Capitano, non ho la minima idea di cosa possa essere.

In seguitò la donna, proseguendo nel discorso, nominò dei rivoluzionari e fece il nome di una persona che sarebbe arrivata a breve.

Forse si smuove qualcosa.

Non restava che aspettare.
Ultima modifica di Hein il 05/03/2015, 16:00, modificato 1 volta in totale.
Avatar utente
Hein
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 02/09/2014, 13:54

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #21 della Pagina da Huck » 09/03/2015, 15:26

Chiacchiere chiacchiere e ancora chiacchiere... tutte sconnesse però.

Squali del tornado... Amoruccio... e che cazzo?!

Mi spieghi perché troviamo sempre noi tutti i pazzi di queste acque? Dai qua va là...

Feci un tiro della mistura del medico, la cosa migliore da fare in quella situazione, forse l'unica. L'unico che sembrava intendersela con quel pezzo di figa rossa sembrava Avery, manco a dirlo... Forse era perfino più pazzo lui di quella...

Il destino vi ha fatto incontrare, Dean...

Dissi mentre aspiravo quella meraviglia.

Avery: Prega il tuo Dio rosso, Kinneas. Qui sta succedendo qualcosa di strano. Quest’isola non è un’isola e io non ho idea di cosa cazzo sia. Nessuna idea? Fratello uomo pesce? Spremi le branchie, chissà che oltre a cucinare tu non sappia anche cavarci fuori da questa situazione di merda.


In effetti qualcosa di strano c'era. La terra aveva iniziato a tremare. Sembrava che qualcosa si stesse muovendo sotto di noi.

Avery, forse è meglio che iniziamo a muovere il culo!

Feci una pausa... Saliva... Cazzo se saliva...

Il Signore mi sta dicendo che mi tirerà fuori da questo pasticcio ed è anche piuttosto sicuro che tu sia spacciato...

...

AHAHHAAHAH

Brando, sei magico fratello mio!
Huck
 
Messaggi: 52
Iscritto il: 16/09/2014, 11:29

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #22 della Pagina da Drakul » 11/03/2015, 20:46

Davvero?

Questa la domanda che continuava a rimbalzare dentro la testa di Ruropp. Doveva essere una domanda scritta con gli aghi, dato che ogni volta che lo raggiungeva gli faceva male, come se l'interno del suo capo venisse trafitto.
Il giovane carpentiere, da quando si era svegliato, non aveva proferito parola.
Se ne stava lì, in piedi, spostando il peso da una gamba all'altra, con sguardo perso e occhi un pochino troppo stralunati.
Grosse borse gli marcavano gli occhi, come se non avesse dormito e avesse passato ore e ore a piangere come un disperato. Ma non era successo.
Anche la bocca aveva qualcosa di strano: era rimasta aperta praticamente da quando si era alzato in un posto a lui ignoto.
Perché, anche in quelle condizioni, il giovane era riuscito a guardarsi attorno, speranzoso, prima di arrivare alla triste verità.

Ruropp: La Swordfish non c'è più.

Era colpa della sua ciurma. Era certo di questo. Gli amici che sempre avevano creduto in lui, che erano sempre stati al suo fianco, che aveva protetto con tutto se stesso, l'avevano tradito.
E non avevano avuto alcun problema a farlo.
Avevano abbandonato senza il minimo problema sia lui che la più grande Amica che avrebbero potuto trovare. Colei che mai aveva voltato loro le spalle e che mai li avrebbe abbandonati. Colei che aveva permesso loro di superare momenti difficili, alcuni difficilissimi, altri impensabili da superare.
Ma grazie a Lei ce l'avevano sempre fatta. Ed ora Lei non c'era più. Era morta. Sepolta nei fondali marini che mai l'avrebbero riportata alla luce. Condannata ad un'eternità di oscurità più totale e di assoluta solitudine.
E tutto questo era colpa loro, loro e di nessun altro. Ne era convinto.
Non era colpa di Ruropp, lui era solo stato troppo stupido da lasciarsi convincere dalle belle parole dei suoi "compagni". Ne era convinto.
Erano loro che avrebbero dovuto pagare, loro e nessun altro. Ne era convinto.

L'odio nei loro riguardi crebbe, i sentimenti di amicizia scomparvero e lasciarono posto ad un odio grande. Grandissimo. Enorme.
Un odio che continuava a crescere, nonostante ciò all'apparenza sembrasse impossibile. Un odio che si ingigantì nel vedere Avery, il suo capitano, colui che inizialmente aveva deciso di rimanere a proteggere la Swordfish con lui, ma che alla fine era stato il maggior complice del suo convincimento all'abbandono dell'Amica, incidere nella pietra una lapide per la Compagna caduta.
Odio che si ingigantì nel vedere Brando, il vice-capitano, promotore dell'idea di abbandonare la Swordfish al suo destino, litigare per far prevalere la sua parola su quella degli altri. Per far prevalere il fatto che non era colpa sua, quando era ovvio che lo fosse. Quando era ovvio che tutta la colpa fosse di coloro i quali fino a poco tempo fa erano i suoi compagni.
Fissò con sguardo infernale gli altri due membri della ciurma, Zlatan ed Hein, colpevoli di essersi fatti convincere troppo facilmente ad abbandonare al suo destino la loro Compagna.
Era di tutti loro la colpa. E l'odio continuò a crescere, nel silenzio più totale.

