Trama ~ 7 - Uno Squalo Tatuato

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Trama ~ 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #0 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:15

- Ore 15.00 Arcipelago Shabaody, Groove 60. Base della marina -

Una giornata come tante altre all'Arcipelago Shabaody.

Il cielo plumbeo e gonfio di nuvole grigie e malinconiche giurava pioggia, forse per vendicarsi del fumo delle ciminiere, dell'inquinamento, dei peti delle vacche e dell'effetto serra. I marines di guardia alla base della marina sbadigliavano vinti dalla monotonia, quando un'enorme nave da guerra battente bandiera del governo mondiale gli apparve all'orizzonte.

- Ore 15.41 -

L'enorme imbarcazione aveva ormai raggiunto le banchine della base della marina sull'Arcipelago, al Groove sessanta numerosi marines puliti, stirati e precisi come maggiordomi in servizio se ne stavano in riga col fucile sulle spalle, sull'attenti e con la mano destra che faceva il saluto militare.

Un uomo grande e grosso, con una folta barba marrone - rossastro, e uno smoking grigio camminava nervosamente fra le due fila di uomini che avevano formato una specie di corridoio posizionandosi su ambo i lati del molo. L'uomo li esaminava uno ad uno più volte, sembrava decisamente nervoso.

Intanto sulla nave...

Marines: "Vice ammiraglio Kagura. La informo che abbiamo appena attraccato all'arcipelago Shabaody."

L'uomo aveva appena bussato sulla porta in masselo di una stanza interna alla nave, dalla quale, dopo circa quindici secondi uscì una voce roca e anziana.

Kagura: "*Cof* *Cof* Grazie per avermi avvertito giovinotto. Fai preparare gli uomini per l'uscita in pompa magna, e portami il mio cappotto, e il bastone da passeggio *Cof* *Cof*"

Circa una decina di minuti dopo un gruppo di cinquanta marines armati di tutto punto si era posizionato sul ponte, aspettando l'arrivo del loro diretto superiore, il vice ammiraglio Yamato Kagura.
Finalmente l'ufficiale fece il suo ingresso, era un uomo basso ed esile, vecchio, vecchissimo, camminava curvo aiutandosi con un bastone da passeggio di legno pregiato e dal manico d'ottone.
Era completamente calvo, pelle del volto cadente, numerose rughe, occhi a mandorla semichiusi, ma che si muovevano velocemente dimostrando che nonostante l'età era ancora bello visto. Ah, se solo il corpo avesse risposto come un tempo.

"Ahi ahi ahi che mal di schiena. Le mie ossa scricchiolano tutte, c'è un sacco di umidità, che dolore. Credo che pioverà presto. Allora sbrighiamoci, voglio tornare a Marineford il prima possibile."

Lentamente l'anziano ufficiale, che indossava uno smoking color oro e una cravatta nera sotto il tipico cappotto da vice ammiraglio, e portava in bella vista una coppia di Katane legate alla cintura, iniziò a scendere per il pontile fino al molo, dove il nervoso uomo barbuto citato poc'anzi gli venne incontro facendo il saluto militare.

???: Commodoro Greenstein a sua disposizione signore! La stavamo aspettando.

Il vice ammiraglio si guardò intorno scrutando tutti quei marines tirati a lucido che gli facevano il saluto, poi fissò il commodoro Greenstein.

"Cosa sono tutti questi pinguini qui? Ah, ai miei tempi queste cose non sarebbero successe, era tutto molto meglio allora, guarda adesso, è primavera e fa un freddo che sembra dicembre. Non ci sono più le mezze stagioni." - Disse il vice ammiraglio agitando in aria il bastone - "Sentì un pò tu, ma a tutti questi baldi giovanotti non hai un lavoro da far fare, invece di tenerli qui come statue di cera, eh?"

Il commodoro osservò il superiore degludendo prima di rispondere: "Certo signore! Sono tutti pronti per darle una mano."

Yamato Kagura: "Mano? Ma per chi mi hai preso? Per un vecchio rincitrullito? So che pensi che io debba andare in pensione, sei proprio come Baal. Troppo vecchio dice, ma la giustizia non va mai in pensione. E ora fa tornare questi poveracci alle loro mansioni, e togliti di mezzo."

Il commodoro cercò di mettere su qualche scusa, ma Yamato non se lo filò di pezzo passandogli accanto seguito dai suoi uomini, e lasciandolo lì dopo una figura, come dire, poco elegante.

Commodoro Greenstein: "Non avete sentito il vice ammiraglio? Tornate tutti a lavoro. Subito!"