Ruropp: Cosa ne sapete voi? EH?

Come si erano permessi di prendere una simile decisione a discapito di una loro Compagna?
Forse che loro non la considerassero tale? Forse che per loro la Swordfish non era altro che un mezzo di spostamento? Un oggetto?
Del resto, cosa ne sapevano loro? Cosa potevano sapere loro riguardo alla Swordfish?
Loro che non avevano mai dialogato con lei, come lui aveva fatto.
Loro che mai si erano presi la briga di ascoltare i suoi lamenti.
Anzi, loro che addirittura avevano generato parte della sua sofferenza, danneggiandola incurantemente!
Loro non avevano mai impugnato chiodi, martello e assi cercando di lenire il Suo dolore. Non La avevano mai consolata nei momenti di tristezza, quando le sofferenze erano troppe da sopportare senza lamentarsi anche per un Essere al quale non era stata donata la parola.

E più i ragionamenti si facevano contorti nella mente di Ruropp, più il suo odio cresceva.
Fino a quando raggiunse il limite...
E allora, da quel preciso momento, il suo prolungato silenzio non divenne solo una scelta, ma un vero e proprio obbligo.
Apatia.
Questo lo stato d'animo che Ruropp aveva raggiunto. Non sapeva come, né perché, sapeva solo che il mondo esterno cessò di interessargli.
Capì ben presto che non avrebbe potuto sfogarsi con i suoi ex-compagni. Che ciò che aveva deciso di fare loro per fargliela pagare non sarebbe stato fatto.

Oh, continuò ad osservare il mondo reale, questo sì! Solo che ogni cosa che accadeva gli scivolava via, senza tangerlo, scorrendo a terra come fa la pioggia sull'impermeabile.
E così udì Avery rivolgersi a lui, parlandogli in più occasioni, talvolta anche in modo scherzoso. Fiato sprecato, Ruropp in ogni occasione si limitò a fissarlo senza battere ciglio, senza esternare alcuna emozione, anche perché, effettivamente, dentro di lui non provava alcuna emozione.
Si voltò, addirittura, a fissare la donna che era quasi magicamente apparsa dietro di loro.
Ascoltò l'acceso dialogo tra lei ed il suo capitano, sempre senza proferir parola e senza ragionare su di esso, immagazzinando, tuttavia, ogni singola informazione possibile.
Rimase immobile a fissarla, per tutto il tempo.
Uno sguardo freddo e cupo era l'unica cosa che si poteva raccogliere dalla sua persona.
Poi... Il nulla.

Davvero?
Drakul
 
Messaggi: 33
Iscritto il: 01/09/2014, 11:21

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #23 della Pagina da Grimnir II » 13/03/2015, 14:42

Titania ruotò gli occhi.

- Il padre, ovviamente.- disse parlando lentamente, come se si stesse rivolgendo a un bambino speciale - Mica è possibile sposare un morto.-

Sospirò, e il prato parve sospirare con lei.

- Raftel è Raftel. Un'isola come tante. Non il lucchetto nè la chiave, ma il fondo.-

Poi parlò Brando.
E disse qualcosa che Titania odiò.
Odiò un sacco.

- Ti piacerebbe se ti dessi fuoco e ti fumassi davanti ai tuoi compagni?- chiese, minacciosa.

L'erba iniziò a crescere, lentamente, attorno agli stivali dell'uomo.
Una strana pressione negli stivali quando qualcosa ne bucò la suola e iniziò ad avvilupparsi attorno alle dita dei piedi.
Qualcosa che iniziò a stringere e a tirare verso l'esterno, minacciando di menomare il Pirata.

Brado perde 2 PV


- Può bastare così, tesoro.-

Alle spalle del gruppo era apparso un uomo di circa 30, massimo 40 anni, abbastanza alto.
Indossava un lungo impermeabile bianco sopra un corpetto di cuoio.
I capelli corvini erano leggermente ingrigiti quà e là. Portava al fianco una sciabola, e due pistole incrociate sul petto. Gli occhi erano celati da degli occhiali da sole a lente tonda.