- Ore 16.39 Arcipelago Shabaody, Groove 11. Zona senza legge -

Il gruppo di marines camminava, guidato dal vice ammiraglio Kagura, per le zone senza legge dell'arcipelago Shabaody. In poche zone del mondo un gruppo di marines sarebbe stato meno ben voluto, ma a loro non interessava, e i vari delinquenti e tagliagole della zona si guardavano bene dal distrurbarli cedendogli di fatto il passo, e maledicinedoli a ragguardevole distanza di sicurezza.

???: "Signore, è sicuro che si trovi qui?"

Kagura: "Che razza di domande, Toki-Kun, dalle nostre fonti si trova proprio qui, in attesa che la sua nave venga rivestita, per passare nel Nuovo Mondo. Non ci resta che setacciare questo posto, sta anche iniziando a piovere. Maledizione, domani i reumatismi si faranno sentire."

Ed effettivamente le prime gocce iniziavano a cadere sull'arcipelago.
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #1 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:20

- Ore 11.16 Arcipelago Shabaody, Groove 52. Cantieri Navali -

Il sole scaldava il terreno dell'Arcipelago e qualche testa pelata che passava da quelle parti.

Come al solito c'era grande fermento e movimento tra i Groove 50 e 59 dell'Arcipelago Shaboady per la presenza dei Cantieri Navali, di carpentieri particolarmente esperti ed in grado di fornire protezioni speciali e rivestimenti per poter immergere le navi sotto il livello dell'acqua.

Qualche nuvola dal colore piuttosto grigiastro, in lontanaza, sembrava avvicinarsi all'isola ed a poco a poco il sole trovava sempre più difficoltà a far filtrare i propri raggi, per il sollievo di quelli che avevano dovuto dire addio alle folte chiome in testa.

???: "Il rivestimento serve alla svelta, quindi non esistono altre priorità per voi adesso!"

Un tipetto dalla corporatura esile, con lunghi capelli castani che scendevano fino soto le spalle, parlottava determinato con un operaio del cantiere. Vestiva con un paio di calzoni lunghi marroni, stivaletti in cuoio neri ed una canotta piuttosto trasandata e decisamente poco pulita che doveva essere bianca e copriva una serie di tatuaggi di diverso tipo, particolari ed insoliti su tutta la parte superiore del proprio corpo.

???: "Purtroppo non ci piace aspettare ed abbiamo fretta a lasciare la Rotta Maggiore, quindi sarebbe l'ideale avere tutto pronto per domani visto che vi paghiamo..."

L'operaio intimorito dall'individuo mingherlino, decisamente poco prestante, faceva segni di assenso con il capo tremolante e prese la sacca di soldi che gli venne lanciata dal tipo.

Operaio: "Sarà fatto, non ha da temere, la nave è in ottime mani!"

Il tipo tatuato sorrise e voltò le spalle all'operaio dirigendosi verso il gruppetto di suoi compagni rimasti nei pressi dell'entrata del cantiere navale, tra cui si ergeva una figura imponente, decisamente più grosso per stazza rispetto ad altri che mostravano comunque una corporatura ben piazzata, tutti con qualche tatuaggio addosso.

Il secco, con aria soddisfatta ed un sorrisetto beffardo sul volto si rivolse al grosso omone che troneggiava nel gruppo.

???: "Tutto apposto Capitano, domani avremmo la nostra nave rivestita!"

???: "Molto bene Rod, possiamo andare a riposarci un po' allora."

La voce decisa e profonda attirò l'attenzione degli operai nelle vicinanze, metteva in soggezione chiunque nei dintorni.
- Ore 16.39 Arcipelago Shabaody, Groove 11. Zona senza legge -

Le nuvole avevano ormai coperto il cielo dell'Arcipelago Shaboady minacciando pioggia da lì a poco.
Un falò di modeste dimensioni rumoreggiava nel bel mezzo della zona più pericolosa dell'isola, dove assassini, delinquenti e ladri dagli animi più spietati era solita gironzolare alla caccia di qualche nuovo polletto da spennare.

Il tipo mincherlino, Rod, che aveva trattato nel cantiere con l'operaio, era seduto a terra con la schiena poggiata su un grosso masso a leggere la Gazzetta dei Mari decisamente rilassato attorno ad un nutrito gruppo di uomini delle razze più variegate.

Qualche Orango-Umano era alle prese con una partita di carte. Tutti erano piuttosto muscolosi e con una peluria più fitta del normale con sfumature di colore tra il marrone ed un color quasi arancio. C'era anche qualchè BracciaLunghe e GambeLunghe e qualche Umano di pelle nera, una bella insalata di sottorazze che sembravano però essere in completa armonia tra loro a rilassarsi, tutti poco coperti nella parte superiore del copro, quasi a voler sfoggiare la grande quantità di tatuaggi presenti sui loro busti.

???: "Qua dovrebbe piovere presto, ragazzi montate un telone qua sopra che non ho assolutamente voglia di bagnarmi i capelli ed i vestiti."

La voce tonante, che mise subito in movimento 4-5 uomini, proveniva dalla grossa figura che Rod aveva appellato come Capitano. L'imponente corporatura estremamente muscolosa e definita, era resa ancor più impressionante dall'altezza che raggiungeva circa i 5 metri.

Era seduto su una grossa sedia in legno, chino sulla schiena di un ragazzo seduto che nonostante il metro ed ottanta di altezza sembrava un bambino in confronto a lui.

Pirata: "Capitano Ganar abbiamo sistemato il telone."

Effettivamente il grosso telone si apriva sopra le teste degli uomini, montato con estrema velocità dai pirati che si rimisero sdraiati a terra a riposare, mentre il loro Capitano continuava a rimanere concentrato sulla schiena del ragazzo continuando a lavorare al tatuaggio che stava ultimando.

Aveva una barba incolta a contornargli il viso, maculata con un nero naturale ed un biondo ossigenato.

Capelli con delle lunghe treccine, di vario tipo e colore dal biondo ossigenato al nero, ornate con perline e coralli di svariati tipi e colori, trovati nei punti più nascosti dei 4 Mari e della Rotta Maggiore ed una rasatura corta nella zona delle tempie dove vi è disegnato un tribale sfumato.

Ganar: "Stai fermo... ho quasi finito..."

Il dito indice di Ganar era diventato appuntito, l'unghia era più lunga rispetto alle altre e soprattutto nera come la pece. Non usava alcun tipo di strumento per fare il tatuaggio se non le sue dita ed in quel momento il suo indice della mano destra con cui incideva la pelle della schiena del pirata mentre di tanto in tanto puliva la zona con un fazzoletto nella mano sinistra.

Anche il muscoloso corpo del Tatuatore mostrava innumerevoli tatuaggi sulla pelle nera.

Il braccio sinistro era completamente maculato, come la pelle di un ghepardo mentre il braccio destro era ricoperto di una serie di simboli tribali tipici della sua tribù e della sua famiglia, Van Leeuwen. Sul petto era tatuato il simbolo della sua ciurma, il suo Jolly Roger, mentre sul resto del busto una serie di simboli tribali, scritte e disegni in ordine confusionario che occupavano praticamente tutto il corpo che era possibile intravedere da sotto il camice bianco da medico senza maniche che indossava.

Ganar Van Leeuwen: "Ecco fatto: sono soddisfatto, mi piace!"

L'omone si alzò in piedi evidenziando ora tutta la propria stazza e prestanza fisica.

Il dito indice tornò normale mentre Ganar osservava la propria creazione sulla schiena del pirata, una serie di cerchi concentrici a cui si sovrapponeva una croce, tutto disegnato in maniera molto precisa. Il colore sulla pelle del pirata sembrò muoversi per un istante, quasi cercasse di assestarsi.

I mocassini maculati, spiccavano su di un tipo come lui, anche se pue il resto della ciurma sembrava piuttosto appariscente nel vestire. Canotte, giacchette lucide e camice dai colori sgargianti.

Rod: "Capitano, secondo la Gazzetta pare che ci sia un bel po' di movimento nei 4 Mari."

Il mingherlino continuava a rimanere seduto con il giornale in mano ed un sorrisetto in volto, sembrava divertito da quanto avesse letto, mentre il suo Capitano si avvicinava ad una grossa bacinella d'acqua dove vi immerse le enormi mani per lavarsele.

Ganar Van Leeuwen: "Solita marina che si vanta per qualche arresto?!"

Rod: "Piuttosto direi il contrario... Pare che i nuovi pirati nei 4 Mari stiano dando del filo da torcere alla Marina, hanno praticamente portato una rivoluzione a Briss che ora è un campo di battaglia!"

Prendendo un asciugamano si pulì le mani, mentre sorrideva divertito alle parole di Rod...

Ganar Van Leeuwen: "Che ragazzacci e noi ancora che stiamo a perdere tempo qua nella Rotta Maggiore... Lo dicevo io che non dovevamo fermarci così a lungo ad Amazon Lily..." - fece una piccola pausa in cui gli strizzò l'occhio - "Anche se ne è valsa la pena, GHAHAGHHAGHAGHAH!!!"

Tutti i pirati scoppiarono in una fragorosa risata, mentre qualche goccia cominciava a battere sul telone affisso tra gli alberi della zona a coprire l'area dove quel gruppo di strani elementi si rilassava.
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #2 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:22

Ormai la pioggia iniziava a cadere battente sull'arcipelago.

Il gruppo di marines continuava ad avanzare preceduto dal vice ammiraglio Kagura, il tutto con immane lentezza, data l'avanzata età del comandante che camminava aiutato da un bastone, fermandosi ogni cinque minuti a lamentarsi del mal di schiena, dell'artrite, del freddo, della pioggia, dei giovani d'oggi, e di come a suoi tempi tutto fosse tremendamente diverso.

Dopo circa un'altra mezz'ora di cammino per i Groove senza legge dell'arcipelago Sabaody, finalmente al vice ammiraglio venne un guizzo di genio.

"Da questa parte, sento puzza di pirata."

Ovviamente i suoi lo seguirono ben lieti che finalmente questi avesse individuato una pista, il problema era che la zona senza legge in realtà poteva definirsi come un'accozzaglia di pirati, delinquenti e tagliagole di ogni sorta, quindi la "puzza di pirata" era praticamente ovunque.

Infatti il gruppo di marines finì per ben due volte in due differenti bettole frequentate da malviventi, causando una fuga generale e un gran scompiglio nella prima, mentre nella seconda i marines vennero attaccati da una ciurma di pirati troppo ubriaca e ottusa, e il vice ammiraglio fu costretto a fare una carneficina. Non che la cosa gli dispiacque, comunque.

Così, dopo circa un'ora e mezzo di giri a vuoto, finalmente i marines trovarono il loro bersaglio. Un'enorme tendone, nel bel mezzo di uno spiazzo circondato da rovine di quelle che un tempo dovevano essere abitazioni, il Jolly Roger non lasciava dubbi, erano la ciurma che stavano cercando.

Kagura fece cenno ai suoi di rimanere un pò indietro, e si avvicinò lentamente ai pirati, finchè lo scorse, Ganar Van Leeuwen detto il tatuatore, un enorme essere umano di cinque metri d'altezza, dalla pelle decisamente troppo abbronzata e dalle numerose treccine multicolore, insomma un tamarro.

La cosa fece scuotere decisamente il capo al vice ammiraglio.

"Ah... questi giovani d'oggi."

Intanto Kagura continuava ad avvinarsi, non sembrava affatto minaccioso, solo un curvo, povero, misero e debole vecchio. I due, pirata e marines non si erano mai incontrati, ma Il Tatuatore godeva di una certa fama. Infine, il vice ammiraglio decise di fare la sua mossa.

"Ganar Van Leeuwen, vero? Scommetto quel poco che mi resta da vivere che stai cercando di raggiungere il nuovo mondo."

Per il momento non disse altro, si aspettava un po' di tutto, probabilmente a vedere quel vecchio marines che gli si parava contro sotto la pioggia, i pirati sarebbero scoppiati in una fragorosa risata, oppure sarebbero stati tanto stupidi da attaccarlo, o magari gli avrebbero risposto per le rime, cosa che infondo voleva, intrattenere una conversazione con il Tatuatore, ma per ora non aveva detto nulla, nè chi era, nè cosa voleva.

La saggezza data dalla senilità gli diceva di mantenere il profilo basso per il momento.
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #3 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:30

Bivaccati nella Zona senza legge i pirati della Ciurma del Tatuatore avevano preso possesso di una parte di terreno selvaggio, aperto alla natura, coperto solo da un grosso telone su cui cominciarono a sbattere sempre più insistentemente gocce di pioggia.

Riposavano, bevevano, mangiavano in attesa che la loro imbarcazione fosse rivestita per attraversare il mondo sottomarino e sbarcare nel Nuovo Mondo, meta che data la fama e la potenza della ciurma avrebbero forse dovuto raggiungere già molto tempo addietro, ma la ricerca di follie e divertimento di quei pirati li aveva trattenuti più del dovuto nella Rotta Maggiore.

Ganar Van Leeuwen: "Yester vieni qua, ho voglia di tatuare, m'è venuta l'ispirazione."

La voce baritonale del gigantesco Umano nero echeggiò per la zona, spezzando la quiete creatasi.
Subito un ragazzo piuttosto muscoloso con una camicia dalla tonalità di colore arancione e blu, completamente sbottonata mostrando il petto completamente depilato e numerose collane dei più svariati tipi, dal metallo a tipologie tribali, si alzò dalla sua posizione supina.

Yester: "Un altro, Capitano?! Sarà il quinto in questa settimana..."

Ganar Van Leeuwen: "Sei l'ultimo arrivato, devi recuperare rispetto agli altri!"

Sorrideva divertito il Capitano di quell'ammasso di strani pirati.

Il suo dito indice era nuovamente tornato appuntito, con l'estremo superiore, la punta, tinta di nero ed una goccia di inchiostro in equilibrio tra lo scivolare sulla mano nera dell'uomo ed il rimanere ferma sulla punta dell'indice.
Abbassò il braccio Ganar, in segno di ripensamento forse dovuto alle parole del ragazzo, sicuramente meno tatuato rispetto al resto della ciurma, ma pur sempre ben coperto di disegni sul corpo, specialmente sul braccio destro che d'improvviso si mosse per schiaffeggiare, senza troppa violenza, il suo "proprietario".

Ganar Van Leeuwen: "Vabbè dai questa volta passi... Devi farti forte ragazzo!"

L'indice di Ganar tornò normale e la mano si distese nuovamente dopo essere stata per un istante contratta.

Da lontano gli occhi del Capitano intravidero qualche figura muoversi verso di loro, che riuscì a distinguere sempre più nitidamente, mano mano che si avvicinavano a passo lento ed incerto sotto la pioggia: Marines.

Anche il resto della ciurma si accorse della compagnia e qualcuno si alzò in piedi facendo qualche passo in avanti, mentre molti altri rimanevano tranquilli sdraiati o nella loro posizione, con un accenno di spavalderia, sicuri di se stessi. Ganar fece un paio di passi verso la figura anziana che si avvicinava sola al telone dove i pirati avevano deciso di accamparsi.

Come li avevano trovati in quella zona?! Non aveva alcuna voglia di combattere adesso, erano da poco approdati all'Arcipelago Shaboady e la traversata verso il Nuovo Mondo li aspettava.

Il primo a parlare fu il vecchietto, ancora sotto la pioggia, fermo a pochi metri di distanza dal telone dove Ganar trovava invece riparo dalla pioggia battente. Il grosso umano cercava di capire il perchè di quella visita, di quelle domande, era un vecchietto ed una piccola pattuglia di Marines, li avrebbero potuti schiacciare in un istante se avessero voluto, ne era convinto e questo lo insospettiva ancor di più.

Ganar Van Leeuwen: "Proprio io... Diciamo che non sto cercando di raggiungerlo, ma ci vado..."

Sorrise con spavalderia e si voltò per cercaro gli sguardi dei suoi ciurmati anch'essi soddisfatti da quell'affermazione del loro capitano, alcuni annuiavano divertiti con il capo. Tornò poi a fissare il vecchietto con un impeccabile divisa Marine addosso, seppur bagnata in quel momento. Probabilmente se avessa saputo leggere la simbologia della Marina avrebbe potuto capire il grado di quel tipo, ma non sembrava comunque molto interessato a quello, gli abstava sapere che non fosse un Ammiraglio.

Ganar Van Leeuwen: "E tu chi sei per sapere tutte sta cose su di me? Che fa una pattuglia della Marina in una zona losca come questa, vi siete persi?! Per tornare in luoghi sicuri dovete andare da quella parte..."

Si sporse leggermente in avanti a scrutare al di là della normale visuale per indicare verso Nord-Ovest, dove la civiltà dell'isola cominciava a sorgere.
Ultima modifica di Geko_M il 19/06/2015, 12:34, modificato 1 volta in totale.
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #4 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:33

Il vice ammiraglio ascoltò le parole del pirata. Nonostante il Tatuatore avesse ormai quasi quarant'anni, agli occhi del vice ammiraglio appariva comunque come un giovanotto, un pò come tutti gli altri, d'altronde.

Ovviamente Ganar non aveva idea del tipo di "avversario" che si trovava davanti, e questo per il marines era senz'altro un punto di vantaggio, probabilmente il pirata stava sottovalutando l'ufficiale, non riuscendo a capirne il grado, e soprattutto dato il suo aspetto, che di certo non riusciva a incutere timore ad un bestione grande e grosso come lui.

In ogni caso, Yamato non avrebbe di certo commesso lo stesso errore, l'avanzata età gli aveva permesso di vederne di ogni genere, e sapeva bene che sottovalutare un pirata di quella fama sarebbe stato un errore madornale, inoltre sapeva altrettanto bene quanto fosse difficile trattare con quella gente, i pirati erano indomiti e ribelli per definizione, molto simili ad animali selvaggi, controllarli poteva sempre rivelarsi un'arma a doppio taglio.

Comunque il vecchio era molto sicuro dei suoi mezzi, i sei vice ammiragli erano secondi solo agli ammiragli della marina, ed avevano poteri incredibili, per quanto molti non li conoscessero e non li considerassero affatto.

"Certo che so tutto di te, altrimenti che razza di marines sarei? Tu sei il famoso Tatuatore, con una taglia sul capo di ben 350.000.000 di berry che gli pendono sul capo, famoso per la tua brutalità. Una delle supernovae più pericolose, come potrei non conoscerti?"

Il marines estrasse del tabacco e una pipa, e preparata la stessa incominciò a fumare, prima di riprendere il discorso.

"Comunque non sono qui per ricordarti chi sei, ne mi sono perso. Sono qui per proporti un patto. Il Nuovo Mondo è un posto pericoloso, anche per gente del tuo livello, non fanno altro che attendere quelli come te per sbranarli. Dovrai sottometterti ad un imperatore, oppure dovrai affrontarlo, e necessariamente soccombere.

La stessa Isola degli uomini pesce, è territorio dell'imperatore pirata Stardust, il più terribile tra tutti i pirati del mondo. Senza contare che il 90% dei rivestitori dell'isola sono dei cialtroni incapaci, rischi di rimetterci la pelle morendo affogato, e non sarebbe una morte degna ad uno del tuo livello. Ragion per cui sono qui per proporti un affare."


L'uomo estrasse da una tasca un anello, quello che poco tempo fa apparteneva all'uomo pesce Thorvald, ucciso dall' ex imperatore pirata Stirner.

"Recentemente abbiamo perso il membro della flotta dei sette Thorvald, questo era il suo anello che sanciva il patto tra il governo e la sua ciurma, l'anello dello Squalo. Pensavamo che tu potessi essere un degno sostituto. Alleati al governo, avrai la totale libertà, la taglia congelata e ti sarà data la possibilità di passare per la sacra terra di Marijoa per raggiungere il Nuovo Mondo, in cambio del tuo aiuto.

Allora, che ne dici?"
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #5 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:36

La pioggia continuava a battere sul telone verde scuro fissato dai ciurmati del Tatuatore lasciando i pirati all'asciutto mentre il gruppetto di Marine a distanza e l'anziano più vicino a Ganar erano sempre più bagnati dall'incessante cadere di gocce d'acqua sempre più consistenti.

Il grosso uomo dalla pelle scura ascoltava le parole del suo intelocutore che ancora non aveva accennato a chi diavolo fosse. Non si era minimamente curato di presentarsi e era messo a parlare ad uno dei più temibili pirati della Rotta Maggiore con una certa tranquillità e superiorità, dubitando della sua resistenza, della sua capacità ad affrontare il Nuovo Mondo.

Un vecchio marine qualunque, ma che conosceva il Tatuatore gli si rivolgeva così?! Non andava bene...

Finì il discorso il Marine, ormai completamente bagnato, facendo una proposta: Flotta dei 7.
Qualcosa non gli quadrava a Ganar. Fissava il vecchio con diffidenza. Era molto permaloso circa il suo aspetto e la sua potenza, tutto messo in dubbi con estrema facilità da un signor nessuno, non c'era da meravigliarsi che un ghigno si disegnò sul volto del Tatuatore.

Ganar Van Leeuwen: "Arrivi qua, senza presentarti, con un gruppetto esiguo di Marine che potrei spazzare in 30 secondi, dici di conoscere me e la mia ciurma, ma poi insulti la nostra potenza e parli della morte di Thorvald portandomi un misero anello da pesce?!"

Si girò per un istante verso la propria ciurma, tutti attenti a seguire quel discorso, con lo sguardo puntato sul loro capitano e quell'anziano marine.

Ganar Van Leeuwen: "Direi che sei partito decisamente con il piede sbagliato..." - Sorrise ironicamente - "Sarebbe un buon inizio, per renderti ancora più credibile, che tu ti presentassi e magari mi spiegassi una plausibile storia per la morte di un pirata del livello di Thorvald."

Le parole dell'anziano l'avevano stizzito. Forse anche preoccupato da un certo punto di vista.

Fidarsi di operari della zona per scendere sotto il livello dell'acqua. Effettivamente non gli piaceva come idea. Non gli piaceva proprio dover dipendere da qualcuno, far dipendere la sua vita e quella dei suoi cirmati dal alvoro di qualche semplice operaio, era un affare sicuramente delicato.

Non amava poi l'acqua, non l'aveva mai amata, per lui era solamente un materiale di una strada che avrebbe dovuto percorrere per arrivare sempre più avanti. Non gli piaceva affatto specialmente dopo quel fatto e l'idea di trovarsi con litri e litri d'acqua sopra la testa a centinaia di metri di profondità un pò lo destabilizzava.

Ganar Van Leeuwen: "Poi, anche volendo, speri veramente che mi possa mettere un anello brutto come quello?!"
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #6 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:38

Il vice ammiraglio Kagura scosse il capo.

C'era da aspettarselo, forse aveva sbagliato approccio con quel gigante tatuato. Beh, Ganar era famoso per la sua brutalità, si aspettava un uomo molto più rozzo e violento, quindi pensava che tutti quei convenevoli non sarebbero serviti, e invece avrebbe anche dovuto presentarsi.

Perlomeno il Tatuatore aveva evitato di attaccarlo come una belva senza cervello, e anche se non lo dava a vedere Yamato apprezzava la cosa, un altro animale come Thorvald nella Flotta dei 7 non gli sarebbe affatto piaciuto, almeno questo, nonostante le apparenze sembrava possedere un minimo di sale in zucca.

"E va bene... " - Disse sospirando il vice ammiraglio - "Il mio nome è Yamato Kagura, e sono uno dei sei vice ammiragli a guardia del quartier generale della marina. E non avevo affatto intenzione di insultare, riportavo semplicemente un dato di fatto.

Il 90% dei pirati che tentano di entrare nel Nuovo Mondo, muore affogato prima di raggiungere L'Isola degli uomini pesce, e il 90% di quelli che ci riescono vengono fatti a pezzi non appena spuntano al di là della Red Line. Il Nuovo Mondo è terra degli imperatori, e come ti ho detto l'unica soluzione per sopravvivere è combatterli o assoggettarsi al loro volere.

Io ti sto offrendo una terza e più sicura via, l'alleanza col governo."


Il vice ammiraglio stette un pò in silenzio, con quella pioggia non si poteva nemmeno fumare. Solo Dio sapeva quanto gli mancava la sua stanza a Marineford in questo momento: "Per quanto riguarda l'anello nessuno ti obbliga ad indossarlo, l'importante è portarlo sempre con sé."



Un Vice-Ammiraglio al cospetto di Ganar.

Di certo non se lo sarebbe aspettato, forse bluffava, ma non sembrava essere un tipo da fare certi scherzi. L'inchiostro dei tatuaggi sul corpo del grosso uomo dalla pelle nera sembrò per un attimo muoversi. Forse si spiegava adesso il perchè di un misero gruppetto di Marine, quel vecchietto probabilmente sapeva la sua.

Poteva essere un ostacolo complicato da superare anche per il Tatuatore.

Ganar Van Leeuwen: "Un Vice-Ammiraglio... Quale onore!"

Sorrise ironicamente all'anziano davanti a lui, ancora sotto la pioggia battente, mentre il pirata sostava sotto il telone a qualche metro di distanza, una piccola precauzione per entrambi. Il contatto ravvicinato non era consigliabile in quelle situazioni, specialmente tra un pirata di quella portata ed un Marine di tale grado.

Nonostante questo ora una miriade di pensieri e preoccupazioni affollavano la mente di Ganar.

Il Vice Ammiraglio non aveva tutti i torti ed a giudicare dall'età, sicuramente di esperienza sulle spalle ne aveva parecchia. L'idea di poter mettere in pericolo la proprio ciurma e se stesso non piaceva per nulla a Ganar, che se c'era una cosa che odiava era la sensazine d'impotenza nelle situazioni, non sentirsi fautori del proprio destino, non poter far nulla per salvarsi.

Senza contare quanto odiasse sottostare a qualcuno.

Ganar Van Leeuwen: "Asscureresti un tranquillo passaggio al Nuovo Mondo per la mia ciurma, senza dover ricorrere all'immersione per l'isola degli Uomini Pesce?!"

Ci stava pensando. La voglia di arrivare, la preoccupazione per la sua ciurma ed il desiderio di confrontarsi con gli Imperatori Pirata stava prevalendo. Era un'ottima opportunità in quel momento!

Ganar Van Leeuwen: "Sappiamo tutti poi che non si fa niente per niente... Quali sarebbero i miei rapporti con voi, i miei "doveri"?! " Bisognava analizzare anche l'altra faccia della medaglia.

Era grezzo si, ma assolutamente non stupido!
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #7 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:41

Il marine stette in silenzio ad ascoltare il discorso di Ganar.

Finalmente il pirata sembrava essersi fatto più collaborativo, e probabilmente si era quasi convinto ad accettare il patto. Come in un duello di scherma al vice ammiraglio non restava che lanciare l'affondo decisivo.

"Certo, come ti ho detto garantiamo il passaggio per la sacra terra di Marijoa. Non sono il tipo da scherzare."

Ma non sarebbe stata facile, quella parte, ovvero quella in cui si andava a spiegare ad un pirata in che modo avrebbe dovuto aiutare il governo mondiale era sempre una delle più ostiche da spiegare. Bastava una parola fuori posto per mandare tutto all'aria, e questo Kagura lo sapeva fin troppo bene.

Serviva tatto, e intelligenza, doveva riuscire a far sentire Ganar come un collaboratore e non come un subordinato della marina, e la cosa era più facile a dirsi che a farsi. Quindi si prese tutto il tempo necessario a elaborare una risposta convincente.

"I tuoi "Doveri" sono quelli che esistono tra due alleati, ovvero l'aiuto in caso di pericolo. In fin dei conti per te le cose non sono così differenti da come sarebbero senza di noi, ti chiediamo di aiutarci nell'abbattere altri pirati, cosa che non dovrebbe essere un problema per uno come te. E in cambio ti doniamo la totale libertà di azione, mi sembra un patto più che vantaggioso, no?"

Aveva gettato l'amo, non gli restava che aspettare che il pesce abboccasse.



Una via più sicura, padroni del proprio destino anzichè fidarsi di qualche operaio magari anche assetato di sesso ed alcol in grado di fare anche un minimo errore che gli sarebbe potuto costare carissimo a centinaia di metri di profondità. Poter aggirare il fondo del mare era un'idea sicuramente allettante.

I pirati alle spalle di Ganar ascoltavano con attenzione il discorso con il vice ammiraglio.

Un silenzio rotto solamente dal rumore della pioggia che batteva tonante sul telone. Era pomeriggio, ma sembrava che la giornata fosse velocemente giunta alla sera, le nuvole offuscavano i raggi solari, l'umidità trascinatasi dalla pioggia invadeva l'isola ed in particolar modo quella zona selvaggia e senza legge.

Non erano molte le pretese da parte della Marina.

Il Tatuatore non amava affatt essere sotto controllo di qualcuno, doversi sottomettere a chiunque che non fosse sopra la scala gerarchica nella sua tribù natale di cui portava con orgoglio diversi simboli tatuati sul busto. Un uomo orgoglioso, come la sua gente, estremamente forte ed esteta, non amava affatto i compromessi, ma la Marina in quel caso sarebbe stato il male minore.

Gli Imperatori erano pericolosi, lo sapeva, sottomettersi a loro era al di fuori di ogni logica, annientarli forse era cosa più piacevole. Amava spingersi sempre al limite, cercare sempre le sfide più complicate e probabilmente era per quello che aveva gli Imperatori sul suo taccuino immaginario delle sue future vittime.

La Marina era sicuramente meno pericolosa dal suo punto di vista e più affidabile di qualunque pirata tanto forte da potersi immaginare di permettersi tutto. Il Governo era lì perchè aveva bisogno di lui, questo gli bastava.

Ganar Van Leeuwen: "Buttiamoci dentro!" - fissò con volto disteso l'anziano marine davanti a lui, in segno di assenso - "Siamo dei vostri e domani salpiamo per il Nuovo Mondo, siamo troppo riposati abbiamo bisogno di muoverci."

Alzò la voce per quest'ultima frase voltandosi con il braccio alzato verso la sua ciurma che rispose a tono, alzandosi in piedi, brindando con bottiglie di rum, lanciando berretti ed urlando in coro una serie di versi tribali.

Il Capitano della ciurma si rigirò verso il Vice Ammiraglio, sorrise disinvolto e sicuro di se e gli tese il muscoloso braccio destro completamente tatuato, una serie di braccialetti d'oro e d'acciaio, coralli e perle sul polso e la mano pronta a stringere quella dell'anziano in segno di accordo.

Ganar Van Leeuwen: "Prendo il posto di Thorvald... Probabilmente si era rammollito, con me ci state guadagnando a bestia, ma era comunque cazzuto: chi diavolo ha potuto steccarvi il pescione?!" - Una curiosità più che altro, non gli fregava molto del pirata, ma di cosa avesse potuto scatenare quel casino al Governo e lo avesse spinto a mandare un Vice Ammiraglio da lui per stringere quell'accordo - "Poi un altra cosa: io quell'anello, zozzo, usato, con puzza di pesce ed assolutamente orribile non me lo metto né lo porto con me... Fatemene uno personale."
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Re: 7 - Uno Squalo Tatuato

Messaggio #8 della Pagina da Geko_M » 19/06/2015, 12:43

"Come preferite, se avete intenzione di salpare domani dovrete tenervi quell'anello, è il vostro pass per attraversare la sacra terra di Marijoa. Inoltre per il momento non ne ho altri da consegnarvi. Né farò preparare uno nuovo al più presto, ma fino ad allora dovrete tenere quello."

Era categorico, per il momento doveva tenere l'anello dello squalo, non c'erano altre possibilità. Fece per andarsene, ma si ricordò che non tutti i dubbi del pirata erano stati fugati.

"Per quanto riguarda la morte di Thorvald, è chiaro che c'è una sola cosa che può minacciare un pirata della flotta dei sette. Ovvero un altro pirata, più forte di lui in questo caso. Thorvald era forte, ma incosciente, ha deciso di muovere battaglia ad un vero mostro, un demone, molto più potente di lui, ed è stato castigato.

La sua stoltezza l'ha condotto alla rovina.

Si è battuto contro un imperatore pirata, o per meglio dire un ex imperatore pirata, un corsaro che porta il nome di Max Stirner e che si credeva scomparso, ma forse ne avrete già sentito parlare. Spero per voi che l'anello dello squalo non vi porti sulla stessa via intrapresa dal suo precedente possessore."


Si voltò, non aveva più nulla da aggiungere nè da fare lì. - "Addio, Tatuatore." - Fece un cenno di salutò con la mano destra e condusse lontano da lì il suo plotone, intanto la pioggia lasciava il passo a qualche sparuto raggio di sole.

"Maledizione, mi faranno male tutte le ossa domani..."

Fine.
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