[+] Spoiler
Immagine


La pressione svanì e Titania, praticamente squittendo, superò i Pirati e corse verso lo sconosciuto.
I due si scambiarono un lungo ed appassionato bacio prima di sciogliere il loro abbraccio.
Ora che era di spalle, oltre ad ammirare il sedere perfetto, i Pirati poterono notare un grosso tatuaggio sulla schiena nuda della fanciulla: uno squalo tribale con, al di sopra, il numero "III".

[+] Spoiler
Immagine


- Joaquin Van Le Baar, signori.- si presentò, le labbra piegate in un ghigno. Aveva un leggero tic all'indice della mano sinistra - Benvenuti a Bradavack. La mia Isola. Vi hanno già fatto notare come sia scortese cagare sulle isole altrui?-

- Chi di voi è Avery?- chiese poi mentre Titania si abbarbicava a lui, l'erba che iniziava a fiorire attorno ai suoi piedi scalzi.
Immagine
Fight the Good Fight.
Join the Order.
Avatar utente
Grimnir II
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 229
Iscritto il: 22/08/2014, 16:06

Re: Bradavack, Le Porte della Nebbia

Messaggio #24 della Pagina da Avery » 13/03/2015, 17:38

Il giovane Capitano sorrise alle parole di Titania, con un sospiro leggero come un petalo di rosa.

Titania: Il padre, ovviamente. Mica è possibile sposare un morto.


Avery: OH, beata ingenuità. Se lo puoi scopare lo puoi anche sposare. Semplice no?

Allungò i palmi come se stesse dicendo la cosa più ovvia del mondo. Ma non assistette con gioia alla vista del suo vice ghermito dall’erba e quasi amputato, così che si era già sollevato con la mano all’impugnatura di Canto Notturno, ma un nuovo avventore interruppe quel preludio a un cruento spargimento di clorofilla.

Joaquin: Può bastare così, tesoro.


Avery inizialmente lo ignorò. Guardò Ruropp, piuttosto. Sorrise come si sorride a un vecchio amico.

Avery: Ruropp… - Mormorò. – La Swordfish… Era solo una nave.

Strinse una delle sue spalle con una mano ghermita da metalli e pietre preziose. Cercò il suo sguardo e poi portò l’attenzione su Joaquin. Un tipetto interessante. Chiunque fosse, se ci fosse stato da combattere, sarebbe servita anche la lama di Ruropp. Soprattutto la sua. Ma Avery ancora una volta non si fece avanti, mentre pomiciava con Titania. Invece sghignazzò verso Kinneas, Kidd e Hein.

Avery: Visto? Lo dico sempre che fumare fa male, ultimi. BUHAHUHAUAHUAHAHU!!!

Che poi alla fine, se gli girava male, lui fumava più di tutti, ma vabbè. Ormai erano lontani quei giorni. La Swordfish non c’era più e farsi una canna non serviva a niente se poi non si potevano contare le nuvole e i gabbiani a palle all’aria, con uno chardonnay ghiacciato in una mano e una ciotola di ostriche nell’altra.

Joaquin: Joaquin Van Le Baar, signori. Benvenuti a Bradavack. La mia Isola. Vi hanno già fatto notare come sia scortese cagare sulle isole altrui? Chi di voi è Avery?


Avery sollevò le spalle.

Avery: Da qualche parte dovevo pur cagare, amigos. – Sorrise con un sorriso stronzissimo. – Vediamo se indovini. – Il tono era sarcastico, ma non gli impedì di sollevarsi e protrarsi in un profondissimo inchino. – James Byron Dean Avery Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Corbentraz e Sura, Barone di Selimpia Citeriore e Guardiano dei Sigilli di Santa Croce del Ducato di Fez, Cavaliere di Ventura, Spada del Mattino, Capitano della Swordfish, proprietario di Sab, un intelligentissimo corvo albino di Ohara. A proposito, è in vendita se le interessa.

Accanto ad Avery cadde una goccia di guano grossa come una noce. Sab gracchiò, mentre volava con moto circolare sopra le loro teste.

Avery: BRUTTO PEZZO DI FANGO!!! PROVA A SCENDERE E TI CI FACCIO LO STUFATO, TI CI FACCIO!!! TE E LA TUA MIRA BALORDA, NEMMENO SEI IN GRADO DI CAGARE DRITTO, NEMMENO!!! DOVEVI CAGARE IN TESTA A LUI!!!

Avery indicò Joaquin. Nel frattempo, Sab aveva comunque cagato sul prato. Rispose agli insulti gracchiando spavaldo.

Avery: Quanto vuoi per le pistole? – Chiese a Joaquin, mettendo mano alla saccoccia. – Ci devo ammazzare un pennuto maledetto
Hai sentito ogni sorta di racconti sul Re, ormai... Ma reano tutte falsità. Il Re sei tu.
AVERYLo spirto guerrier che ogni cosa distrugge.
Avatar utente
Avery
 
Messaggi: 65
Iscritto il: 06/09/2014, 10:51

Prossimo

Torna a Isola del nulla

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite